Il fatto

Nobel Medicina. Premiata la lotta alle malattie della povertà

06-10-2015

 

ROMA. Una bella sorpresa: era inaspettato, ma è piaciuto a moltissimi il Nobel per Medicina assegnato ieri a tre pionieri della lotta contro le malattie della povertà che colpiscono il Sud del mondo. Sono malattie provocate dai parassiti, prima fra tutte le malaria, affliggono complessivamente un terzo della popolazione mondiale e si concentrano in Africa sub-sahariana, Asia meridionale America centrale e meridionale. 

L'irlandese William C. Campbell, il giapponese Satoshi mura e la cinese Youyou Tu sono stati premiati perchè, grazie alle loro ricerche, ‘'la medicina ha potuto compiere un balzo in avanti rivoluzionario'', come ha rilevato ieri il Comitato Nobel annunciando i loro nomi a Stoccolma.

‘L'impatto globale delle loro scoperte e dei benefici che hanno portato all'umanità è incommensurabile'', hanno aggiunto gli esperti del Comitato. A Campbell e Omura, che hanno rispettivamente 85 e 80 anni, va il merito di avere scoperto una sostanza, l'avermectina, capace di combattere malattie come la cecità fluviale (oncocercosi), che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha reso cieche più di tre milioni di persone nel mondo, e l'elefantiasi (filariasi linfatica). Campbell e Omura condividono il premio con Youyou Tu, 85 anni, la dodicesima donna a ricevere il Nobel per la Medicina dall'istituzione del premio, nel 1901. Complessivamente, considerando tutte le discipline, sono state appena 46 le donne premiate. Il riconoscimento a Youyou Tu sembra quindi confermare le previsioni, ossia che il Nobel 2015 avrebbe visto una piccola ‘riscossa' delle donne. 

Alla farmacologa, che fa parte dei vertici dell'Accademia della Medicina Tradizionale Cinese, viene riconosciuto il ruolo importante nella scoperta dell'artemisina contro la malaria, un'infezione che ogni anno nel mondo colpisce 200 milioni di persone. Come ai suoi colleghi Campbell e Omura, a Youyou Tu va il merito di aver rivoluzionato la cure di queste malattie della povertà. 

L'entusiasmo per la scoperta si è fatto sentire anche sulla rete: ‘'grazie per aver salvato tante vite nel mondo'', hanno scritto in molti su Twitter; ‘'Grazie a Campbell, Omura e Tu per il beneficio dato all'umanità'', hanno twittato altri, e qualcuno ha osservato che il premio assegnato ieri è stato ‘'una sorpresa che avrebbe reso felice Alfred Nobel''.

 

 

 Chi sono i vincitori

 

ROMA. Il parassitologo irlandese William Campbell, il microbiologo giapponese Satoshi Omura e la farmacologa esperta di medicina tradizionale cinese Youyou Tu: sono i tre Nobel per le Medicina 2015, premiati per avere contribuito a infliggere un duro colpo a malattie tipiche della povertà trasmesse da parassiti, prima fra tutte la malaria.

Nato nel 1935 nella prefettura di Yamanashi, Omura ha sempre lavorato in Giappone, dove oggi è professore emerito della Kitasato University. Come microbiologo, si è specializzato nell'isolare i batteri presenti nel suolo, gli streptomiceti in grado di produrre sostanze utili dal punto di vista farmacologico. Basti pensare che da questi stessi batteri è stato ottenuto anche un antibiotico molto diffuso, come la streptomicina. Il merito di Omura è stato quello di essere riuscito a coltivarli fino a ottenerne grandi quantità: dopo avere ottenuto migliaia di colture, si è concentrato sulle 50 più interessanti, ossia quelle che potevano produrre sostanze efficaci per combattere infezioni. 

Sono state queste le colture arrivate negli Stati Uniti, dal laboratorio di Campbell. Nato nel 1930 in Irlanda, a Ramelton, si era trasferito negli Usa all'inizio degli anni '50, dove ha lavorato anche per un'azienda farmaceutica. Oggi è professore emerito nella Drew University di Madison, nel New Jersey. Quando si è trovato ad analizzare le colture preparate da Omura, si è accorto che erano particolarmente efficaci contro i parassiti degli animali, da cani e cavalli, fino a galline e mucche. Purificando quelle colture Campbell ha ottenuto l'avermectina, dalla quale è derivato un farmaco ancora più efficace, chiamato ivermectina, sperimentato con successo nell'uomo. E' stata la prima arma efficace contro malattie come la cecità fluviale (oncocerchiasi), considerata nel mondo la seconda causa di cecità dovuta a infezioni, e l'elefantiasi (filariasi linfatica), una malattia invalidante che colpisce i vasi linfatici provocando un rigonfiamento abnorme degli arti. 

Del tutto diversa la strada seguita dalla farmacologa cinese Youyou Tu. Nata nel 1930, dagli anni '60 lavora per l'Accademia di Medicina Tradizionale Cinese, della quale è stata al vertice. Proprio dalle erbe della medicina tradizionale cinese è cominciata la sua ‘caccia' alla cura per la malaria. L'analisi dei testi e sperimentazioni sugli animali l'hanno portata a riconoscere l'artemisina come una possibile arma contro una malattia che ogni anno nel mondo colpisce 200 milioni di persone.

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