Costume

Salone di Milano. Il mobile italiano ispira gli Usa

Di Paolo Tartamella

06-10-2015

 

 

NEW YORK. Il mercato statunitense promette spazi appetibili per l'industria del mobile italiano, spazi che il "Salone del Mobile.Milano", la fiera annuale che nel 2016 celebrerà la 55  edizione, è pronta a guadagnarsi. 

A fornire il profilo delle strategie per gli Usa sono passati da New York il direttore del Salone, Roberto Snaidero, e l'amministratore delegato di Federlegno, Giovanni De Ponti. All'incontro è intervenuto anche Maurizo Forte, direttore della sede di New York dell'Istituto per il Commercio con l'estero. 

Forte ha ricordato che l'Italia è appena entrata nella lista dei principali dieci partner commerciali degli Usa, scalando la graduatoria di una posizione.

"L'obiettivo è quello di coinvolgere gli orientatori dell'acquisto - spiega De Ponti - abbiamo notato che il numero degli agenti immobiliari resta stabile mentre cresce quello degli interior designer. Questo indica che esiste una crescente fascia di consumatori che ha un elevato reddito disponibile. L'evento di Miami si indirizza quindi a chi influenza le scelte stilistiche e qualitative del pubblico". 

Il riferimento è alla cena del primo dicembre che si terrà al Pérez Art Museum di Miami (in concidenza con il Design Miami/Art Basel), città che il Salone ha scelto in quanto fortemente legata al turismo sudamericano, e che quindi garantisce doppia visibilità. Quella sera, duecento addetti al settore, inclusi buyer, operatori dell'immobiliare ed architetti, saranno informati sulla prossima edizione del Salone (12-17 aprile). 

Ma soprattutto rappresenteranno la prima cellula del network che gli organizzatori milanesi intende creare per promuovere negli Usa il Made in Italy del mobile. Dal 2 al 6 dicembre, il museo ospiterà inoltre un'installazione rappresentativa della fiera milanese. "Occorrerà poi valutare l'indice di ritorno - specifica De Ponti - ovvero verificare quanti di quegli addetti ai lavori incontrati a Miami cominceranno a lavorare con noi". 

Come specificato da Snaidero, la cifre di mercato sono incoraggianti, visto che l'export italiano a giugno ha conosciuto un balzo del 26% sospinto da cucina (+80%), divano (+51%) ed accessori per illuminazione (+36%). 

Gli Stati Uniti siedono al quarto posto nella classsifica degli importatori di mobili italiani (811 milioni di euro) dopo Francia, Germania e Regno Unito, ma le loro dimensioni, popolazione e capacità reddituale, indicano che costituiscono un mercato sotto utilizzato: "Molto resta da conoscere dai nostri associati - ammette Snaidero - che per esempio devono familiarizzare con diverse caratteristiche, come i tempi di consegna del mobile qui negi Usa". 

Nel pianeta manifatturiero l'Asia sta avanzando repentinamente, ma i dirigenti del Salone specificano che il mobile taliano non teme concorrenza con quello costruito dai cinesi. "Tra i loro visitatori c'è chi viene a copiare" sostiene con un sorriso Snaidero, mentre De Ponti segnala che "ci sono stati mobilifici italiani che hanno tentato la produzione in Cina, per decidere poi di tornarsene, cosa che è avvenuta anche in Romania". 

Il Salone è infatti rinomato per la natura di fiera "dell'high-end globale, non solo italiano. I cinesi fanno i mobili, ma la qualità è un'altra cosa. Negli Usa - prosegue De Ponti - occorre suscitare l'interesse per il fascino, la qualità e la tecnica usata dai mobilieri italiani". 

Dal lontano 1961, anno della sua nascita, il Salone ha subìto un'accelerazione nella partecipazione di espositori (oggi 2.106, dei quali il 30% dall'estero) e visitatori (310 mila). 

Il 69% di chi giunge a Milano proviene da 165 Paesi, e l'80% è costituito da professionisti del settore come buyer, dettaglianti, distributori, decoratori, architetti ed esperti d'illuminazione. Il Salone si anche evoluto in termini merceologici tanto da avere abbracciato esposizioni specifiche per cucina, illuminazione di interni abitativi, una per quella degli uffici, mentre è anche nata l'esposizione destinata ai giovani stilisti. Il Made in Italy e la filosofia a cui si ispira il "Salone del Mobile.Milano", è inoltre fortemente commisurata al nuovo lifestyle di cui la tradizione italiana resta interprete inarrivabile in termini di stile, funzionalità e caratteristiche qualitative.

Il Salone studierà ulteriori iniziative che si succedano a quella di dicembre di Miami, inclusa l'opportunità di creare un ufficio negli Usa. Altri progetti promozionali sono presto in arrivo, come il viaggio in Texas di undici mobilieri italiani, laddove Dallas è considerato un mercato molto ricettivo.

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