Cultura

Tosca torna al Met con Aronica e la Dyka

22-10-2015

 

NEW YORK. È ritornata al Metropolitan la nuova produzione di Tosca del regista Luc Bondy che al debutto della stagione 2009-10 era stata accolta da "boos" da parte di alcuni aficionado quando Scarpia nella scena del secondo atto vacillava fra la presenza di tre voluttuose escort e l'abbraccio alla statua della Madonna. Nella ripresa di venerdì scorso, la statua è stata tolta e Tosca ha lasciato un mazzo di rose su una sedia. 

L'allestimento scenico è poco convincente perché nel primo atto la scena non ci mostra l'interno di una chiesa, come neanche nel terzo manca l'angelo con la spada e nel fondale non c'è il cupolone di St. Pietro. Bene arredata invece la stanza di Palazzo Farnese dove il perfido Scarpia dá sfogo al suo sadismo con le tre escort. 

Protagonista è stata il soprano Oksana Dyka che nella famosa aria "Vissi d'arte", ci ha trasmesso il lirismo dell'implorazione nel bruciante confronto drammatico con Scarpia. Al suo fianco è ritornato il tenore Roberto Aronica che, dotato di una voce solare si è destreggiato nei diversi duetti con Tosca e nella famosa aria "E lucean le stelle". 

Per il ruolo dell'odioso Scarpia, è anche ritornato al Met il baritono Roberto Frontali che, in possesso di una voce pastosa e bene impostata, ha brillato nell'aria di perverso erotismo "Quest'ora io l'attendevo". Bravissimo il sagrestano di John Del Carlo e il coro nel Te Deum diretto dal maestro Donald Palumbo. 

Il maestro Marco Armiliato - in sostituzione del'indisposto maestro-tenore Placido Domingo - ha diretto con finezza interpretativa nel mettere in evidenza i diversi valori della partitura. 

 

 

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