Il fatto

Nuovo scontro sulle unioni civili

30-10-2015

 

ROMA. All'ombra del caso Marino c'è un nodo che, al ritorno dal Sudamerica, il premier Matteo Renzi si trova in casa, quello delle unioni civili. Il dossier continua a dividere maggioranza ed esponenti di governo e si arricchisce di un nuovo scontro tutto interno all'esecutivo: con il ministro della Giustizia Andrea Orlando che rimarca il suo sostegno alla stepchild adoption, finendo nel mirino dei centristi. Ed è proprio il suo collega di governo, Angelino Alfano, ad essere tra i più duri, dicendosi "in totale disaccordo" con il Guardasigilli sul punto delle adozioni. Insomma, a oltre 48 ore dalla contestata sentenza del Consiglio di Stato il dibattito torna a fare scintille. "Al più presto la legge sulle unioni civili, e personalmente sono favorevole alle adozioni", è il là che, in un'intervista a Repubblica, dà il titolare della Giustizia, il quale nel pomeriggio torna sul tema augurandosi che "la ricerca di equilibrio non blocchi l'iter della legge" e derubricando ad una "non novità" la diversa posizione espressa da Alfano. Con quest'ultimo che, pochi minuti prima, sentenziava: "Ogni bambino deve avere un papà e una mamma e non si scherza. Altra cosa sono i diritti patrimoniali". 

Le adozioni restano quindi il nodo di Gordio che, finora, nessuno riesce a sciogliere. Un nodo che rischia di impantanare una legge su un argomento sul quale "l'Italia ha un obbligo giuridico a intervenire, sulla base di una sentenza della Corte di Strasburgo del 21 luglio 2015", sono le parole con cui Orlando motiva l'urgenza dell'approvazione. Il Pd vorrebbe puntare all'ok al ddl Cirinnà-bis in Senato già nell'ultima settimana di novembre, ovvero subito dopo il primo sì alla legge di stabilità. Ma i tempi sono strettissimi e i nodi tecnici (siamo piena sessione di bilancio), delicati. Probabile, perciò, che si arrivi a un ok finale nel gennaio del 2016. La legge "va approvata. Se poi non sarà entro la fine dell'anno ma a gennaio, l'importante è approvarla", sottolinea il sottosegretario Luca Lotti ribadendo come non siano escluse "nuove maggioranze" su un tema che "è giusto sia trasversale". Concetto che vede tuttavia Ap in trincea. "No a blitz con maggioranze variabili" sulle adozioni, tuona Alessandro Pagano critico, assieme altri centristi, sull'intervento di Orlando su un "tema parlamentare". 

Ma quello delle adozioni resta un problema anche nel Pd, dove sembra che le parole di Orlando abbiano agitato gli animi dei catto-Dem, fedeli alla loro proposta sull'affido rafforzato. Netto, invece, l'endorsment al ministro da parte dei tanti che, nel Pd, non vogliono alcun arretramento sul ddl. Senza la stepchild "sarebbe una legge sotto il minimo sindacale" avverte Sergio Lo Giudice confermando che "una Direzione ad hoc andrà fatta". Anche perché i 'laici' Dem spingono per una posizione ufficiale del partito sulle adozioni laddove, tuttavia, lo stesso Renzi aveva indicato il voto secondo coscienza. Punto di caduta, quest'ultimo, al quale potrebbe giungere anche FI, che per ora resta divisa: e con Mara Carfagna che, nella riunione di martedì, aveva riproposto il suo ddl alternativo, cioè un testo dove figurano quasi tutti i punti del ddl Cirinnà-bis ma non quello della stepchild adoption. 

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