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Masters. Sconfitta dalla Sharapova la Pennetta saluta il tennis

30-10-2015

 

SINGAPORE. "Mi mancheranno le altre giocatrici, con cui ho passato una vita, ma soprattutto la competizione: quando entri in campo, specie se è un centrale, senti qualcosa di speciale. Non credo proverò mai più qualcosa del genere, ma sono davvero felice di cominciare un'altra parte della mia vita". 

Così Flavia Pennetta nella conferenza stampa dopo il match che ha segnato la sua uscita di scena dal tennis professionistico, perso contro Maria Sharapova. "Per Maria è stata una gran giornata ma credo lo sia stata anche per me, perché ho giocato piuttosto bene. Ero felice di avere avuto l'opportunità di giocare questo torneo. E giocare la mia ultima partita contro una campionessa come Maria è stato fantastico. Proprio un bel modo per dire addio al tennis, quando perdi contro una così non ci sono troppe cose da aggiungere. Non pensavo che poteva essere il mio ultimo incontro: mi sentivo normale. Del resto se avessi vinto un set avrei giocato ancora sabato.... ci ho pensato solo sul match-point quando ho mi sono detta "ok, è finita". 

Dopo aver abbracciato la russa, Flavia è scappata: un veloce saluto al pubblico prima di guadagnare in fretta gli spogliatoi: "Non volevo nessuna scena lacrimevole, non mi piacciono i drammi. Preferisco lasciar passare un po' di tempo prima di salutare tutti come si deve. Magari a Roma. Sapevo che se fossi rimasta in campo avrei pianto. E non volevo". 

Lacrime no, bilanci sì: "La cosa che mi rende più orgogliosa è essere riuscita ad essere forte. Ho avuto molti infortuni e ho dovuto ricominciare da zero diverse volte. Io penso che questa sia una cosa molto importante. Riuscire a ripartire ogni volta e ritrovare sempre la giusta forza mentale".   

Bella, brava, intelligente, solare, spiritosa. Mancherà, al tennis mondiale, una figura come Flavia Pennetta se, come sembra, quello perso contro Maria Sharapova a Singapore sarà stato l'ultimo match di una splendida carriera. 

Impreziosita nel finale, a 33 anni a mezzo, dalla prima vittoria in uno Slam, che è anche la prima vittoria di un'italiana agli Us Open; e dalla prima partecipazione alle Wta Finals, il Masters tra le otto migliori della stagione. 

Un record, del resto, la Pennetta lo deteneva dall'agosto 2009. quando era stata la prima azzurra a entrare nella Top 10, in cui è ritornata dopo lo storico trionfo a Flushing Meadows; fino a raggiungere, al numero 6, il suo best ranking. 

Nata a Brindisi il 25 febbraio 1982, Flavia impugna la racchetta fin da bambina, sotto la guida del padre Oronzo, mostrando subito grande talento. Vince tornei giovanili e Itf, in singolare e in doppio. Diventa professionista nel 2000, il giorno del 18/o compleanno. 

Da allora, un ‘cursus honorum' di tutto rispetto: 11 titoli Wta in singolare, 17 in doppio, quattro Fed Cup con la Nazionale azzurra. Ha battuto in carriera star come Sharapova, Wozniacki, Azarenka, Hingis. È stata numero 1 del mondo in doppio, in coppia con l'argentina Gisela Dulko, assieme alla quale ha vinto, tra 2010 e 2011, Masters di fine anno e Australian Open. 

Ha incantato con il suo gioco pulito e intelligente, con il suo rovescio, uno dei più belli del circuito: punto di forza, assieme al servizio quando le funziona, del suo repertorio. Elegante in campo e fuori. "È una ragazza piena di fascino, aggraziata, femminile. Gioca un tennis bello, dinamico", ha detto di Flavia la leggendaria Lea Pericoli. Certo, in 16 anni di carriera, e di vita, non sono mancati i momenti bui, sia nel pubblico sia nel privato. 

Un polso che già le aveva già dato fastidio tra 2006 e 2007, la costringe all'intervento chirurgico nell'agosto 2012. Mesi di assenza, la caduta al numero 158 del ranking: poi, nel 2013, la rinascita. Quarto turno a Wimbledon e semifinale agli Us Open. 

L'anno successivo, a Indian Wells, prima vittoria in un torneo Wta Premier. Nel 2014 sboccia anche il legame con Fabio Fognini, che segue una storia, finita in modo traumatico, con un altro collega, lo spagnolo Carlos Moya; e una, più recente, con l' attore Andrea Preti. 

Del resto a Flavia, bellezza mediterranea, fidanzati e spasimanti non sono mai mancati. "Penso di essere carina, di una bellezza normale. Forse le donne non fanno fatica a riconoscersi in me e gli uomini non mi considerano fredda e irraggiungibile come la Sharapova", disse di sé anni fa. 

Il 2015, peraltro cominciato mediocremente, è stato l'anno dell'apoteosi. Ma, dopo il trionfo agli Us Open, contro l'amica e corregionale Roberta Vinci, l'annuncio shock: "A fine stagione mi ritiro". Poi, ciliegina sulla torta, la qualificazione per Singapore: "Un sogno che diventa realtà, il modo perfetto per concludere una stagione fantastica per me. E anche un modo meraviglioso per dire addio al tennis, su un palcoscenico spettacolare", ha commentato alla vigilia. 

È mancato l'approdo alle semifinali, sarebbe stata la prima italiana. Ma ha ricevuto l'abbraccio e l'omaggio di colei che gliel'ha negato: "So che era il suo ultimo match, Flavia ha raggiunto risultati incredibili, fantastici. Ci mancherà", ha detto la Sharapova. 

Flavia Pennetta, la figlia che Lea Pericoli avrebbe voluto avere.

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