La città

Ritrovato il maratoneta italiano scomparso

04-11-2015

 

NEW YORK. Dal dramma al lieto fine. Gianclaudio Marengo, 30 anni, il maratoneta scomparso a New York domenica pomeriggio dopo aver tagliato il traguardo, deve il suo ritrovamento ad un poliziotto fuori servizio che lo ha riconosciuto dopo averlo visto al telegiornale mentre si trovava sul treno 2 della metropolitana. Era affamato e aveva indosso ancora l'abbigliamento da corsa: una maglietta turchese con la pettorina n. 23781 e pantaloncini neri. 

L'allarme per Marengo, originario di Terni, era scattato dopo che i componenti della sua squadra avevano perso le sue tracce. L'uomo, con un passato da eroinomane, correva con il running team della Comunità di San Patrignano. Aveva tagliato il traguardo intorno alle 15 locali, poi la scomparsa e il girovagare per la città per oltre due giorni. La sua vicenda è iniziata dopo essersi accorto di aver perso il bigliettino con le indicazioni dell'albergo dove alloggiava a Long Island City in Queens. Secondo quanto scrive la stampa americana, dopo essersi accorto di lui, il poliziotto lo ha aiutato a scendere dal treno alla stazione sulla 34/a strada e la settima avenue. Era affamato e così gli ha comprato da mangiare. 

Dopo essere stato portato presso un distretto di polizia è stato ricoverato presso un ospedale a Lower Manhattan e curato per sintomi di disidratazione. Marengo aveva iniziato a correre come una sorta di riscatto contro un passato che lo ha visto lottare contro l'uso di eroina e diverse altre sostanze stupefacenti. Secondo quanto dichiarato dallo stesso ufficio stampa della comunità di recupero di San Patrignano, l'uomo era con loro da oltre tre anni ed era impegnato nel laboratorio di falegnameria dove stava trovando una sua realizzazione professionale. 

Come tanti altri ragazzi della comunità, aveva trovato una nuova passione nella corsa, al punto che era stato premiato con l'inserimento nel San Patrignano Running Team che da tre anni partecipa alla maratona di New York. Pochi mesi fa era stato a far visita per la prima volta alla sua famiglia. La corsa - aveva detto Marengo in un'intervista prima della Maratona - è un buon modo per perdere peso e togliermi dalla testa i problemi che stavo vivendo. Ora credo che correrò per sempre". 

Marengo già a 14 anni consumava cannabis, allucinogeni e cocaina. E a 20 anni, l'eroina. "Dopo tutto - ha aggiunto - il mio motto è sempre stato ‘no limit'. E' forse per questo che amo così tanto l'idea di correre a una maratona". La Comunità di San Patrignano ha smentito che Marengo era affetto da disturbi mentali. "Non aveva nessun disturbo mentale - hanno specificato - non era soggetto a trattamento psichiatrico né sottoposto a terapie con psicofarmaci. Era certamente una persona fragile, vulnerabile e molto emotiva che aveva trovato un'opportunità di recupero a San Patrignano".

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