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Cambio panchine. Il Palermo da Iachini a Ballardini

11-11-2015

 

PALERMO. Maurizio Zamparini è un esperto dei colpi di scena, ma negli ultimi tempi era diventato noioso, quasi preoccupante. Due anni senza un esonero: è questo forse il vero record. Beppe Iachini era riuscito a rimanere in sella, anche nei momenti più difficili, ma non ha superato la notte dei brutti pensieri del patron che lo ha chiamato e liquidato dopo avere incassato il sì di Davide Ballardini (un ritorno per lui, dopo il campionato 2008-2009). Sarà il tecnico di Ravenna a guidare il prossimo allenamento in vista della difficile trasferta con la Lazio. 

Anche per i tifosi, l'aggiornamento del numero degli allenatori che si sono avvicendati sulle panchine di Palermo e Venezia ha perso il suo appeal, nonostante cifre mirabolanti e ineguagliabili. È la resistenza di Iachini la vera notizia. Con un colpo di coda - la tiratissima vittoria contro il Chievo di domenica - l'allenatore sembrava aver fermato la smania di cambiamento di Zamparini che una volta ammise: "non ho pazienza". 

Eppure stavolta sembrava tutto diverso, un matrimonio a lungo termine per inseguire la salvezza. Del resto, il Palermo è a metà classifica (dodicesimo). Il tasso tecnico offerto a Iachini non può far sognare l'Europa nemmeno ai più ottimisti. E l'allenatore lo aveva ribadito anche a inizio stagione, sottolineando alcune lacune nel mercato. Frasi che il patron non ha dimenticato e che hanno portato, dopo dodici giornate, all'esonero. 

Le aspettative di Zamparini sono alte e adesso a soddisfarle dovrà essere Ballardini. Uno dei pochi a non essere stato esonerato dal patron. Al termine della stagione 2008-2009, in cui il Palermo sfiorò la qualificazione in Europa League, se ne andò di sua spontanea volontà per approdare alla Lazio. A quei tempi, Zamparini non la prese troppo bene. Ma adesso è acqua passata. "Lui voleva andare via - ha detto il presidente - Capita. Comunque ha fatto bene e conosce bene la piazza. Avevo chiesto a Guidolin, ma non vuole tornare ad allenare. Ho scelto quindi il tecnico che meglio può affrontare la situazione". 

Ballardini sa di avere poco tempo per cambiare sistema di gioco e ottenere risultati. "Quando subentri, e io lo so bene - ha ammesso - sai che è difficile. Qui c'è molta qualità, quindi si può fare bene. Ho grande entusiasmo". 

Non si può dire lo stesso dei tifosi che hanno disertato il Barbera per la presentazione del nuovo tecnico e hanno riempito il web di insulti al presidente per l'ennesimo ribaltone. Sui social si sono scatenati anche i giocatori. Vazquez, Maresca, Lazaar hanno rinnovato la stima per Iachini, parlando anche di "ingiustizie". Ballardini potrebbe quindi trovare uno spogliatoio spaccato. "Ho parlato con Sorrentino - ha replicato Zamparini - Mi ha detto che i giocatori sono a disposizione per fare il massimo con il nuovo allenatore. Capisco il dispiacere di molti, ma Maresca ha esagerato (ha scritto che Iachini ha fatto guadagnare al Palermo 60 milioni, ndr). Per lui prenderemo provvedimenti". Le nubi sul Barbera, insomma, non accennano a diradarsi. 

"Penso che la classifica del Palermo sia quella che si è meritato finora. Dovremo fare meglio. Sono abituato a subentrare, è chiaro che ho pochissimo tempo. Quando arrivi dopo, puoi sbagliare più facilmente" ha detto Ballardini in conferenza stampa. "Prediligo i giocatori di qualità soprattutto a centrocampo - ha spiegato - Penso che qui ce ne sono tanti di interessanti. È fondamentale anche che i giocatori più tecnici facciano bene anche la fase difensiva. Penso che a Palermo ci sia molta qualità e si deve sfruttare in entrambe le fasi di gioco".

 

 

La Samp congeda Zenga

 

Di Chiara Carenini

 

GENOVA. La giornata dell'esonero in serie A comincia con l'addio al Palermo di Beppe Iachini e finisce con quello di Walter Zenga ai blucerchiati che, a Dubai, riceve la notizia dell'arrivederci e grazie deciso dalla Sampdoria. 

La mail partita per l'Emirato è stata probabilmente spedita da Firenze dove il presidente Massimo Ferrero, salutato Osti in rientro a Bogliasco per la mini seduta dei blucerchiati coordinata da Pedone, assieme all'avvocato Antonio Romei sta tentando di portarsi via un consenziente Vincenzo Montella. La trattativa fiorentina parte da un buon punto preso che è il sì dell'ex aeroplanino ma, soprattutto, è la disponibilità dell'allenatore campano a abbassare l'ingaggio che convince: da 1,8 milioni a 1,2/1,3 milioni di euro fino al 2017. La discussione, semmai, verte ancora sulla clausola rescissoria da 5 milioni di euro che potrebbe scendere a 2 con l'arrivo in viola di Roberto Soriano, gioiellino - e capitano - della Sampdoria. Andrea Della Valle è stato chiaro: "Per quanto riguarda Montella c'è una clausola e va rispettata. I miei dirigenti incontreranno il suo agente, che è molto bravo, e tutti noi useremo buonsenso". 

Paola magica, questa, che potrebbe ricomprendere un passaggio tanto semplice quanto delicato: lasciar andare Montella a 2 milioni di euro e con l'arrivo del talentuoso Soriano risparmiando così ingaggi da 4,5 milioni di euro (Montella è legato alla società toscana fino al 2017) potrebbe essere definito appunto un affare di "buonsenso". 

E Walter Zenga? Non può dirsi sorpreso. È vero che lascia la Samp "a -2 dalla Juventus" come ha sottolineato l'ex Uomo ragno da Dubai ma è anche vero che l'ostilità ambientale e la progressiva involuzione della squadra hanno preoccupato la società genovese. L'esonero di mister Z era nell'aria già domenica sera alla fine di Samp-Fiorentina ma ci sono volute 48 ore e una repentina partenza per Dubai del tecnico perché venisse ufficializzata. "Non mi sento tradito - ha detto Zenga in serata -. Sono felice di aver avuto l'occasione di allenare una squadra alla quale sono stato legato anche da calciatore. Ma il ruolo del tecnico prevede di essere messi in discussione continuamente. Fa parte del gioco". 

Mentre nell'Emirato è già ora di cena a Firenze si gioca un'ultima mano della partita al tavolo della trattativa. Andasse male, ai box si scalda Delneri perché nel calcio, si sa, a volte ritornano. 

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