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Calcio amichevole. Azzurri, sfida ai top

12-11-2015

 

 

BRUXELLES. "A Wilmots perdere lo fa arrabbiare? Beh, allora siamo in due. Siamo qui per fare una partita aperta, non per difendere e fare un gol furtivo. Sono ansioso di sapere a che punto siamo e dove possiamo andare". 

Antonio Conte non è per nulla intimidito dall'idea di giocare tra ventiquattro ore con gli enfant prodige del Belgio, i Diavoli Rossi che da qualche settimana, in testa al ranking Fifa pur non avendo mai vinto nulla, guardano dall'alto al basso tutto il calcio mondiale. "Domani sarà un'amichevole per modo di dire, tra virgolette", afferma, e difende i suoi giocatori: "Sono i migliori al mondo, non li cambierei per nessuno". Ma del suo collega sulla panca belga invidia il ‘modello", quello che gli permette di avere tutti i giocatori sempre a disposizione, di avere coinvolti nel programma della nazionale tutti i maggiori club del Paese. "Leggo che hanno dei centri di addestramento non solo per i dilettanti, anche per i professionisti: da noi in Italia, come in altri Paesi, è difficile coinvolgere i club professionistici. Le squadre piccole hanno paura che le grandi si prendono i loro giocatori. I grandi club - si lamenta Conte - li vogliono tutti per sè". 

Detto questo, Conte non si tira indietro: "Domani è una partita importante. Il Belgio vorrà fare buona figura contro una squadra di grande tradizione. I ragazzi hanno lavorato bene e non vedo l'ora di giocare con una delle squadre favorite per il prossimo Europeo. Ma al di là del risultato, non mi esalterò, nè mi abbatterò. Giocando con una squadra tosta - sottolinea il Ct - voglio analizzare bene cosa siamo in grado di fare, dove siamo oggi e dove possiamo andare". Quindi rilancia il suo concetto di gruppo di uomini vincenti: "Per fare cose straordinarie, servono uomini straordinari: avremo difficoltà, lo so. Ma quelle le superano gli uomini, prima che i calciatori". 

Sulla formazione, lascia poco spazio all'immaginazione: "Sarà molto vicina a quella che ho letto sui giornali in questi giorni. Ho le idee abbastanza chiare - ha proseguito il Ct dell'Italia - per quanto riguarda le convocazioni, purtroppo da qui a marzo non potrò lavorare e a giugno quando ci saranno quelle definitive mi farò un consuntivo su tutto quello che è stato fatto". 

Una vigilia segnata anche dal ricordo e dall'emozione. Prima dell'allenamento, tutti gli azzurri si sono stretti al presidente federale Carlo Tavecchio, a Mariella Scirea, a Paolo Garimberti, presidente del Museo della Juventus e a Andrea Lorentini che qui perse il padre per volgere un pensiero alle 39 vittime di quella maledetta serata del 29 maggio 1985. Il capitano, Gianluigi Buffon, ha deposto una corona sotto la lapide che ricorda le vittime di quella tragedia. 

Poco dopo, la concentrazione è tornata sulla partita di oggi e sulle prospettive per l'Europeo: "Stiamo costruendo qualcosa d'importante anche per il presente - ha detto il portiere azzurro -. Se c'è unità intenti, serietà e desiderio di migliorarsi si crea sintonia. L'Europeo? Sarà da ricordare per i sentimenti e mi auguro anche per il risultato".

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