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Nazionale. Oggi l'amichevole con la Romania

16-11-2015

 

BOLOGNA. La paura e l'orgoglio. Stretto tra lo "sgomento" per Parigi e l'Europeo francese in vista, Antonio Conte torna a guardare con timore ma anche fiducia al futuro. Suo - di ct oramai perfino innamorato del ruolo -, dell'Italia; e del calcio simbolo di una vita normale "che non si farà intimidire da niente e da nessuno, perchè altrimenti la darebbe vinta al male". Oggi a Bologna la Romania offre l'occasione dell'ultimo test azzurro del 2015. Poi, un altro paio di amichevoli a marzo e la lunga attesa per il viaggio in Francia. 

"Non ci è mai passato per la mente di non andare all'Europeo", confessano in coro dalla sala stampa del Dall'Ara il ct e Chiellini. Tranne poi spiegare cosa sia la paura vissuta in questi giorni e ammessa senza falsi pudori: "Vedi certi fatti e non puoi non riflettere, la paura è naturale: eventi del genere sono accaduti e possono tornare ad accadere - sottolinea Conte - Quelli di Parigi erano obiettivi a caso, è impressionante. Se vogliono colpire, diventano davvero pericolosi. Per questo dico: il tempo non faccia dimenticare, la guardia resti alta da qui in avanti. Ma lo sappiamo: vivremo in un ritiro blindato". 

A suo modo, e per motivi certo diversi e più banali, il ct ha già chiuso le porte della fortezza azzurra: e da lì dentro, racconta sensazioni sorprendenti, dopo i passati malumori. Che aprono prospettive su un possibile rinnovo azzurro post Europeo. 

"Ora - racconta - si chiude un anno da ct nel quale giorno dopo giorno mi sono calato nel ruolo: mi sono scontrato, ho capito dove potevo intervenire e dove no, ho compreso meccanismi politici nei quali non sono eccelso...Ma sono rimasto sorpreso da come sono riuscito a lavorare, in così poco tempo, ne sono contento. È una gratificazione, spesso conta più del risultato. Sì, rifarei questa scelta". 

Un primo passo per far sorridere la Figc, il cui presidente Tavecchio si è più volte detto pronto al rinnovo. "Si valutasse solo il lavoro, come dovrebbe essere, sarebbe un altro discorso: ma so che contano i risultati. Ho un contratto fino a luglio, da qui a giugno ci sarà tempo per fare le nostre valutazioni, i pro e i contro", l'indicazione di Conte, al quale è rimasto in mente Prandelli che firma il rinnovo 45 giorni prima del Brasile "e poi è costretto a dimettersi" dai risultati. Eccolo spiegato il motivo per il quale Conte dice di "aver tirato una linea, d'ora in poi testa bassa e lavorare pensando solo all'Europeo: poi il tempo sarà galantuomo, e sono certo che sul contratto faremo la scelta migliore". Eccola spiegata l'importanza attribuita dal ct all'amichevole con la Romania. 

"È una della nazionali uscite meglio dalla qualificazioni: nessuna sconfitta, solo due gol subiti. Ma noi dobbiamo dare continuità a quanto di buono mostrato a Bruxelles", sottolinea Conte, convinto di essere stato penalizzato oltre modo da un paio d'errori difensivi: "Lavoriamo su un'identità di squadra, propositiva, mai in attesa: proseguiamo su questa strada", la parola d'ordine che indica pochi cambi in vista. 

Per i 20.000 spettatori attesi - con il prevedibile rinforzo delle misure di sicurezza - l'Italia dovrebbe dunque proporre giusto i cambi necessari alla freschezza fisica. Chiellini spostato a sinistra, con Barzagli al fianco di Bonucci; El Shaarawy al posto di Candreva dall'inizio; Soriano per Parolo e poi Giaccherini pronto a subentrare. Per Eder-Pellè probabile conferma. "Abbiamo intrapreso una strada, siamo convinti sia quella giusta". Perchè l'oggi fa paura, ma il futuro no, non può. Anzi non deve.

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