Dall'Italia

Berlusconi. La Procura chiede un nuovo processo

19-11-2015

 

MILANO. Rischia di finire ancora una volta alla sbarra per il caso Ruby Silvio Berlusconi, assolto otto mesi fa dalla Cassazione dalle accuse di concussione e prostituzione minorile, ma stavolta imputato per aver comprato con "oltre 10 milioni di euro" il silenzio o la reticenza della marocchina e delle altre 'olgettinè passate dalle feste hard di Arcore al banco dei testimoni. 

Infatti, la Procura di Milano,  dopo aver chiuso le indagini quattro mesi fa, ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per l'ex premier e altre 30 persone, tra cui la stessa ex 'Rubacuori'. 

Ora spetterà ad un gup (la richiesta salirà oggi al settimo piano del Palagiustizia e verrà indicato il giudice) decidere se mandare a processo il leader di FI, accusato di corruzione in atti giudiziari, così come la marocchina, che avrebbe intascato circa 7 milioni di euro, il suo ex legale, l'avvocato Luca Giuliante, il cantante e amico storico dell'ex Cavaliere, Mariano Apicella, e una ventina di ragazze, da Iris Berardi a Marysthelle Polanco fino alle gemelle De Vivo. 

Per falsa testimonianza, altra accusa al centro del procedimento 'Ruby ter', scaturito dalle motivazioni dei processi di primo grado Ruby e Ruby 2, rischiano il rinvio a giudizio anche la senatrice Maria Rosaria Rossi e il giornalista Carlo Rossella. 

Stando alle indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Pietro Forno e dai pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio e fatte di intercettazioni, documenti, messaggi WhatsApp, file e video, Berlusconi dal 2011 e almeno fino al maggio scorso avrebbe pagato la versione delle "cene eleganti" resa dalle 'olgettine', ricompensandole con un totale di circa 3 milioni di euro, tra bonifici, assegni, contanti, case, auto, contratti di lavoro fittizi, pagamenti di viaggi e spese varie. 

Dalla mole di atti raccolti è emerso, ad esempio, il pressing costante, al limite delle minacce, da parte delle giovani che battevano cassa. 

"Domani butto giù il cancello di Arcore comunque, vado a rubargli una macchina al vecchio", diceva Barbara Guerra a Ioana Visan. Con il leader di FI che, stremato, stando alla testimonianza dell'architetto-imprenditore Ivo Redaelli, avrebbe detto "io a queste, appena posso, le butto in strada". 

Ruby, stando alle verifiche della polizia giudiziaria, avrebbe incassato tra i 5 e i 7 milioni di euro, parte dei quali sarebbero serviti per l'acquisto di un ristorante con annesso pastificio e due edifici con mini-alloggi per operatori del settore turistico a Playa del Carmen, in Messico. Acquisto avvenuto tramite i conti correnti dell'ex compagno Luca Risso, imputato per riciclaggio. 

Nel mirino anche i circa 2 milioni investiti dalla marocchina a Dubai e i circa 800 mila euro cash, ricevuti tra il 2013 e il 2014.

 Il "sistema prostitutivo" delle serate a Villa San Martino, tra l'altro, come hanno chiarito i pm, "è già stato confermato dalla Cassazione" anche nella sentenza che ha assolto Berlusconi dalle accuse. E nel nuovo filone tra le "parti offese", oltre alle testimoni 'chiave' Ambra Battilana, Chiara Danese e Imane Fadil, figura il Ministero della Giustizia. 

La richiesta di rinvio a giudizio, poi, riguarda anche Luca Pedrini (falsa testimonianza), ex collaboratore di Nicole Minetti, il pianista di Arcore Danilo Mariani (corruzione e falsa testimonianza) e sua moglie Simonetta Losi.  Falsa testimonianza anche per Giorgio Puricelli, ex massaggiatore del Milan ed ex consigliere regionale. 

Mentre per il funzionario di polizia Giorgia Iafrate, accusata di falsa testimonianza in relazione all'ormai famosa notte passata in Questura da Karima El Mahroug (in arte Ruby rubacuori) nel maggio 2010, la Procura ha chiesto al gip l'archiviazione. 

Già archiviate, invece, 13 posizioni, tra cui quelle degli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo. 

Il palinsesto di oggi