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Serie A. L'Inter divora il Frosinone

23-11-2015

 

 

L'INTER TRAVOLGE il Frosinone, vince 4-0 e va da sola in vetta alla classifica. 

I nerazzurri sfruttano al meglio il mezzo passo falso di Roma e Fiorentina e si candidano prepotentemente alla conquista dello scudetto. 

Apre Biabiany, poi nel secondo tempo Icardi, Murillo e Brozovic. 

Mancini azzecca tutto, cambia ancora la formazione e schiera a ragione Biabiany e Ljajic, tra i migliori in campo. Manca ancora il feeling tra Jovetic e Icardi, ma la difesa esce ancora imbattuta: questa Inter solida e cinica può davvero andare lontano. 

Per la prima volta l'Inter vince con un risultato rotondo, infliggendo un poker al Frosinone, terz'ultimo in classifica, e a fine partita esplode la gioia dei tifosi che festeggiano la conquista del primato. 

Il popolo di San Siro accorre numeroso allo stadio senza paura per la minaccia del terrorismo. In una serata fredda, più di 37mila spettatori hanno assistito alla sfida. Un tributo all'Inter che ogni settimana si avvicina sempre di più al sogno scudetto e un segnale di normalità dopo una settimana di tensioni in tutta Europa. 

Le note della Marsigliese risuonano nel rispettoso silenzio dello stadio che si prolunga per cinque minuti, un'iniziativa della Curva Nord nerazzurra in memoria delle vittime di Parigi. La prima occasione da gol la costruisce il Frosinone con un tiro al volo di Soddimo: Handanovic sempre più decisivo devia in angolo. Grande parata del portiere nerazzurro e prime difficoltà per la squadra di Mancini. Jovetic e Icardi faticano, nonostante la chance concessa dal tecnico, a dialogare con la palla. 

L'argentino spreca i palloni che riceve, il montenegrino preferisce le conclusioni personali - come al 15' - ma non è mai efficace. A centrocampo il pressing del Frosinone è efficace e l'Inter commette troppi grossolani errori che fanno infuriare Mancini. Il tecnico da bordo campo urla, si sbraccia, chiede una reazione. Al 17' sponda di testa di Ciofani, ma Soddimo in acrobazia indirizza male il tiro. Ma nel momento di difficoltà, l'Inter solida e cinica esce allo scoperto. E al 27' sblocca il risultato: tiro di Ljajic respinto da Leali, sulla ribattuta si avventa Biabiany che di potenza trov il gol. Nel tiro del francese c'è tutta la rabbia e la grinta di un giocatore che nell'ultimo anno ha dovuto fare i conti con una lunga malattia e un problema cardiaco che sembrava potesse condannarlo a dire addio al calcio. 

Nella ripresa, dopo la probabile strigliata di Mancini, l'Inter entra in campo con tutt'altro piglio e dopo solo 8' arriva il raddoppio. Bello scambio tra Ljajic e Icardi e l'argentino solo davanti alla porta accompagna in rete. Quarto gol in campionato per il capitano nerazzurro, alla centesima presenza in Serie A, che si sblocca due partite opache e insoddisfacenti. È un'Inter più ordinata, decisa e propositiva. Nel secondo tempo il distacco in classifica si rispecchia anche in campo. Solo qualche brivido per la difesa nerazzurra, come in occasione del tiro di Castillo al 14' murato da Murillo. 

L'atmosfera anche a bordo campo è più rilassata nonostante lo scivolone di Mancini che calciando un pallone perde l'equilibrio e cade. Si rialza sorridendo, nessun problema per l'allenatore. L'Inter non si accontenta del 2-0 e prova più volte ad andare in gol con Biabiany, murato e Jovetic che si divora un facile 3-0. Al 42', però, il montenegrino si riscatta servendo un delizioso tacco a Murillo che solo davanti a Leali realizza il primo gol in nerazzurro. 

Nel recupero c'è anche tempo per il poker: Brozovic, appena entrato, riceve l'assist da Ljajic e va subito in rete. I nerazzurri festeggiano la quarta vittoria consecutiva e possono preparare la sfida col Napoli di lunedì prossimo forti di due punti di vantaggio in classifica sui partenopei. 

Se l'Inter vince può tentare l'allungo e mettere un nuovo importante tassello nella lunga corsa al titolo. 

 

Fiorentina pari in casa con l'Empoli

 

ALLA FINE  il risultato (2-2) è giusto: Fiorentina e Empoli si sono divise tutto, punti, tempo e gol. 

Meglio la squadra di Giampaolo nei primi 45' quando è riuscita a sorprendere gli avversari con una prestazione veloce, determinata, ordinata, premiata dalle reti di Livaja (però in fuorigioco) e Buchel. Meglio la squadra viola nella ripresa quando Sousa l'ha corretta con Kalinic e Bernardeschi, rendendola più offensiva e con ritrovata qualità, riuscendo a rimontare con una doppietta del centravanti croato giunto a quota 9 in A. 

Non solo la Fiorentina ha anche rischiato di vincere: sempre Kalinic ha colpito la traversa al 33', sul 2-2, e Skorupski ha deviato in angolo il bolide dell'ex Vecino in pieno recupero, in mezzo a molte occasioni. Pure l'Empoli, comprensibilmente calato dopo un primo tempo da applausi, ha rischiato di vincere: se Banti (insufficiente la sua direzione come per i suoi assistenti) avesse concesso il rigore al 40' del primo tempo per un contatto in area Saponara-Astori la partita si sarebbe davvero complicata per i viola. 

È stato un derby avvincente, iniziato col pubblico in piedi mentre risuonavano le note della Marsigliese, ben affrontato dall'Empoli a segno dopo 18': Saponara ha lanciato Livaja che scattato in fuorigioco (non ravvisato dal guardalinee Paganessi) ha trafitto Tatarusanu sul primo palo. I viola hanno provato a reagire ma non riuscivano a trovare spazi anche per il pressing continuo e efficace degli avversari. Sousa ha escluso i vari Kalinic, Ilicic, Bernardeschi, Rossi schierando Rebic e Alonso sulle fasce e in attacco l'unica punta Babacar sostenuto da Borja Valero e Mati Fernandez, quest'ultimo dentro nonostante fosse rientrato giovedì dal Sudamerica. 

Una formazione che non ha convinto e ha sofferto da subito il dinamismo dell'Empoli che Giampaolo ha presentato con Saponara alle spalle dal tandem Maccarone-Livaja e con Buchel nel cuore del gioco: proprio quest'ultimo al 27' ha raddoppiato dalla distanza cogliendo impreparato Tatarusanu. Poi le proteste azzurre per il rigore su Saponara non assegnato (con l'espulsione di Cupi, uno dei collaboratori di Giampaolo) e la ripresa tutta all'attacco di una Fiorentina trasformata, tornata quella che ha saputo fin qui primeggiare in campionato. 

Sousa ha arretrato Borja Valero, confermato Babacar, inserito Kalinic e Bernardeschi e la squadra ha ritrovato gol e qualità tanto da rimontare in 6' col croato, di testa dal 10' su assist di Alonso e al 16' di piede su passaggio di Babacar, e sfiorare il successo. Ma l'Empoli non ha smesso di lottare e alla fine, quando per alcuni minuti ha giocato in dieci per l'infortunio di Mario Rui, ha difeso il pari. Il primo in questa stagione per la Fiorentina.

 

Il Napoli sa colpireUN'ACCELERATA e il Napoli passa al Bentegodi grazie alle reti dei suoi attaccanti, Insigne e Higuain. 

La squadra di Sarri gioca almeno un'ora con il freno a mano tirato, contro un Verona spuntato ma ordinato e conscio della propria inferiorità. 

Il Napoli fa tanto possesso palla, sfruttando poco le corsie laterali e andando cosi a sbattere contro il muro scaligero. Ai partenopei bastano due accelerazioni e le giocate di due attaccanti di razza come Insigne e Higuain per risolvere con disinvoltura la pratica del Bentegodi. 

Sarri inserisce in difesa Chiriches, al posto dello squalifcato Koulibaly e conferma la squadra tipo. Con Luca Toni in panchina dopo aver ripreso gli allenamenti con la squadra in settimana, il tridente offensivo del Verona viene comandato dall'ex milanista Pazzini mentre le chiavi del centrocampo Mandorlini le affida al 18enne Checchin. Il Napoli prende subito in mano la partita e Callejon al 5' trova l'imbucata per Hamsik, che davanti a Rafael non riesce a dare forza al pallone. Il Verona in questa prima fase ci prova ma fatica ad uscire dalla propria metà campo. 

Al 19' Hamsik trova di testa Higuain ma il destro dell'argentino esce di poco con Rafael battuto. Fucilata da fuori di Hamsik al 24' con la sfera che passa vicina all'incrocio dei pali. L'Hellas fatica molto a tenere il pallone e i continui errori tecnici favoriscono i recuperi del Napoli che però non trova il guizzo risolutore. In avvio di ripresa Albertazzi è costretto a uscire dal terreno di gioco: Mandorlini inserisce Helander e mette mano alla difesa spostando Bianchetti esterno a destra e Pisano a sinistra. 

Poco dopo Higuain viene servito in area e prova a calciare da posizione defilata ma Rafael mette in corner. Subito arriva il primo tiro in porta degli scaligeri. Al termine di una buona azione sulla sinistra, la sfera arriva sui piedi di Jankovic che prova il sinistro ma Reina blocca. 

Nel momento forse migliore del Verona il Napoli colpisce. Hamsik scende sulla sinistra e serve Insegne che stoppa e tira fulminando Rafael. Il raddoppio arriva poco dopo. 

Azione avvolgente del Napoli, con Hamsik che serve l'accorrente Insigne: il suo assist rasoterra trova in area Higuain che non sbaglia. Rafael chiude lo specchio nell'uno contro uno con Higuain che ci prova ancora in chiusura di match ma ancora Rafael nega all'argentino la doppietta.

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