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Europa League. Ai Viola manca un punto

27-11-2015

 

LA FIORENTINA pareggia in Svizzera con il Basilea 2-2, dopo essere stata in vantaggio addirittura per 2-0 e deve rimandare il discorso-qualificazione ai sedicesimi di finale dell'Europa League. Bisognerà attendere l'ultima sfida del Girone I, in programma il 10 dicembre al Franchi contro i portoghesi del Belenenses (basterà un punto), già sconfitti sonoramente all'andata, per festeggiare. 

La sfida contro il Basilea è troppo importante e Paulo Sousa, contro la sua ex squadra decide di schierare la miglior Fiorentina, con Kalinic al centro dell'attacco, con il sostegno di Ilicic e Bernardeschi. Una Fiorentina che diventa subito padrona del campo, ma si deve scontrare con la direzione di gara dello slovacco Kruzliak che, dopo appena 3' di gioco, non vede un clamoroso tocco di mano di Elneny nell'area del Basilea sul cross di Ilicic. Rigore che poteva cambiare immediatamente la partita, ma che invece permette alla squadra svizzera di mettere la partita sul piano fisico (solo su Kalinic sono stati fischiati almeno 15 falli di gioco). 

Fiorentina che macina gioco e arriva meritatamente al gol al 23' pt con Bernardeschi, bravo a sfruttare un grande pallone che Borja Valero gli aveva girato dal limite dell'aera, poi stop e tiro sul secondo palo dell'esterno viola a battere Vailati. Fiorentina che però poco dopo il 26' rimane in dieci per la giusta espulsione a Roncaglia che, in un contrasto di gioco, sferra una vera e propria gomitata sul volto di Embolo, inevitabile il cartellino rosso. 

Anche se con un uomo in meno, la Fiorentina si ributta in attacco e al 36' trova il raddoppio ancora con Bernardeschi, bravo a battere ancora una volta Vailati da corta distanza, sfruttando al meglio l'assist ravvicinato di Kalinic, che aveva difeso egregiamente un pallone crossato rasoterra dalla sinistra da Alonso. 

Nemmeno il tempo di gioire per il secondo gol che il Basilea accorcia le distanze con il capitano Suchy che, da dentro l'area piccola, batte Sepe che in precedenza era stato artefice di una grande respinta sul colpo di testa di Embolo, in evidente posizione di fuorigioco. 

Nella ripresa la Fiorentina controlla la partita, ma il Basilea non molla, pur senza impensierire la retroguardia avversaria. Il 2-1 sembra scolpito e invece al 28' arriva la sorpresa, con il pareggio di Elneny che, dal limite dell'area, trova l'angolo alla sinistra di Sepe con un destro preciso. Il portierino viola è sorpreso e il 2-2 si materializza. 

Nel finale Sousa inserisce anche Babacar, per cercare la vittoria che vale la qualificazione, ma il risultato non cambia. Tutto rimandato a Firenze.

 

 

La Lazio ritrova la grinta e si qualifica

 

Di Laura Masiello

 

LA LAZIO  centra la qualificazione ai sedicesimi di Europa league con una giornata di anticipo e allontana, almeno per il momento, le critiche. Quattro giorni dopo il pareggio interno col Palermo e il ritiro punitivo (e la "fuga" di Morrison), la formazione di Pioli - al quale il ds Tare ha rinnovato la fiducia prima della partita - conquista la qualificazione; lo fa battendo il Dnipro 3-1 grazie alle reti di Candreva, Parolo e Djordjevic (di Bruno Gama il gol del momentaneo pareggio degli ucraini) e vincendo il girone G. Ora si può rituffare in campionato, dove domenica è attesa dalla trasferta di Empoli. 

Contro il Dnipro (finalista di Europa league lo scorso anno) Pioli opta per il 4-4-2 e schiera una Lazio molto offensiva con in avanti il doppio centravanti, Matri-Klose. Sugli esterni di centrocampo spazio a Candreva e Kishna, in porta c'è Berisha al posto di Marchetti. Si gioca in un Olimpico praticamente deserto: appena tremila i tagliandi staccati per la sfida con gli ucraini e spalti desolatamente vuoti in una serata gelida. 

Il Dnipro (al quale serve assolutamente una vittoria per mantenere vive le speranze di qualificazione), punta tutto su Yevhen Seleznyov al centro dell'attacco, lui che nella gara di andata acciuffò il pareggio a tempo scaduto. 

Ucraini subito pericolosi al 3' con Danilo ma è la Lazio che va in vantaggio, al 4' con Candreva, al secondo gol consecutivo dopo quello (su rigore) di domenica scorsa: verticalizzazione di Parolo che pesca il compagno defilato sulla sinistra, Candreva in velocità sfugge al controllo di Douglas e con un diagonale di sinistro batte Boyko. 

Il Dnipro prova a reagire ma è la Lazio che va vicino al raddoppio in almeno un altro paio di occasioni nel corso del primo tempo. I biancocelesti reclamano anche un calcio di rigore per un contatto in area (10' pt) tra Danilo e Kishna. Al 31' Klose ha un ghiotta occasione dal limite ma la conclusione è alta; al 38', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, il colpo di testa di Gentiletti in area carambola sulla schiena di Mauricio. 

Markevych, dopo essere stato costretto a sostituire nel finale del primo tempo Matheus, prova a rimescolare le carte nella ripresa affiancando Zozulya a Seleznyov. 

Il Dnipro al 20' trova il pareggio con Bruno Gama che sfuggito al controllo di Konko batte Berisha. 

Immediata la reazione della Lazio che al 23' torna in vantaggio: Kisnha pesca Parolo che dal limite dell'area (complice una leggera deviazione), riporta un vantaggio i biancocelesti. Il Dnipro va vicinissimo al pareggio al 40' con Seleznyov, la cui conclusione esce di pochissimo. 

La Lazio si proietta all'attacco e dopo aver sfiorato il terzo gol prima con Candreva (servito dal neo entrato Lulic) e poi con Cataldi, lo trova in pieno recupero con Djordjevic. 

Missione compiuta in Europa league, ora per i biancocelesti la priorità torna a essere il campionato.

LA FUGA DI MORRISON

Ravel Morrison è tornato in Inghilterra. Il centrocampista ex West Ham ha lasciato mercoledì sera il ritiro di Formello per recarsi a Londra a causa di seri problemi familiari. Il giocatore, però, che era stato convocato da Pioli (così come l'intera rosa) per la sfida con il Dnipro non aveva il permesso della società per lasciare Roma. 

Fino ad ora il 22enne è stato utilizzato da Pioli con il contagocce, e il centrocampista in passato si è anche sfogato sui social per questo (salvo poi scaricare la responsabilità della gestione del suo account Twitter su un suo amico). 

Proprio su Twitter Morrison, dopo la partita del 22 ottobre con il Rosenborg, ha "cinguettato" un criptico "January": il mese in cui si aprirà la finestra di mercato invernale e in cui l'inglese potrebbe dare il suo addio alla Lazio. 

Nel frattempo, numerosi tifosi degli Hammers manifestano sui social l'auspicio che l'inglese possa fare ritorno al West Ham. 

 

 

Il Napoli fa 5 su 5

 

Di Anna Bertini

 

ANCHE CON OTTO  riserve in campo, il Napoli cannibale di Europa League non lascia niente agli avversari. Batte 1-0 il Club Brugge, in uno stadio tristemente vuoto per motivi di sicurezza, a causa dell'allarme terrorismo che in questi giorni sta vivendo tutto il Belgio e va avanti a punteggio pieno nel girone. 

La squadra di Sarri non aveva bisogno nè di fare risultato, nè tantomeno di vincere, avendo già agguantato, grazie al percorso netto fatto registrare nelle prime quattro gare del girone, la qualificazione ai sedicesimi di finale di Europa League ed il primo posto nel girone. Ma i partenopei, indipendentemente da chi vada in campo fra titolari e riserve, giocano sempre alla stessa maniera, con un gioco concreto e con l'applicazione ferrea degli schemi dell'allenatore. 

Il ruolino di marcia degli azzurri in Europa è davvero impressionante. Il Napoli dopo cinque partite è a punteggio pieno, ha segnato 17 gol e ne ha subito soltanto uno. 

Sarri deve rinunciare poco prima dell'inizio della gara anche ad Insigne che avverte un fastidio ad un polpaccio. Il tridente offensivo è piuttosto originale: Hamsik, Callejon, El Kaddouri. Il Napoli, comunque, è costantemente padrone del gioco e non dà mai la possibilità ai belgi di costruire azioni pericolose per la porta di Gabriel. 

Gli azzurri trovano il gol del vantaggio nel finale del primo tempo con una conclusione di Chiriches su calcio dalla bandierina. 

Nella ripresa gli uomini di Sarri badano a mantenere il possesso del pallone e a non sprecare troppe energie che potranno tornare utili lunedì prossimo quando al San Paolo scenderà in campo l'Inter nello scontro di vertice del campionato. Nonostante ciò i partenopei potrebbero anche raddoppiare con Hysaj che nel finale di gara tira addosso al portiere da ottima posizione. 

Ma l'impresa del percorso netto in cinque partite del girone riesce ed in fondo questo è l'unico dato che conta in una partita per il resto del tutto inutile. 

SARRI SODDISFATTO 

"Era una partita difficile a livello mentale, perché potevamo andare incontro a un crollo delle motivazioni, visto che eravamo già qualificati: giocavamo in uno stadio deserto, c'erano grandi rischi, eravamo senza attaccanti di ruolo. I ragazzi hanno giocato ugualmente una partita vera, quindi dal punto di vista della mentalità sicuramente un passo in avanti è stato fatto". Così Maurizio Sarri commenta la vittoria "Faccio fatica a 25 partite dalla fine a considerare la sfida contro l'Inter di lunedì qualcosa in più di una partita importante - aggiunge -. La voglia di dare una soddisfazione ai nostri tifosi è forte. C'interessa solo quello".

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