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Serie A. Roma di nuovo in... barca

29-11-2015

 

 

Rudi Garcia aveva annunciato una Roma arrabbiata per la figuraccia col Barcellona e promesso una pronta riscossa. Evidentemente gli manca il polso della squadra, scesa in campo contro l'Atalanta senza nerbo e senza gioco, meritando la netta sconfitta per 2-0 frutto della peggior prestazione stagionale in campionato. Un ko pesante, contro una squadra che non segnava da tre giornate, che ha messo a nudo gravi manchevolezze difensive e sterilità offensiva quando vengono a mancare Gervinho e Salah. Poco ha aiutato il già debole carattere dei giallorossi un Olimpico quasi spettrale, muto e gelido non solo per la temperatura, con la tifoseria che si è accesa unicamente quando, alla fine del primo e del secondo tempo, ha fischiato sonoramente squadra e tecnico. Si prospetta una settimana difficile per il francese, già nel mirino della società e della critica. Dovrà dare una sterzata netta prima della trasferta di domenica a Torino e soprattutto della decisiva sfida di Champions con il Bate Borisov. Giocando così, gli ottavi sarebbero un miraggio. 

Le mosse di Garcia non hanno avuto alcun effetto: ha messo mano alla difesa, recuperando in porta il 38enne De Sanctis al posto di Szczesny, relegato in panchina insieme con Ruediger, avvicendato a sua volta da Castan, quasi mai utilizzato quest'anno. Rispetto alla gara del Camp Nou, la fascia destra è stata riaffidata a Florenzi. Con De Rossi guarito a far perno a centrocampo, in attacco il tridente Iturbe, Dzeko e Iago Falque. Il risultato non è stato quello atteso, dato che la retroguardia ha fatto acqua da tutte le parti. De Rossi non ha inciso, Nainggolan ha spinto poco, Pjanic era distratto e poco preciso mentre in avanti, con Iturbe confusionario, gli altri due hanno deluso completamente. 

Reja, che con la Roma ha un conto aperto, ha preferito Cigarini a De Roon al centro e sopperito all'assenza al'ultimo minuto di Pinilla con Denis, schierati davanti a Maxi Moralez e Gomez. E proprio il Papu Gomez ha castigato i giallorossi alla fine di un primo tempo di rara bruttezza, proprio, quando sembrava che la Roma si fosse svegliata dalla catalessi grazie ad un paio di giocate più precise e alle conclusioni pericolose di Dzeko al 35' e Iturbe un minuto dopo. E' stato proprio Digne, uno dei più attivi fino ad allora tra i giallorossi sulla fascia sinistra, a regalare all'argentino una palla d'oro sbagliando disimpegno. Gomez, alla quarta rete stagionale, e la quarta alla Roma, non ha sprecato l'occasione. 

Nella ripresa, la Roma ha aumentato il ritmo, sfiorando il gol all'8', quando Cigarini ha salvato sulla linea un colpo di testa di Pjanic deviati da Paletta. Al 16' però è stato De Sanctis a evitare il 2-0 parando alla grande su Moralez lanciato a rete, in fuorigioco non segnalato. Garcia ha tolto l'inutile Falque per il giovane Sadiq e quindi Florenzi per inserire Maicon, ma la musica è cambiata poco. Il gioco è continuato a latitare, la squadra spezzata in due si trovava spesso scoperta alle ripartenze degli atalantini. L'inevitabile è accaduto al 36', quando Maicon ha abbattuto in area Gomez ed è stato espulso, mentre Denis ha siglato il raddoppio chiudendo la partita. 

Festa Atalanta che sale a 21 punti, mentre è buio all'Olimpico dopo la prima sconfitta interna. La Roma, ferma a 27, vede avvicinarsi il Milan e anche la Juve, sperando intanto che i due posticipi non allunghino troppo la classifica. 

 

 

Juve: Barbera e champagne

 

 

 

 

La Juve non si ferma più. Quarta vittoria in campionato che dà altro impulso a una rimonta che sembra inesorabile. La vittima stavolta è il Palermo, combattivo solo per un quarto d'ora e in partita per un tempo. Poi crollano le speranze del Barbera e naufragano i rosanero sotto i colpi di Mandzukic, Sturaro e Zaza. Lo 0-3 finale è forse un punteggio troppo largo per i bianconeri che, dopo il vantaggio, hanno pensato a gestire la partita e le energie. 

I rosanero sono sembrati comunque troppo intimoriti dalla corazzata juventina forse anche per le scelte di Ballardini che ha puntato, di nuovo, sui nuovi acquisti, ripresentando gli stessi undici che avevano pareggiato a Roma contro la Lazio. A nulla è servito l'aggressivo approccio al match del Palermo che pressa i bianconeri in tutte le zone del campo. Gli ospiti sembrano sorpresi e sbagliano gli appoggi più elementari, dando così vita alle ripartenze rosanero. Proprio su un cambio di fronte, su errore di Cuadrado, Vazquez serve Hiljemark. Lo svedese tira da fuori, alzando la mira. 

Intorno al quarto d'ora, la Juve recupera metri e si propone con più insistenza. Poco incisivi gli attacchi degli uomini di Allegri che però recuperano stabilmente il predominio territoriale, soprattutto sulla fascia sinistra dove dialogano bene Evra e Pogba. Struna tiene con il fisico, Goldaniga è sempre reattivo, ma il Palermo rimane indietro. Ballardini striglia i suoi che quasi alla mezz'ora sfiorano il gol. Cross di Lazaar in area, Gilardino appoggia di testa a Vazquez. La sfera finisce ancora al campione del mondo che, da posizione defilata, non inquadra la porta. Pronta risposta della Juve con l'inzuccata di Bonucci che tutto solo, su calcio d'angolo, sfiora il palo. Poco dopo, sempre di testa, Dybala mette paura a Sorrentino. 

I siciliani si affidano al contropiede, ma è sempre più difficile mettere il naso oltre il centrocampo. In più, il Palermo soffre su tutti i calci piazzati. Al 45' il tiro di Sturaro, da un paio di metri, si infrange sul muro umano davanti la porta di Sorrentino. Si va così negli spogliatoi con un pareggio che premia l'impegno difensivo degli uomini di Ballardini. 

Stesse squadre e stesso copione nella ripresa. Dopo una lunga pressione, arriva il vantaggio degli ospiti con il ritrovato Mandzukic. Il croato sfrutta al massimo un cross di Dybala, approfittando anche dell'incertezza di Sorrentino, e insacca di testa. Ancora la Juve pericolosa al 20' con Cuadrado che punta la difesa e scocca un destro sul primo palo che non sorprende Sorrentino. Ballardini inserisce prima Quaison e poi Trajkovski per dare impulso a un attacco che rimane, però, impalpabile. 

La Juve controlla senza sussulti e Allegri fa riposare Dybala, pensando forse di regalargli una passerella che però è piena di fischi. Il Barbera non ha infatti digerito le ultime uscite 'social' dell'argentino. I bianconeri chiudono il match nel finale con Sturaro e Zaza, regalando l'ennesima gioia ai tanti tifosi che hanno riempito il Barbera. 

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