Dall'Italia

Vatileaks 2. Indagato Paolo Berlusconi

02-12-2015

 

 

ROMA. Concussione per induzione. E' il reato che i pm di Roma contestano all'editore de Il Giornale, Paolo Berlusconi nell'inchiesta che coinvolge la pr Francesca Immacolata Chaouqui, al centro dello scandalo Vatileaks 2, e il marito Corrado Lanino, scaturita dalla compravendita del castello di San Girolamo, a Narni. Si tratta di un atto dovuto alla luce dei documenti inviati nelle scorse settimane dai magistrati di Terni che hanno trasferito per competenza a piazzale Clodio l'incartamento. Il nome del fratello dell'ex presidente del Consiglio era comparso nell'inchiesta umbra per una serie di intercettazioni tra lui e la pr. Anche nei confronti della Chaouqui (ex componente della Commissione della Santa Sede per gli affari economici) i magistrati capitolini ipotizzano il reato di concussione per induzione, ma al momento vengono presi in considerazione anche altri profili penali come il millantato credito. 

Nelle telefonate ora all'attenzione dei pm Stefano Pesci e Nicola Maiorano, la Chaoqui avrebbe garantito il suo intervento in relazione ad istanze di rogatorie giunte in Vaticano relative ad affari di Silvio Berlusconi. La donna, in sostanza, assicurava al suo interlocutore di avere la possibilità di poter intervenire sulla magistratura vaticana. I magistrati di piazzale Clodio escludono una convocazione imminente di Paolo Berlusconi per sentirlo, ma in questa fase lavoreranno principalmente sulle carte giunte da Terni e in particolare sulle intercettazioni. 

"Il presidente Berlusconi non ha mai avuto alcun contatto con la signora Francesca Chaouqui, né ha mai avuto indicazione alcuna da parte di chicchessia di richieste dalla stessa formulate - afferma l'avvocato Niccolò Ghedini, difensore dell'ex presidente del Consiglio -. Fra l'altro, mancava qualsiasi possibilità di avanzare pretese non essendovi alcun collegamento possibile fra il presidente Berlusconi e gli ‘affari vaticani' o la Banca Vaticana. Si tratta dunque di illazioni infondate e pretestuose che saranno perseguite in ogni sede", conclude il legale. 

Ghedini è intervenuto anche in merito a Paolo Berlusconi: "Alcuni articoli di stampa prospettano che la signora Chaouqui avrebbe rivolto delle richieste al dottor Paolo Berlusconi anche in relazione ad asserite indagini in corso presso il Vaticano. Le notizie sono totalmente infondate. Il dottor Berlusconi ha incidentalmente conosciuto e occasionalmente incontrato la signora Chaouqui in situazioni conviviali e non vi è stato alcun accenno ai temi evocati dalla stampa. Del resto non vi era possibile materia di indagine essendo insussistente qualsiasi legame con il Vaticano o con il suo sistema bancario". 

L'inchiesta umbra era nata da un filone di quella condotta sempre a Terni sul dissesto della curia locale e su una serie di operazioni immobiliari tra cui la compravendita del castello di San Girolamo, a Narni. Una struttura di proprietà del comune che nel 2010, secondo gli inquirenti, venne acquistato da una società immobiliare (ritenuta riconducibile a uomini della curia ternana) con un'asta considerata truccata dagli investigatori.Dagli accertamenti sarebbero poi emerse possibili intrusioni in computer legati in qualche modo al Vaticano. Da parte sua Francesca Chaouqui ha espresso in diverse interviste, anche in radio e tv, la sua posizione, ribadendo la sua estraneità rispetto al passaggio di documenti riservati.

Chaouqui è la principale indagata, insieme a mons. Vallejo Balda, nel processo in Vaticano, insieme ai giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi. La prossima udienza è in calendario per lunedì 7 dicembre.

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