Dall'Italia

Via al Giubileo della Misericordia

08-12-2015

Allarga le braccia, spinge le ante che fanno un po' di resistenza, sicché quando si aprono, quasi irrompe dentro la basilica. Sorride titubante, e dalla piazza sale un applauso. Sono le 11,10 della festa dell'Immacolata quando papa Bergoglio, che indossa un mantello bianco ricamato sul davanti, apre la Porta santa di San Pietro.

CITTÀ DEL VATICANO. Allarga le braccia, spinge le ante che fanno un po' di resistenza, sicché quando si aprono, quasi irrompe dentro la basilica. Sorride titubante, e dalla piazza sale un applauso. Sono le 11,10 della festa dell'Immacolata quando papa Bergoglio, che indossa un mantello bianco ricamato sul davanti, apre la Porta santa di San Pietro. Subito prima, nell'atrio, ha salutato il papa emerito Benedetto XVI, si sono abbracciati, hanno scambiato qualche parola. Ratzinger sarà il primo pellegrino a varcare la porta santa, e andrà nuovamente incontro a Bergoglio, per una ulteriore stretta di mano. E questi all'Angelus chiederà alla folla in piazza di mandare "tutti" un saluto al papa emerito. 

L'abbraccio tra i due, Ratzinger ultimo dei papi che ha fatto il Concilio, e Bergoglio, il primo della generazione successiva, suggella la messa solenne con cui papa Francesco ha dato inizio al giubileo della misericordia, affermando di compiere "questo gesto, come ho fatto a Bangui, tanto semplice quanto fortemente simbolico, alla luce della Parola di Dio". 

Il rito che inizia con la scenografica processione dei circa 200 celebranti, è multilingue, sia nelle letture proclamate in spagnolo, italiano e inglese, sia nelle preghiere dei fedeli, che sono in cinese, arabo, francese, swahili e malayalam. Esprime l'universalità della Chiesa nel giorno in cui, sottolinea papa Bergoglio, "varcando la porta santa, qui a Roma e in tutte le diocesi del mondo, - ha aggiunto a braccio - vogliamo anche ricordare" la porta aperta dal Concilio 50 anni fa, quando i padri la "spalancarono verso il mondo". 

L'Anno santo in tutte le diocesi e anticipato in Africa, dalla periferia del mondo, è dedicato alla misericordia. Così nell'omelia, che pronuncia con molta concentrazione e alcuni minimi inserti a braccio, il Papa latinoamericano intreccia subito la misericordia al messaggio del Concilio ecumenico Vaticano II, che si è concluso esattamente 50 anni fa. 

"Dobbiamo anteporre - esorta - la misericordia al giudizio, e in ogni caso il giudizio di Dio sarà sempre nella luce della sua misericordia. Attraversare la Porta Santa, dunque, ci faccia sentire partecipi di questo mistero di amore, di tenerezza". "Riprendiamo con la stessa forza e entusiasmo", chiede la "spinta missionaria" del Concilio, che "è stato un incontro, un vero incontro tra la Chiesa e gli uomini del nostro tempo". 

"Un incontro - rimarca - segnato dalla forza dello Spirito che spingeva la sua Chiesa ad uscire dalle secche che per molti anni l'avevano rinchiusa in se stessa, per riprendere con entusiasmo il cammino missionario. Era la ripresa di un percorso per andare incontro ad ogni uomo là dove vive: nella sua città, nella sua casa, nel luogo di lavoro, dovunque c'è una persona, là la Chiesa è chiamata a raggiungerla per portare la gioia del Vangelo e portare la misericordia e il perdono di Dio. Una spinta missionaria, dunque, che dopo questi decenni riprendiamo con la stessa forza e lo stesso entusiasmo". 

Il messaggio della misericordia, nel quale si declina la onnipotenza di Dio, viene spiegato da papa Francesco anche in relazione alla figura della Madonna, "testimone privilegiata della promessa di Dio e del suo compimento", nella quale Dio non solo ha perdonato il peccato, ma è giunto "fino a prevenire la colpa originaria, che ogni uomo porta con sé entrando in questo mondo": è la Immacolata concezione della Madonna, che la Chiesa ha festeggia ieri, e che Bergoglio ricorderà anche nei due appuntamenti pomeridiani, a piazza di Spagna e a Santa Maria Maggiore, omaggi a Maria cari alla tradizione romana. E a piazza di Spagna ricorda che "sotto il manto di Maria c'è posto per tutti", tra cui anziani, disoccupati, migranti. 

Alla messa ha partecipato una delegazione italiana guidata dal presidente Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura e dal premier Matteo Renzi. Il presidente ha varcato la porta santa, come hanno potuto fare le persone che hanno partecipato alla messa. Settantamila persone in totale, tra piazza e via della Conciliazione, alla messa e poi all'Angelus sono la stima degli organizzatori per l'apertura dell'Anno santo, una cifra di tutto rispetto, se si considera e l'allarme terrorismo, e il fatto che anche prima di Parigi molti puntavano a celebrare il giubileo in diocesi. 

Chiuso lo spazio aereo della città, sigillati i tombini, creati corridoi per i fedeli preceduti dal controllo ai metal detector, militarizzata l'aerea circostante la basilica, ieri è stata la prova generale per la sicurezza da qui al 20 novembre 2016, quando si concluderà l'Anno santo. E ha anche mostrato l'interesse delle altre fedi e confessioni cristiane, che hanno inviato loro rappresentanti. 

Le Comunità del Mondo arabo in Italia hanno lanciato, e diffuso anche in Vaticano durante la messa, #TuttiUnitiperilGiubielo, hastag con gli "auguri a Papa Francesco e ai cristiani", la "condanna con fermezza terrorismo e violenza" e l'invito "tutti i musulmani, cristiani, ebrei e tutte le religioni a unirsi contro il terrorismo e gli assassini delle religioni". Un segnale di buon auspicio per il giubileo e per la pace.

 

 

Piazza San Pietro Blindata

 

Di Davide Muscillo 

 

ROMA. Un giorno blindato per la Capitale ma è solo il primo giorno del Giubileo ai tempi dell'Isis. "Noi non abbassiamo la guardia, a Roma sarà sempre allerta massima per tutto l'Anno santo", dice il prefetto Franco Gabrielli quando ormai alle 19 può tirare un sospiro di sollievo. Gabrielli smorza le eventuali polemiche sul flop di presenze, "avevamo previsto tra i 50 mila e i 10 mila ma siamo sicuri che il picco ci sarà a Pasqua", e si augura che i controlli "ben accetti oggi dalla gente" e l'elevata percezione di sicurezza "riporteranno nuovamente le persone nella Capitale". 

Intanto ieri Roma si è presentata come una città chiusa. Strade e piazze sigillate e super sorvegliate da telecamere, forze dell'ordine, uomini dei reparti speciali. No fly zone, doppi controlli ai pellegrini nell'area rossa, metal detector, duemila agenti, militari a presidio delle metro, strade chiuse, cecchini ed elicotteri a vegliare su Piazza san Pietro. E non solo. Frequenze radio sotto controllo e il fiume Tevere pattugliato da poliziotti su moto d'acqua. 

Il dispositivo sicurezza al suo debutto per l'Anno Santo funziona senza intoppi. E' stato un giorno blindato per la Capitale. Inizia così l'Anno Santo straordinario voluto da Papa Francesco che ieri mattina ha aperto la Porta Santa davanti a circa 50-70 mila pellegrini che affollavano piazza San Pietro. Dopo gli attentati di Parigi e le minacce dell'Isis rivolte a Roma la macchina sicurezza messa in piedi per l'occasione è stata imponente: dalla no fly zone, ovvero l'interdizione totale al volo scattata in mattinata in un raggio di 10 chilometri dal centro della città, ad una zona rossa attorno al Vaticano con strade chiuse e controlli ferrei. Anzi doppi: i primi in via della Conciliazione - non si vuole lasciare nulla al caso, quindi le forze dell'ordine guardano borse, tasche e anche passeggini e carrozzine - i secondi sotto il colonnato del Bernini con i metal detector. Tutto è filato liscio, solo un falso allarme bomba nel quartiere Prati dove un pacco sospetto è stato rivenuto a pochi passi dalla stazione metro Lepanto. Mobilitati per una giornata di massima allerta poliziotti e carabinieri, compresi reparti speciali, finanzieri, l'Esercito e l'Aeronautica con caccia intercettori e radar. 

A vigilare a largo raggio, invece, sono state le unità operative antiterrorismo, personale della polizia altamente specializzato ed equipaggiato. In campo anche 900 vigili urbani. Previsti inoltre diversi divieti: come quello di trasportare carburanti, Gpl e metano ma anche armi, munizioni, esplosivi, gas tossici e fuochi d'artificio. Vigilate anche le frequenze radio: per evitare attacchi terroristici o semplici guasti che possano minare l'efficienza delle comunicazioni tra le forze dell'ordine, è scesa in campo una task force del Ministero dello Sviluppo economico. Una squadra speciale "acchiappa disturbi", dotata di "ambulanze delle frequenze" e "auto interceptor" per localizzare in tempo reale eventuali interferenze al sistema radio. Ed intervenire immediatamente per risolvere il problema. La task force sarà attiva per tutto il Giubileo della Misericordia nei momenti clou dell'Anno Santo. Insomma ieri la Capitale ha superato un primo importante test. Davanti a sé ora Roma ha un anno intero in cui nessuno può permettersi di abbassare la guardia. "Questo è solo un 347 esimo del nostro sforzo", scandisce Gabrielli. Oggi è stato solo l'inizio. 

 

 

 

 

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