Dagli USA

Scalia: "I neri meglio in college inferiori"

10-12-2015

 

NEW YORK. Bufera su Antonin Scalia .Uno dei più conservatori tra i nove giudici della Corte Suprema Usa ha insinuato nell'aula della Corte che gli afroamericani sono meno intelligenti dei bianchi. Attaccando il sistema che riserva alle minoranze quote preferenziali nell'accesso alle università, il giudice italo-americano ha osservato che gli studenti neri "si troverebbero meglio" se frequentassero "scuole di secondo rango". 

Secondo Scalia, molti ragazzi neri potrebbero paradossalmente trarre vantaggio dall'abolizione delle quote, la cosiddetta ‘affirmative action', conquista del movimento per i diritti civili, perché spesso nelle scuole d'elite "sono spinti avanti troppo in fretta". Molti scienziati di colore negli Stati Uniti non vengono da atenei come l'Università del Texas, ha detto Scalia: "Vengono da scuole inferiori, dove hanno potuto frequentare classi che non erano troppo veloci per loro". 

Le frasi di Scalia hanno creato sconcerto ad di là del ricorso al centro del dibattito: nel 2008 Abigail Fisher, una ragazza bianca, aveva fatto causa all'Università del Texas dopo non essere stata accettata, a suo dire, a causa di ingiuste preferenze accordate ai coetanei di colore. La Fisher nel frattempo si è laureata dalla Louisiana State University. 

"L'idea che gli afro-americani siano intellettualmente inferiori agli altri studenti è disprezzabile. E' un ritorno a un passato che l'America si era lasciato alle spalle mezzo secolo fa", ha tuonato nell'aula del Senato il leader democratico Harry Reid, accusando il giudice italoamericano di "razzismo". 

Negli anni Novanta un libro, ‘La Curva di Bell' del sociologo conservatore Charles Murray, aveva creato un simile scalpore sostenendo che i neri hanno un quoziente intellettuale nettamente inferiore a quello dei bianchi. Con la differenza che Murray era un intellettuale, Scalia è un rappresentante delle istituzioni, uno dei nove giudici a vita il cui compito è di vigilare sull'applicazione della Costituzione. 

Nel corso del dibattito su ‘Fisher contro l'Università del Texas', una maggioranza di colleghi di Scalia è sembrata pendere contro l'"affirmative action", almeno per come è applicata all'Università del Texas. Una decisione, attesa a giugno, contro l'Università metterebbe d'altro canto in pericolo programmi analoghi in altri atenei. 

La Corte aveva già evitato di pronunciarsi nel 2013 e potrebbe fare lo stesso anche stavolta, anche perché il giudice moderato Anthony Kennedy, considerato l'ago della bilancia tra destra e sinistra, ha fatto capire che preferirebbe ricevere dall'università nuove prove sul perché il programma di accesso non discrimina i bianchi: "Stiamo discutendo le stesse prove di due anni fa, come se niente fosse successo". 

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