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Europa League. Fiorentina, missione compiuta

10-12-2015

 

MISSIONE COMPIUTA. La Fiorentina battendo 1-0 il Belenenses supera la fase a gironi e si qualifica ai sedicesimi di Europa League. Un obiettivo sempre centrato dalla squadra sotto la gestione-Della Valle. Ai viola bastava un pareggio per passare il turno seppur da secondi, dato che il primo posto era già appannaggio del Basilea. Sousa però alla vigilia aveva chiesto un successo che finora era mancato al Franchi nella competizione europea. Un successo anche per preparare nel migliore dei modi l'imminente trasferta a Torino con la Juve. È stato Babacar, schierato al posto di Kalinic preservato per domenica, a sbloccare la gara al 22' della ripresa con un tiro di destro su passaggio di Pasqual. 

Il centravanti senegalese era già andato a segno a Lisbona, stavolta si è ripetuto arrivando a toccare quota 6 reti nell'attuale stagione compreso il campionato. Già nel primo tempo Babacar aveva sfiorato il gol, con un colpo di testa al 26' finito sulla traversa. Subito dopo era stato Alonso a sfiorare il palo con un gran tiro dalla distanza e poco prima dell'intervallo Rossi aveva avuto un paio di spunti del suo repertorio. Sousa ha lasciato in panchina diversi titolarissimi, come Gonzalo Rodriguez, Kalinic, Ilicic oltre ai giovani Bernardeschi e Vecino, ma per evitare che la sua squadra pagasse troppo l'eccessivo turnover seppur contro un modesto avversario come il Belenenses, il tecnico portoghese e rilanciato in attacco Babacar e Rossi, già entrambi a segno tre volte in questa Europa League, e confermato tra i titolari alcuni big, fra questi Borja Valero, Badelj, Astori. 

Proprio quest'ultimo, a inizio ripresa, ha rischiato di combinarla grossa, quando con un retropassaggio ha sfiorato l'autogol, evitato grazie ad un provvidenziale intervento di Sepe, il portiere viola di coppa. Sousa ha inserito Bernardeschi per Gilberto eppoi ha tolto Borja Valero per Vecino e ha chiuso dando spazio anche a Suarez al posto di Badelj. 

La squadra viola pur tenendo ritmi bassi ha tenuto sempre in mano il gioco e ha colpito ancora la traversa, stavolta con Alonso, ed è stato il preludio al gol di Babacar che ha chiuso definitivamente la pratica. 

Ora la Fiorentina penserà solo alla Juve. 

 

 

Lazio, pari tra qualificate

 

UN G OL PER  parte e solo qualche emozione. Finisce così St.Etienne-Lazio, ultimo match della fase a gironi di Europa League con le due squadre già promosse ai sedicesimi di finale. 

Dopo un primo tempo da non ricordare la partita prende corpo nella ripresa: ci pensa Matri a suonare la sveglia portando in vantaggio i biancocelesti che arrivano quasi al colpo del ko senza riuscirci. E allora nell'ultima parte dell'incontro si accende la foga agonistica dei francesi che pareggiano con Eysseric e tentano il tutto per tutto fino al fischio finale che decreta l'1-1 definitivo con i biancocelesti capaci di chiudere imbattuti nel gruppo G. 

Finisce a reti inviolate il primo tempo a Saint Etienne, le due squadre già qualificate giocano senza troppe pressioni e non riescono a rendersi pericolose più di tanto. Per la Lazio la migliore occasione è sui piedi di Felipe Anderson, che vede Sall opporsi al suo destro indirizzato all'angolino. 

Tra i padroni di casa il più pericoloso è Benjamin Corgnet, che in almeno due occasioni sfiora il vantaggio. Nella ripresa parte meglio la Lazio che comincia a farsi pericolosa dalle parti di Moulin fino a passare con Matri al 7' del secondo tempo: il bomber biancoceleste sfrutta un rimpallo favorevole dopo un azione prepotente di Konko, scavalca Moulin e completa l'opera con un tocco a porta vuota. Lazio in vantaggio e subito dopo ad un soffio dal raddoppio. 

Cambio di gioco perfetto di Parolo, che premia l'inserimento di Anderson. Il brasiliano mette in mezzo, trovando la deviazione in spaccata di Djordjevic, che sbatte sul legno ed esce. La Lazio prova a chiudere la partita ma il St.Etienne si riprende pian piano pareggiando grazie anche ad un errore di Felipe Anderson che perde malamente palla al limite dell'area laziale. Ne approfitta Polomat, lesto a servire Eysseric, che scaglia un destro improvviso in rete. Berisha parte in ritardo e non ha scampo. I francesi ci credono e provano a regalare ai loro tifosi la gioia della vittoria. Ma la Lazio si difende con ordine e riesce a portare a casa un pareggio incoraggiante per poter pensare a rialzare le proprie quotazioni in campionato. 

 

 

Napoli, tafferugli poi sette gol

 

IL NAPOLI NON fa sconti a nessuno. La squadra di Sarri batte anche il Legia Varsavia (5-2) e conclude a punteggio pieno il girone di Europa League. Il ruolino di marcia degli azzurri in Europa è davvero impressionante: sei vittorie, 22 gol fatti e tre subiti. Nessuno in Europa ha fatto meglio dei partenopei, che hanno il miglior attacco e la miglior difesa del torneo. I polacchi vengono affrontati dal Napoli-due. Sarri, infatti, manda in campo all'inizio solo due titolari, Koulibaly ed Insigne. 

Nonostante ciò, però, il dominio del Napoli è assoluto. La partita si gioca in pratica in una sola metà campo, quella del Legia. La linea difensiva del Napoli staziona stabilmente non più di due o tre metri dietro la linea del centrocampo. Anche se cambiano gli attori, l'organizzazione ed i meccanismi di gioco rimangono immutati. 

L'aggressione sistematica del portatore di palla polacco, sulla ripartenza dell'azione, impedisce di fatto alla squadra di Cherchesov di far partire l'azione offensiva. Non è un caso che gli ospiti riescano affacciarsi per la prima volta davanti alla porta difesa da Gabriel dopo 50 minuti dall'inizio della partita. 

Nel primo tempo il divario tecnico-tattico tra le due formazioni è più evidente. 

Nella ripresa, invece, il Legia, in svantaggio per 2-0, trova un pò più di ardore ed almeno evita di subire una punizione ancor più severa. Il coraggio dei polacchi viene premiato con i due gol che riescono a mettere a segno e che rendono un pò meno amara la sconfitta. Nel Napoli gli attaccanti si divertono tantissimo e cercano in alcuni casi, come ad esempio con Mertens, anche conclusioni spettacolari. 

Tacchi, tocchi, sforbiciate: non manca nulla nel repertorio degli azzurri. La squadra comunque è sempre anche concentrata e sicura di sè. Tutto sommato, a prescindere dai record stabiliti, le riserve ne approfittano per un piacevole ed intenso allenamento. Il Napoli si conferma re di coppa dopo un girone spettacolare ed ora aspetta con fiducia il prossimo avversario nei sedicesimi di finale. 

GLI SCONTRI

Scontri la scorsa notte e ripetuti tafferugli oggi, davanti allo stadio di Napoli, tra tifosi e forze dell'ordine in occasione della partita di Europa League tra Napoli e Legia Varsavia. Qualche ora prima dell'incontro, nei pressi dell'impianto sportivo napoletano, la polizia, in assetto antisommossa, è stata costretta a intervenire con cariche e lancio di lacrimogeni per disperdere un folto gruppo di ultrà azzurri, armati di mazze e con passamontagna in testa, determinati ad aggredire i supporter polacchi. Dieci ultrà del Napoli sono stati fermati e condotti in commissariato. Si sta valutando la loro posizione e potrebbero essere arrestati per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Già nella tarda nottata di mercoledì forze di polizia e tifosi polacchi erano venuti a contatto: al termine della guerriglia urbana, sono state arrestate sedici persone, sette supporter azzurri, sette polacchi e due bulgari, questi ultimi gemellati con la tifoseria azzurra e denunciati tre ultrà del Legia. Circa 65 polacchi sono stati portati nella Caserma Iovino, che si trova di fronte alla sede della Questura partenopea, dove sono state espletate le procedure di identificazione. 

I tifosi della squadra polacca sono giunti in città pronti per ingaggiare dei veri "corpo a corpo" con i tifosi napoletani: sequestrati, infatti, paradenti, guanti da Kick boxing, spray urticanti ma anche mazze, fumogeni e coltelli. Il primo episodio, una rissa, si è verificato proprio nella tarda serata di mercoledì, nella zona dell'aeroporto di Capodichino: lì sono stati arrestati sette tifosi napoletani e i due bulgari. Gli scontri si sono poi spostati in città, in piazza Garibaldi, dove sono stati arrestati sette polacchi e altri tre denunciati. 

Per quattro giovani napoletani, quella passata è stata una notte di terrore: la loro auto, in via Marina, è stata presa di mira e data alle fiamme dai tifosi del Legia Varsavia. Uno dei ragazzi è stato anche picchiato. Il bilancio dei feriti fornito dalla Questura di Napoli è, al momento, di 9 agenti del reparto mobile, un poliziotto del commissariato colpito con un petardo; e poi un carabiniere e tre tifosi polacchi, uno nel corso degli scontri a Capodichino e due in piazza Garibaldi. Polemiche le dichiarazioni dei sindacati di polizia su quanto avvenuto.

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