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Coppa Italia. Lazio e Milan vanno ai quarti

18-12-2015

 

 

GENOVA. Il Milan espugna Marassi e conquista i quarti di finale di Tim Cup dove troverà il Carpi. I rossoneri battono una Sampdoria rimaneggiata e in dieci da metà ripresa, grazie alle reti nel secondo tempo di Niang e Bacca. Una vittoria ottenuta al termine di una gara più concreta che emozionante che basta però per il passaggio del turno. Per Montella invece si tratta della quarta sconfitta nelle sue cinque gare da quando è alla guida della Sampdoria ma tra tutte è probabilmente quella in cui è meno colpevole. 

Sampdoria e Milan si ritrovano di fronte venti giorni dopo la sfida in campionato, a San Siro vinsero i rossoneri 4-1. Formazioni differenti per i due tecnici, con Montella che deve fare i conti con le assenze per infortunio di Silvestre, Eder e Barreto, mentre Mihajlovic, fischiatissimo dai suoi ex tifosi, in avanti si affida alla coppia Niang-Bacca, che risulterà poi decisiva. 

La prima emozione porta la firma di Soriano che scatta in contropiede dalla metà campo al 4' e solo un intervento di Bertolacci al limite evita agli ospiti pericoli maggiori. La Sampdoria, in parte rivoluzionata con Bonazzoli in attacco assieme a Muriel, fatica a costruire contro un Milan concreto ma poco entusiasmante e soprattutto molto macchinoso. Bacca in avanti è spesso troppo solo mentre Niang e Cerci non riescono ad incidere quanto vorrebbero. I rossoneri si affidano così ad iniziative dei singoli che portano alle occasioni di Bonaventura e Niang, due volte, tra il 23' e il 26' ma Viviano prima e Fernando in scivolata poi evitano il gol. 

Dopo aver subito a lungo il gioco del Milan la Sampdoria rialza il baricentro nei minuti finali e ci prova in tre occasioni da fuori area con Fernando, Muriel e Carbonero ma Abbiati si fa trovare sempre pronto. 

Al rientro dagli spogliatoi Bacca decide che è il momento di entrare in partita e dopo una bella progressione dal limite smarca Niang in area sulla destra, l'ex attaccante del Genoa si fa trovare pronto e batte Viviano con un preciso diagonale che si infila in rete. 

La Sampdoria però potrebbe pareggiare praticamente subito, ma Muriel non sfrutta un incredibile errore di Mexes sulla trequarti e si fa rimontare in area dai difensori rossoneri concludendo debolmente tra le braccia di Viviano. Al 20' la Sampdoria rimane in dieci: Zukanovic protesta in maniera veemente per un fallo, quando Celi estrae il cartellino giallo l'esterno blucerchiato esplode letteralmente subendo così la terza espulsione tra campionato e coppa. Forte della superiorità numerica e del vantaggio, il Milan gestisce così la gara mentre la Sampdoria fatica a superare la tre quarti avversaria. 

Montella prova così a giocarsi la carta Cassano, dentro per Muriel, e il numero 99 si fa subito vedere con una bella giocata sul lato corto di destra ma il tiro finale termina tra le braccia di Abbiati. 

Nel finale è ancora Cassano a sfiorare il pareggio ma il suo tiro da fuori area termina di poco a lato. In pieno recupero il Milan chiude la gara grazie a Bacca che servito da Honda in area controlla, evita un difensore e batte Viviano con un colpo sotto.

 

LAZIO-UDINESE 2-1

ROMA. Nel vuoto surreale dell'Olimpico, poche centinaia gli spettatori, la Lazio ritrova una vittoria di peso, che vale l'accesso ai quarti di Coppa Italia e garantisce a Pioli almeno qualche giorno di tranquillità. Il 2-1 sull'Udinese, scesa a Roma con scarse velleità, non giustifica entusiasmi e non fa svanire i rischi per il tecnico, ma la prestazione dei biancocelesti - riusciti a rimontare in una manciata di minuti con Matri e Cataldi la rete di Kone al 22' st, potenzialmente devastante - dimostra che la squadra è in ripresa dopo un lungo periodo di ottundimento. Una non piccola soddisfazione per i tifosi è poi aver centrato un risultato che è clamorosamente mancato ieri sullo stesso campo dalla Roma. 

Prossimo avversario sarà la Juve, attesa all'Olimpico a gennaio, e magari per allora la Lazio avrò ritrovato la vena giusta. 

Pioli per rispondere all'obbligo della vittoria ha schierato il meglio a disposizione, considerati gli infortuni e la squalifica di Parolo, puntando sul 4-3-3 con Candreva, Matri e Felipe Anderson in avanti. I primi due sono stati tra i più attivi fin dai primi minuti, mettendo spesso in difficoltà un'Udinese, peraltro molto rimaneggiata, che badava più a controllare che a costruire. 

Gli 11 angoli a uno per i padroni di casa dicono molto sull'andamento della partita, ma la Lazio nonostante tanto costruire, gran lavoro di Biglia, Milinkovic e Cataldi, non ha mai trovato il gol, anche per merito di un attento Meret. 

Nella ripresa la Lazio ha aumentato ancora il ritmo, chiamando il giovanissimo portiere ospite a nuove dimostrazioni d'abilità, ma è stata l'Udinese ad andare in gol. Kone, da poco entrato al posto di Guilherme, si è prodotto in una pregevole semirovesciata che ha beffato Berisha. Poteva essere il tracollo ma la Lazio ha reagito nel modo giusto, con Matri freddo al 25' a battere Meret da due passi. Un infortunio ad Aguirre ha lasciato l'Udinese in 10 negli ultimi minuti, tutte le sostituzioni erano già state effettuate, e la Lazio ne ha approfittato, completando la rimonta al 34' con Cataldi, che in sospetto fuorigioco ha messo dentro un pallone respinto dal portiere su conclusione di Konko. I biancocelesti hanno chiuso in avanti, cercando la terza rete, per poi stringersi in un lungo abbraccio di gioia e sollievo al fischio finale di Damato. 

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