I consigli di Laura

Non per tutti questo è il periodo festivo. Che dire dei familiari delle vittime di Parigi?

30-12-2015

 

 

Cara Laura, 

il Natale simbolo di amore e riunioni familiari, è già passato e il nuovo anno si avvicina per essere festeggiato. Mi chiedo quante persone la sera di Natale abbiano pensato alle vittime delle stragi di Parigi o meglio, ai loro genitori, parenti, fidanzati. Che Natale hanno trascorso queste persone, con che cuore affronteranno il prossimo anno nuovo? 

Lo so, sicuramente molti altri avranno avuto lutti quest'anno, ma non posso fare a meno di pensare a queste persone in particolare, mi riferisco ai vivi, ai padri e alle madri che hanno salutato i loro figli che partivano per una vacanza terminata in una tragedia della quale magari hanno saputo dalla televisione... 

Mi immagino cosa sia passato in mente a tutte queste persone  in quei momenti che hanno visto o sentito la notizia dell'attentato. Io non posso neanche immaginare l'angoscia che avrei provato se i miei due figli fossero andati a Parigi quel giorno e magari al macrabo concerto. 

Si sa la morte è una componente della vita stessa, e nessun essere umano l'accetterà mai anche con l'aiuto della fede, ma vedere sparire i propri cari in un attimo e senza una ragione penso sia la cosa più terribile da superare per tornare a vivere una normale vita. Spesso alcune persone toccate dalla morte si rifugiano nell'aiuto divino per poter superare questi momenti, mi auguro sia così anche per costoro.

Marco

Caro Marco,

lei ha perfettamente ragione, senza parlare del fatto che nessun genitore può accettare la morte di un figlio che di per sè è  un dolore indescrivibile, qualcosa che ti spezza dentro. Spero solo, come lei afferma, che queste persone si rifugino nell'aiuto di Dio.

Scrivete a: Laura, c/o America Oggi,

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