Economia

La Borsa si tinge di rosso per il debutto del titolo Ferrari

05-01-2016

 

TORINO. La Borsa si tinge di rosso per il debutto del titolo Ferrari. La quotazione della casa di Maranello, già sbarcata nel mese di ottobre a Wall Street, è un evento di portata simbolica: "Finalmente l'Italia c'è", commenta il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ringrazia i vertici di Fca e Ferrari per la scelta della piazza finanziaria milanese e parla di "una straordinaria occasione per gli investitori".  

"Nonostante un'agenda fitta di impegni Renzi ha trovato il tempo per onorarci con la sua presenza. Noi tutti gli siamo grati per questo, e soprattutto per ciò che sta facendo per il Paese", afferma Sergio Marchionne, mentre il leader della Lega Matteo Salvini tuona: "Basta passerelle, stai a casa".  

Piazza Affari accoglie in un clima festoso l'arrivo del Cavallino Rampante. Le bandiere della Ferrari ricoprono la facciata di Palazzo Mezzanotte e davanti all'ingresso c'è l'intera gamma della casa di Maranello: una decina di modelli tra i quali l'ultima nata, la F12 Tdf. Alle 9 in punto, dopo il countdown, l'avvio delle contrattazioni. 

È una giornata nera per le Borse europee e in particolare per il settore auto, ma il Cavallino dopo una partenza negativa chiude a 43,67 euro, in aumento rispetto ai 43 euro dell'avvio, mentre a New York scambia per tutta la prima parte della giornata sul filo dei 47 dollari, in calo di circa 2% rispetto alla chiusura di giovedì. Debole Fca che chiude a 8,15 euro, in calo di oltre il 4%. 

Marchionne, che promette ai tifosi della Rossa il ritorno alla vittoria nel Mondiale piloti di Formula 1 che manca dal 2007 targato Raikkonen, parla di "un nuovo traguardo e una nuova partenza" e sottolinea l'italianità dell'azienda. "Non è pensabile una Ferrari creata e prodotta fuori dalle storiche mura dalla fabbrica di Maranello", afferma. 

"È una giornata bella, entusiasmante. Si apre una nuova strada per Ferrari, oggi è l'inizio", sottolinea il presidente di Fca, John Elkann che partecipa alla cerimonia con la moglie Lavinia e i tre figli Leone, Oceano e Vita (per la bambina che ha solo 4 anni è un 'debutto'). Elkann, che ha blindato la casa di Maranello anche grazie a un accordo con Piero Ferrari, figlio del 'Drake' Enzo, parla di "un grande futuro" anche per Fca orfana del Cavallino perché "avrà un perimetro molto più chiaro e più focalizzato". Marchionne, che annuncia un bond Ferrari nel primo semestre dell'anno, spiega che "la politica dei dividendi sarà decisa dal board di Maranello" ma "il pay out sarà piuttosto alto". 

Nessuna acquisizione in vista. Il manager sottolinea che Ferrari "non ha niente a che fare con l'automotive, non soffre dei problemi dell'auto, verrà trattato come un titolo del lusso". 

Quanto alla produzione da qui al 2019 non sarà superato il tetto di 8-9.000 vetture, "perché vogliamo rispettare il principio del fondatore: vendere sempre una vettura in meno di quella che il mercato chiede". 

Marchionne conferma che "gli obiettivi 2018 di Fca rimangono invariati nonostante la perdita di Ferrari" mentre rivede i tempi per l'alleanza: la priorità non è trovare un partner, onta centrare gli obiettivi indicati per il 2018, tra i quali ci sono la produzione di 7 milioni di auto e l'azzeramento del debito. E c'è un'altra novità: Marchionne non fa più la corte a General Motors, da lui considerata partner ideale ma che ha sempre respinto le sue avance. 

"Ho incontrato Mary Barra meno di un mese fa a Washington. Non credo che prenderò un altro caffè con lei, non si ripeterà in futuro", dice con una certa freddezza. Nessuna dimissione Marelli o Comau in vista, niente Ipo della Maserati allo studio. 

Marchionne trova anche il tempo di scherzare "sul dopo Fca": "Non succederà mai che scenda in politica. Preferirei fare il giornalista, fare domande senza avere la responsabilità delle risposte. Rompere le scatole agli altri: è il mio sogno".

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