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Serie A. Il Napoli campione d'inverno

11-01-2016

 

Per ritrovare il Napoli campione d'inverno prima di oggi bisognava andare indietro di 26 anni: era la stagione '89/'90 e l'anima dei partenopei era un certo Diego Armando Maradona. Un quarto di secolo dopo il Napoli ritorna ad essere leader della Serie A al giro di boa: i fasti di Maradona appartengono ad un'altra era calcistica ma quello costruito da Maurizio Sarri è un Napoli che diverte e fa sognare. Nel giorno del suo 57mo compleanno, il tecnico toscano (con natali partenopei) si regala il titolo simbolico di campione d'inverno con una vittoria-spettacolo (5-1) in casa del Frosinone, complici anche lo stop interno dell'Inter (fermata in casa dal Sassuolo) e quello di sabato della Fiorentina. 

La festa partenopea al 'Matusa' era cominciata ancora prima del fischio d'inizio con la notizia del ko nerazzurro grazie al rigore di Berardi del Sassuolo a San Siro, salutato da un boato da parte della curva sud occupata da almeno duemila tifosi napoletani. E' stato questo l'inizio di una vittoria straripante per la squadra di Sarri contro un Frosinone completamente schiacciato dalla immensa qualità nel palleggio della neo capolista, ingigantita anche dalla giornata decisamente modesta di tutti i giocatori di casa incapaci di vincere tutti gli uno contro uno con i loro avversari. L'unico tiro nello specchio di Reina è stato quello di Sammarco che è valso, come si dice in questi casi, a salvare l'onore della squadra sconfitta. 

Il Napoli a Frosinone cala la cinquina e si conferma la squadra più prolifica della Serie A con 38 reti, e 18 portano la firma di Gonzalo Higuain. Fanno da contraltare i numeri negativi dei ciociari che con 41 reti al passivo sono la squadra più battuta. Troppa la differenza tecnica fra le due squadre per mettere in piedi una improbabile sfida fra i due tecnici, ma il 4-5-1 messo in piedi da Stellone a gara compromessa è parso decisamente tardivo, visto che nelle fasi decisive Sammarco e Gucher sono sembrati due vascelli in balia della "tempesta" chiamata centrocampo del Napoli. 

Il vantaggio del Napoli è arrivato al 20' con Albiol, bravo e furbo a leggere una traiettoria che avrebbe potuto, complice il sole, mettere in crisi Zappino. Così è stato e per il Frosinone è crollato il mondo. Al 30', pochi centimetri dentro l'area, Crivello, rilanciato, complice la squalifica di Pavlovic', ha ingenuamente lasciato la gamba larga su Higuain. Il fallo poteva starci e Tagliavento non ha fatto sconti. Il bomber ha raddoppiato. 

Nel secondo tempo il Frosinone ha provato a rimanere in partita ma qui sono emerse tutte le debolezze del Frosinone che in serie A nessuno perdona. Al 14' ennesimo pallone recuperato da Hamsik che, indisturbato, si è portato al limite dell'area canarina ed ha fulminato Zappino. Palla al centro e questa volta è stato Higuain che si è esibito in un clamoroso slalom senza nessun ostacolo e poker servito a porta vuota. Tutto questo in sessanta secondi. 

A questo punto il bomber del campionato ha lasciato il posto a Gabbiadini e anche per il neo entrato c'è stata gloria. Errore grave di Blanchard e la punta di Sarri ha "ripagato" con una perla all'incrocio dei pali con Zappino troppo avanti per tentare il miracolo. Alla fine è arrivato anche il gol del Frosinone, per ripagare il tifo della curva nord, con Sammarco al 36'. Fino a quel momento in pagella Reina era senza voto perché non era mai stato impegnato dagli avversari. 

 

 

L'Inter beffata al 45'

 

 

 

 

E' finita ancora una volta 1-0, ma non per l'Inter che saluta il titolo di campione d'inverno e perde il primato: il Sassuolo batte la capolista in una partita dal finale thriller. La firma della vittoria, arrivata al 95', la mette Berardi su rigore. Una condanna troppo severa per la squadra di Mancini che costruisce occasioni ma spreca oltre ogni limite. Smentito comunque Mihajlovic sul numero dei tiri in porta, 16 in tutto, 7 nello specchio. L'allenatore nerazzurro è polemico, come spesso gli capita, protesta per una manata da 'rosso' di Berardi ai danni di D'Ambrosio (considerata involontaria dall'arbitro Doveri), è nervoso e rabbuiato. 

La sconfitta sa di beffa eppure il grande demerito dell'Inter è quello di non essere riuscita a segnare, mentre il Sassuolo ci ha creduto veramente, fino all'ultimo respiro. La provincia si prende le sue soddisfazioni in una sfida dove i migliori in campo sono stati i portieri, Handanovic e Consigli, autori di autentici miracoli. Ljajic ne sa qualcosa: ci prova in tutti i modi ma la porta è sbarrata, una dannazione. 

Mancini sorprende tutti e per la prima volta in stagione propone la stessa formazione, quella vittoriosa ad Empoli, una mossa non del tutto azzeccata visto che i giocatori hanno ancora nelle gambe la partita del 6 gennaio. Brozovic, Perisic, Kondogbia sembrano risentirne, Nagatomo è confusionario e il suo ultimo minuto è da horror. Icardi è appannato. Jovetic resta al palo, ancora malinconicamente fuori squadra. 

Di Francesco propone un Sassuolo senza paura, che se la vuole giocare, nonostante l'Inter dei primi minuti sia frizzante e volitiva con due occasioni nettissime costruite in cinque minuti appena. Prima Icardi da solo davanti a Consigli spedisce di poco a lato, poi Ljajic fallisce il vantaggio. A ruota, Perisic tenta in mezza rovesciata. 

L'Inter parte alla grande, si annuncia una passeggiata ma non sarà così. Il Sassuolo si riorganizza, e ci prova con Sansone su calcio di punizione. Al 19' ancora Ljajic si divora il gol del vantaggio. Risponde Missiroli ma sulla sua strada trova un grande Handanovic che nega il gol anche a Sansone, mettendo in corner la sua punizione. Berardi su calcio piazzato impaurisce San Siro, poi al 40' il tandem Icardi-Perisic non la spunta. Tre minuti e Consigli si supera sul destro di Ljaijc. La partita è divertente. 

Il secondo tempo vede ancora i portieri protagonisti: il duello tra Ljajic e Consigli sembra chiudersi a favore di quest'ultimo e al 17' il destro del serbo viene parato ancora una volta dall'estremo difensore del Sassuolo. Al 20' Handanovic salva su Falcinelli. Mancini capisce che deve cambiare qualcosa: Palacio rileva Perisic. I nerazzurri si riversano in attacco con Ljajic che caparbiamente cerca invano il gol. Un altro destro al 31', di poco a lato. E quando non arriva Consigli, c'è Peluso che salva sulla linea un tiro di Palacio. Di Francesco sostituisce Sansone con Floro Flores che subito attacca la porta ma c'è Handanovic a fare buona guardia. Consigli non è mai disoccupato perché salva prima su Ljajic e poi su Jovetic entrato al 40' al posto di Kondogbia. Mancini vuole vincere e i nerazzurri assediano l'area avversaria. 

Il Sassuolo stringe i denti e resiste. Scocca il 90' ma l'arbitro assegna 5 minuti di recupero per le residue speranze dell'Inter. E invece arriva la beffa: sbaglia Nagatomo, buca Murillo, a Miranda non resta che stendere Defrel che probabilmente avrebbe segnato. Per l'arbitro è rigore, tira Berardi e non sbaglia. L'Inter scivola in casa: è la terza volta dopo le sconfitte con Lazio e Fiorentina. Il campionato si gioca sul filo, più che mai aperto e combattuto. Il Sassuolo si conferma una provinciale eccellente che - con 31 punti - si piazza subito dietro le grandi e non è un caso. Molti rimpianti per l'Inter alla quale manca ancora qualcosa. Palacio resta un campione, eppure un paio di innesti di qualità potrebbero fare la differenza soprattutto in attacco. Thohir è avvertito.

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