Dal Mondo

L'Isis colpisce Istanbul

13-01-2016

Il terrore dell'Isis colpisce al cuore di Istanbul e fa strage di turisti tedeschi. Erano passate da poco le dieci del mattino quando un kamikaze si è fatto saltare in aria a Sultanahmet, centro turistico sempre affollato di visitatori della Moschea Blu e di Santa Sofia, distanti solo poche decine di metri dal luogo dell'attacco.

 

ISTANBUL. Il terrore dell'Isis colpisce al cuore di Istanbul e fa strage di turisti tedeschi. Erano passate da poco le dieci del mattino quando un kamikaze si è fatto saltare in aria a Sultanahmet, centro turistico sempre affollato di visitatori della Moschea Blu e di Santa Sofia, distanti solo poche decine di metri dal luogo dell'attacco. Un'esplosione fortissima, sentita anche a diversi chilometri di distanza, che ha ucciso 10 stranieri - tra cui almeno 8 tedeschi - e ferito altre 15 persone, di cui 12 tedeschi, un norvegese, un peruviano e un turco. Due di loro risultano in gravi condizioni. 

Un colpo dritto all'anima turistica della città, che finora era stata risparmiata dagli attacchi dello Stato islamico. Per una tragica fatalità, il luogo dell'attentato è proprio a pochi passi dalla neobizantina "fontana tedesca". Lì si trovava il gruppo di 33 turisti arrivati dalla Germania e diretti a una visita guidata al vicino Obelisco di Teodosio. Infiltratosi tra di loro, il kamikaze si è fatto saltare in aria. Si tratta di un siriano di 28 anni, entrato di recente in Turchia. 

Gli investigatori lo hanno identificato esaminando i resti del suo corpo, fatto a brandelli dall'esplosione come quelli di molte delle vittime. I media locali fanno il nome di Nabil Fadli, un jihadista di origine saudite. Le indagini sono in corso alla ricerca delle "connessioni" che gli hanno permesso di agire. Solo pochi giorni fa gli 007 turchi avevano annunciato di aver sventato un attacco preparato dall'Isis nella capitale Ankara per la notte di Capodanno. Ma diversi rapporti di intelligence avevano evidenziato un livello di rischio alto anche per Istanbul. Per la metropoli sul Bosforo, è stata una giornata ad alta tensione. Dopo l'attacco la zona è stata chiusa da un fitto cordone di polizia e i mezzi pubblici diretti in quella direzione bloccati a diversi chilometri di distanza. Una situazione tornata alla normalità solo dopo diverse ore, ma con un clima di preoccupazione che non abbandona le zone turistiche. Molte prenotazioni negli alberghi sono state già cancellate. 

Dopo la strage di Suruc a luglio e quella del 10 ottobre alla stazione di Ankara, l'Isis ha alzato così il tiro e colpito il cuore simbolico della Turchia. Per il governo di Ankara i jihadisti hanno voluto colpire proprio l'inasprimento della sua battaglia al terrore. 

"La Turchia non arretrerà nella lotta all'Isis neppure di un passo", ha assicurato il premier Ahmet Davutoglu poco dopo aver telefonato alla cancelleria tedesca Angela Merkel per esprimerle le condoglianze e prometterle la massima collaborazione e condivisione dei risultati delle indagini. 

"Oggi è stata colpita Istanbul, Parigi è stata colpita, la Tunisia è stata colpita, Ankara è stata colpita. Il terrorismo internazionale mostra ancora una volta la sua faccia crudele e inumana. I terroristi sono nemici di tutte le persone libere e quindi di tutta l'umanità", ha detto Merkel. La condanna dell'attacco è stata massima da tutte le cancellerie. 

"Non ci può essere giustificazione per tali attacchi. Tutti gli alleati della Nato sono uniti nella lotta contro tutte le forme di terrorismo", ha affermato il segretario generale dell'Alleanza, Jens Stoltenberg. 

Le parole di cordoglio sono arrivate da tutto il mondo. Il presidente Sergio Mattarella ha inviato un messaggio ad Erdogan, mentre il premier Matteo Renzi ha espresso cordoglio e vicinanza alla cancelliera Merkel e ha spiegato: "L'attentato è una ferita fortissima a Istanbul, ma molti degli attentati nascono e crescono nel cuore dell'Europa".

 

 

Germania sotto attacco

 

BERLINO. Stretta in Germania sul diritto di asilo dopo il capodanno da incubo di Colonia. La sensazione di essere "sotto attacco", a Berlino, si fa sempre più netta. E ancora una volta il destino di Angela Merkel (nella foto dopo la conferenza stampa di ieri) e quello del suo Paese sembrano intrecciarsi: l'emergenza colpisce la Germania, che oggi piange almeno otto vittime dell'attentato di Istanbul, e la cancelliera, alle prese con l'amarissimo bilancio di San Silvestro e le inevitabili conseguenze politiche. 

Prima che polemiche già innescate con veemenza diventino un nuovo pericoloso tormentone per la leader tedesca - un ex presidente della Corte costituzionale ha parlato di "fallimento politico eclatante", puntando il dito direttamente contro la donna che oggi incarna la guida d'Europa - il governo ha annunciato l'intesa sul giro di vite sul diritto d'asilo. Due ministri, il cristiano-democratico Thomas De Maizière, titolare dell'Interno, e il socialdemocratico Heiko Maas, della Giustizia, hanno trovato l'accordo su una legge che preveda espulsioni più facili nel caso in cui cittadini stranieri si macchino di reati. "Per delitti sessuali, contro la vita, lesioni corporali, attacchi alle forze dell'ordine, reati contro il patrimonio, quelli che prevedono una pena da scontare in carcere almeno di un anno, gli immigrati dovranno fare i conti con la possibilità di essere espulsi", ha detto de Maizière. E anche in casi meno gravi la procedura di allontanamento dal Paese sarà "possibile". 

È la risposta alle centinaia di donne che in questi giorni hanno denunciato gli attacchi subiti a Colonia, e in altre città tedesche, durante i festeggiamenti di Capodanno. Molestie che, fra l'altro, sporadicamente e in modo isolato continuano ad accadere in questi giorni. Anche ieri il bilancio delle denunce della città renana del Capodanno è salito: sono 653, ieri erano 100 in meno. E il numero uno dell'Anticrimine federale ha ribadito che quegli attacchi sono stati organizzati: gli aggressori sono arrivati da diverse regioni dandosi appuntamento sui social network, a Colonia e in altre città. Non ci sarebbe stata, però, dietro il massiccio attacco, la regia complessiva di una forma di criminalità organizzata. "Hanno agito piccoli gruppi chiusi, non si ravvede una gerarchia fra di loro", per Holger Muench. Mentre le indagini e i tentativi di dare una spiegazione vanno avanti, la Germania è stata colpita da un attentato che nel cuore di Istanbul ha fatto strage di turisti tedeschi. Il ministero degli Esteri ha istituito un'unità di crisi e messo immediatamente in guardia i concittadini che si trovano sul posto: "Evitare assembramenti nelle pubbliche piazze e attrazioni turistiche, almeno temporaneamente". 

I governi dei due Paesi sono in stretto contato per accertare dinamica e vittime, e in serata Angela Merkel ha avvertito che il bilancio dei morti potrebbe anche aumentare. "I terroristi sono nemici della gente libera, sono nemici di tutta l'umanità", ha affermato condannando l'attentato. La tragedia di Sultanahmet sarà ovviamente un nuovo ostacolo per la cancelliera, attaccata in casa da mesi per la politica dell'accoglienza, che ha portato nel Paese oltre un milione di richiedenti asilo nel 2015. 

Horst Seehofer, il difficile alleato bavarese della Csu, è tornato alle minacce: stando al parere di un ex giudice costituzionale, Udo di Fabio, la Baviera ha la facoltà di trascinare Frau Merkel davanti all'Alta Corte se la cancelliera non chiude le frontiere nell'emergenza. Ha fallito proprio la sua politica e "clamorosamente", secondo Hans Juergen Papier, che in passato ha guidato i giudici di Karlsruhe. 

"Deve seguire una politica rigorosa sull'asilo, provvedere a una chiara separazione fra tutela dei profughi e politica della migrazione, e mettere al sicuro le frontiere del Paese", ha detto all'Handelsblatt. Per il cambio di rotta, ha accusato, "è già in ritardo".

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