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Solo due giornate di squalifica a Sarri

22-01-2016

 

ROMA. Un insulto, pesante, ma solo un insulto: nella lite tra Maurizio Sarri e Roberto Mancini non ci sono i contorni della discriminazione sessuale. Lo ha deciso il giudice sportivo che ha punito con due giornate di squalifica (da scontare in Coppa Italia) e 20mila euro di ammenda Sarri. Multato (con una ammenda di 5mila euro) anche Mancini per l'atteggiamento intimidatorio nei confronti dell'allenatore della squadra avversaria che l'aveva insultato''. Con la decisione di Tosel (verso la quale Inter e Napoli hanno deciso di non appellarsi), la tempesta che ha investito Sarri mette un punto. 

L'allenatore del Napoli - che aveva subito ammesso di aver sbagliato e chiesto scusa a Mancini in primis e poi agli omosessuali - ha ribadito agli inviati di 'Striscia la notizia' che si è trattato di ''una normale litigata da stress di fine partita, in un momento concitato è scappata qualche parola di troppo. Ho chiesto scusa a Mancini appena l'ho visto nello spogliatoio e poi pubblicamente. Non accetto accuse d'omofobia perché la mia storia parla d'altro - ha ribadito - ho avuto due amici omosessuali che purtroppo sono morti. È un'offesa dettata dalla rabbia. Mi sono scusato con tutti gli omosessuali, più di così non posso fare. Purtroppo in campo, sotto stress, può succedere''. 

Parla anche Mancini, e non solo per smentire la ricostruzione di un suo alterco con un giornalista nel quale, 15 anni fa, avrebbe usato lo stesso epiteto ("frocio"): ''Mai usato quel termine, ora basta strumentalizzazioni, pretendo rispetto", dice il tecnico rispondendo alle tante ricostruzioni del web sull'episodio, e non solo. 

Il Napoli, in un comunicato pubblicato sul sito subito dopo la pronuncia del giudice Tosel, fa un appello anche a Roberto Mancini affinchè l'allenatore dell'Inter "possa accogliere le scuse più volte manifestate" da Sarri e auspica che "le vicende puramente sportive dei rispettivi Club tornino a concentrare l'attenzione dei media e del pubblico". 

Insomma il Calcio Napoli fa capire che sarebbe gradito un gesto distensivo da parte di Mancini. Nessuno lo dice esplicitamente ma è evidente che le notizie rimbalzate ieri da Firenze, dove Mancini, quando allenava i viola, aggredì verbalmente un giornalista definendolo, né più né meno, che con lo stesso epiteto offensivo riservato a lui da Sarri martedì sera, contribuiscono ad indebolire la posizione del tecnico interista. Dunque una pace, sia pure a denti stretti, sarebbe per il Napoli il modo migliore per chiudere questa spiacevole vicenda. 

D'altro canto la società partenopea, nella nota diffusa ieri esclude "perentoriamente" che le parole di Sarri "potessero essere espresse con spirito discriminatorio". "Conoscendo lo spessore umano e culturale del proprio allenatore - precisa la società - il Calcio Napoli non ha mai nutrito alcun dubbio e ritiene che il pentimento per le parole proferite, manifestato ripetutamente e pubblicamente da Sarri, attesti ancora una volta le qualità personali e la capacità di autocritica dello stesso". 

Anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, spezza una lancia in favore del tecnico toscano. 

"Le frasi di Sarri - dice - non possono essere condivise, ma per come lo conosco non può essere un razzista". 

E a Castel Volturno, all'ingresso della sede del Calcio Napoli, è apparso un grande striscione: "Si grida allo scandalo per chi dice finocchio, ma per Vesuvio e terrone chiudiamo un occhio!?#iostoconsarri", la scritta. 

Ma Mancini, almeno al momento, di scuse proprio non vuol sentir parlare. Ora sia lui sia Sarri sembrano preoccupati anche dei possibili strascichi in campionato. Di sicuro l'argomento peserà sui prossimi turni. Intanto Sarri ha risposto all'invito di Alessandro Cecchi Paone "presidente del Positano e unico tesserato Figc dichiaratamente gay'' e, d'accordo con il presidente Aurelio de Laurentiis, farà una partita amichevole con il Positano: ''E'' un modo - ha sottolineato Cecchi Paone - per schierarsi in favore dei nostri diritti". 

 

 

 

 

"Il caso Sarri-Mancini fa giurisprudenza, ma il Napoli non farà ricorso": lo ha detto l'avvocato Mattia Grassani, legale della SSC Napoli, intervenuto ieri a Radio Crc. 

"La decisione presa da Tosel - continua Grassani - non è stata facile perché ha dovuto giudicare una tematica mai contemplata prima. La vicenda ha una delicatezza fuori dal comune per cui questo caso fa giurisprudenza. Dal mio punto di vista è una decisione nel complesso di buon senso e di equilibrio, Tosel ha applicato le regole". 

"Per ciò che concerne le ammende, - ha continuato l'avvocato della società azzurra - l'atteggiamento insultante non ritenuto discriminatorio di Sarri riveste una gravità maggiore rispetto ad un atteggiamento, quello di Mancini, intimidatorio ed un insulto rivolto al quarto ufficiale per cui i 20mila euro inflitti a Sarri rappresentano un'aggiunta alle due giornate di squalifica e ci sta rispetto alla vicenda del suo complesso". 

"Non faremo ricorsi, - ha ribadito il legale del Napoli - la società non mi ha dato mandato perché questa vicenda ha fatto già parlare troppo ed è giusto l'auspicio di Sarri affinché si parli del Napoli solo per ciò che fa in campo". 

Secondo Grassani, "la delicatezza di questa vicenda, anche per il clamore mediatico che a livello mondiale si è generato, è massima e questa corretta amministrazione della giustizia di Tosel serve da monito per lanciare un segnale forte a tutto il mondo del calcio. Due giornate di squalifica e 20mila euro di ammenda non rappresenta una sanzione di lieve entità e l'auspicio, rispetto ad una sanzione che è accettata e sarà scontata, è che si volti pagina senza che la vicenda porti ad ulteriori strumentalizzazioni". 

"La norma che regola vicende del genere esiste - ha detto ancora Grassani - e ha una finalità fondamentale, che è quella di tutelare la libertà di ogni soggetto di aderire a una religione, un partito politico e sposare una scelta sessuale piuttosto che un'altra. La vicenda Sarri-Mancini aveva già superato ogni confine dal punto di vista mediatico e rappresenterà per tutti un invito all'autocontrollo perché che siano discriminazioni sessuali o meno, quando capitano queste vicende creano sempre un danno al movimento e al soggetto in questione". 

"Ho sentito De Laurentiis subito dopo Napoli-Inter e mi pare che abbia rispettato la decisione degli organi", ha concluso l'avvocato del Calcio Napoli. 

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