Il fatto

Unioni civili. Bagnasco difende la "famiglia"

26-01-2016

 

ROMA. Via libera all'impianto del ddl Cirinnà, piena liberta di coscienza sulla stepchild adoption. È su questa duplice linea che da questa mattina, l'assemblea dei senatori Pd proverà a fare un passo in avanti sulle unioni civili prima dell'approdo, giovedì, del testo in Aula. Sull'adozione, quindi, un punto di caduta nel Pd e nella maggioranza appare ancora lontano e difficilmente emergerà prima del Family Day del 30 gennaio. 

Manifestazione che nella Prolusione al Consiglio Episcopale Permanente della Cei, il cardinal Angelo Bagnasco sceglie di non citare non rinunciando, però, ad un affondo: "i figli "non sono mai un diritto", sottolinea, ponendo l'accento sulla "cenditralità della famiglia", anche per "la stabilità del Paese". E le parole di Bagnasco giungono a tre giorni dal richiamo del Papa, citato dallo stesso porporato. "Mai dobbiamo dimenticare l'identità propria della famiglia" e il suo "imprescindibile ruolo per l'educazione delle nuove generazioni", spiega Bagnasco, precisando "la compattezza" dei vescovi sul tema e, pur non citando il Family Day, invitando i laici a scendere in campo: "i credenti hanno il dovere e il diritto di partecipare al bene comune con serenità di cuore e spirito costruttivo". 

Parole che vengono accolte con un plauso comune dai parlamentari che, sabato, saranno al Circo Massimo per ribadire il proprio 'nò al ddl Cirinnà e, soprattutto, alla stepchild adoption. E, stando alle prime adesioni, la truppa sarà folta e includerà diversi esponenti centristi, alcuni di Fi e qualcuno anche del Pd. Tra i Dem, infatti, se gli emendamenti di Giuseppe Lumia sull'eliminazione dei rimandi alle sezioni del Codice civile sul matrimonio sembrano aver convinto i Cattodem (e anche una parte dei centristi), continua a tenere banco il nodo adozioni. 

In serata la 'bicameralina' Pd farà il punto sugli emendamenti prima della riunione del gruppo a Palazzo Madama dove si prevede un voto sulla legge ma con l'eccezione della libertà di coscienza sull'art.5. E a tal proposito, se l'emendamento di 'mediazionè Lumia (che esplicita i poteri di indagini del giudice) non convince l'ala cattolica e l'affido rafforzato ha poche chance di passare in Aula, è all'emendamento Marcucci-Pagliari che Cattodem e 'pontieri' guardano nelle ultime ore. 

La proposta rafforza il potere del giudice e prevede che l'adozione del figlio del partner sia certificata dopo un biennio di affido. "Potrebbe essere una buona mediazione", spiega Walter Verini laddove, però, l'ala laica dei Dem sembra tutt'altro che convinta. Non solo. Se da un lato l'emendamento Marcucci potrebbe catturare i voti di Ala, di una parte di Fi e forse anche di Ap, dall'altro lato rischia di non avere la sponda del M5S dal quale, invece, il Pd, ha avuto un silenzioso placet sugli emendamenti Lumia. 

La coperta, insomma, rischia di esser comunque troppo corta. "La nostra posizione" sull'adozione è "ferma" ribadisce dal canto suo il centrista Maurizio Sacconi alla vigilia di un dibattito che sarà probabilmente 'depuratò di migliaia di emendamenti. Mentre dice "sì ai diritti" e "no alla stepchild" un emendamento di Sc e dei Moderati di Portas che ne chiedono lo stralcio. 

Sia la Lega sia Ap si sono detti disponibili a ritirare una parte delle loro proposte dopo che il capogruppo Pd Luigi Zanda, si apprende da fonti parlamentari, ha assicurato loro che non vi sarà alcuna "strozzatura" del dibattito. Strozzatura che le opposizioni avevano individuato nel 'canguro' presentato da Marcucci come 'salvavita' al testo Cirinnà e, soprattutto, come deterrente all'ostruzionismo. Ma con l'accordo su un dibattito sereno in Aula il 'canguro' potrebbe decadere.

 

 

Vescovi compatti: i figli non sono mai un diritto

 

Di Manuela Tulli

 

ROMA. La famiglia ha "un'identità propria e unica" e rispettare tutti non vuol dire uniformare, perché i diritti di ciascuno devono essere garantiti "su piani diversi". E poi i bambini: "non sono mai un diritto" e "hanno bisogno di un microcosmo completo", ovvero di crescere con "un papà e una mamma". Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Angelo Bagnasco, non media con la politica e ricorda come "i Padri costituenti ci hanno consegnato un tesoro prezioso che tutti dobbiamo apprezzare e custodire", ovvero il modello di famiglia come previsto nella Costituzione. No dunque alle unioni civili come forma di nuova famiglia. E soprattutto no alle adozioni a tutti i costi. Ma se alla politica, che si appresta a esaminare il ddl Cirinnà, il presidente dei vescovi non fa nessuno sconto, all'interno della Chiesa italiana i toni si fanno più cauti per sottolineare che "i vescovi sono uniti e compatti". 

Troppe in questi giorni le dichiarazioni dei presuli in ordine sparso e molte anche le analisi sul fatto che esistessero due Cei, quella di Bagnasco e quella del segretario generale, monsignor Nunzio Galantino, il primo più vicino ai movimenti delle famiglie, il secondo meno propenso a sposare gli 'scontrì di piazza.  E ora il cardinal Bagnasco sceglie, nella attesa Prolusione al Consiglio Episcopale Permanente della Cei, di non citare il Family Day, la manifestazione del 30 gennaio che vedrà a Roma confluire i movimenti cattolici. Ma allo stesso tempo rivendica che i credenti possano, anzi debbano, dire la loro. 

E risponde all'appello del Papa quando dice che non servono i 'vescovi-pilota' ma che l'iniziativa spetta invece ai laici. "I credenti - ha detto Bagnasco - hanno il dovere e il diritto di partecipare al bene comune con serenità di cuore e spirito costruttivo". Ma ha aggiunto che "spetta ai laici, come già indicato dal Concilio Vaticano II, di iscrivere la legge divina nella vita della città terrena. Assumano la propria responsabilità alla luce della sapienza cristiana e facendo attenzione rispettosa alla dottrina del Magistero". Ma al di là del dibattito sul ddl Cirinnà, la Cei torna a chiedere a governo e Parlamento "politiche veramente incisive e consistenti" per la famiglia". "Mai dobbiamo dimenticare l'identità propria della famiglia e la sua importanza - ha aggiunto - per la stabilità e lo sviluppo economico del Paese,". 

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