Economia

Banche. Padoan-Westager, volata finale

26-01-2016

 

 

ROMA. Sicura la riforma delle Bcc nel consiglio dei ministri del 28, in attesa dell'incontro a Bruxelles sulle garanzie per le cessioni dei crediti in sofferenza, al lavoro per velocizzare i contenziosi. 

I tre fronti del governo sul sistema bancario sono in via di definizione mentre la volatilità sui mercati punisce ancora il settore e sono arrivate le prime manifestazioni di interesse per le 4 good bank nate dalle ceneri di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. 

L'obiettivo dell'esecutivo, ripete ancora una volta il premier Matteo Renzi, è quello di permetter a un sistema comunque "solido" di "accelerare sulle fusioni" specie delle Popolari che proprio l'incertezza sui crediti deteriorati, secondo alcuni, ha contribuito a far slittare. 

Certo la bad bank, seppure in versione 'minima', non c'è più e rimane solo la garanzia statale in singole operazioni. Una possibilità che peraltro è ancora pendente all'incontro fra il ministro Padoan e la Commissaria Ue Vestager, il quale potrebbe anche non essere risolutivo avvisano da Bruxelles. Il nodo appunto è "il prezzo delle garanzie" per evitare gli strali degli aiuti di stato. In base al prezzo che verrà fissato per le garanzie offerte alle banche si determina infatti la quota di credito coperta da garanzia: una troppo alta farebbe scattare il semaforo rosso degli aiuti di stato, mentre una troppo bassa non aiuterebbe abbastanza la valutazione dei prestiti, con il rischio di aumentare eventuali perdite sul bilancio delle banche.  Di certo la stessa Commissione Ue, nel suo rapporto sulle finanze pubbliche, cita proprio le sofferenze come un fattore di rischio e le turbolenze dei mercati hanno fatto scattare più volte l'allarme sia a Bruxelles che a Francoforte. Secondo un rapporto di Mediobanca comunque le quotazioni attuali delle banche sono eccessivamente penalizzanti. 

Infatti i prezzi attuali incorporano l'ipotesi di una copertura dei crediti deteriorati (Npl) all'85% (il decreto sulla risoluzione le fissa al 17% secondo le indicazioni della Commissione ndr), corrispondenti a 37 miliardi di nuovi accantonamenti per perdite su crediti, mentre - secondo gli analisti di Piazzetta Cuccia - già un livello del 73% rappresenta un livello prudenziale e lo scenario peggiore che possa delinearsi anche in base alle precedenti operazioni. In questo caso le perdite scenderebbero a 21 miliardi di euro con 14 punti percentuali aggiuntivi di capitale richiesti. 

Gli esperti di Piazzetta Cuccia ricordano poi come a movimentare il quadro bancario italiano vi è la possibile fine della trattativa fra Roma e Bruxelles sulle sofferenze, le rassicurazioni del presidente della Bce Mario Draghi la scorsa settimana e la riforma delle Bcc. Il credito cooperativo dopo molti stop è ora nella fase finale della riforma. Il decreto giovedì vedrà la creazione di una holding unica con una soglia minimima di 1 miliardo che siglerà contratti di adesione con le singole banche. 

Ad aiutare a spingere il mercato delle sofferenze non sarò solo lo sblocco della vicenda sui crediti ma anche una serie di misure per accelerare i tempi del recupero crediti in aggiunta a quelle varate dal governo in estate. 

Norme che non arriveranno insieme al ddl delega di riforma complessiva delle procedure fallimentari ma che viaggeranno con un decreto ad hoc. Infine la vicenda dei 4 'nuovi. istituti. Chiusi i termini per le manifestazioni di interesse si registra un cauto ottimismo dal presidente Roberto Nicastro che aveva detto di attendersi richieste dall'Italia e dall'estero. 

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