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Insediamenti in Cisgiordania: E' scontro tra Ban e Netanyahu

26-01-2016

 

 

TEL AVIV. Dopo una tacita pausa di 18 mesi, il ministero della Difesa israeliano ha approvato la costruzione di 153 case per coloni della Cisgiordania, e nel giro di poche ore è giunta la dura reazione dal Palazzo di Vetro. Le attività di colonizzazione, ha detto per l'ennesima volta il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, sono ‘'un affronto per il popolo palestinese e per la comunità internazionale''. Anche perché si corre il rischio ‘'che la opzione dei due Stati svanisca per sempre''. 

Parole che hanno a loro volta innescato l'ira del premier Benyamin Netanyahu: "I commenti del segretario generale dell'Onu - ha detto - incoraggiano il terrorismo". Pronta la replica del portavoce di Ban: il segretario generale "ha chiaramente condannato la violenza e non l'ha incoraggiata in alcun modo". 

Un duro botta e risposta mentre sul terreno le violenze proseguono a ritmo quotidiano. Ieri in un cimitero di Gerusalemme è stata sepolta Shlomit Kriegman, una israeliana di 23 anni ferita in modo grave ieri nell'insediamento di Beit Horon, a nord di Gerusalemme, e deceduta oggi in un ospedale. I suoi due assalitori palestinesi erano stati uccisi lunedì sul posto da una guardia civile. 

La decisione di costruire nuovi alloggi in Cisgiordania ha avuto scarsa eco nei media israeliani. Ma ha destato attenzione internazionale perché giunge a pochi giorni dal tentativo di un gruppo di coloni (appoggiati dal Likud, il maggior partito di governo) di insediarsi a Hebron (Cisgiordania) in due edifici, asseritamente acquistati, ma ancora privi dei necessari permessi governativi; e dopo che il ministro della Difesa ha qualificato come terre demaniali un'ampia zona a sud della città cisgiordana di Gerico. 

E anche da qui c'è stata la dura reazione di Ban Ki-moon, che si è detto ‘'profondamente preoccupato'' per la nuova iniziativa israeliana, e ha anche espresso ansia per altri episodi, fra cui il lancio di razzi da Gaza verso Israele e la propaganda esasperata di alcuni media palestinesi che accompagna e secondo Israele alimenta l'intifada nei Territori. Ma in ogni caso - ha detto ancora Ban Ki-moon - ‘'è nella natura umana reagire alla occupazione''. 

Immediata la reazione del premier Netanyahu: "Non c'è giustificazione per il terrorismo. Gli assassini palestinesi - ha detto citato dai media - non vogliono costruire una nazione: vogliono distruggere una nazione e lo dicono apertamente. Non uccidono per la pace e non uccidono per i diritti umani". "L'Onu - ha concluso - ha perso da tempo la sua propria neutralità''. 

In serata la replica dal Palazzo di vetro: "La dichiarazione del segretario generale dell'Onu parla da sola", ha detto all'Ansa il portavoce Stephane Dujarric. 

Lunedì intanto due giovani palestinesi armati sono penetrati nella colonia di Beit Horon e hanno fatto irruzione in un emporio seminando il panico fra gli avventori. Prima di essere sopraffatti hanno ferito a morte la Kriegman e ferito alla testa anche un'altra donna. E' il terzo attentato condotto questo mese da palestinesi infiltratisi all'interno di colonie e dunque ieri Netanyahu ha ordinato all'esercito di accrescere le protezioni fisiche negli insediamenti. Un analogo appello è giunto dal leader della opposizione laburista, Isaac Herzog. ‘'Per proteggere vite umane, occorre dotare le colonie di reticolati elettrificati, che segnalino per tempo la presenza di infiltrati''. 

Ma fra i coloni questa politica viene respinta con sdegno. Come ha spiegato di recente una ideologa del movimento dei coloni, Daniela Weiss, ai coloni ripugna il concetto di vivere chiusi entro reticolati. ‘'Sarebbe come tornare in un ghetto'' ha esclamato. 

Il palinsesto di oggi