Dall'Italia

Il Family Day sarà un pienone

29-01-2016

 

ROMA. La macchina del Family Day 2016 è in piena attività e per gli organizzatori, domani al Circo Massimo, sono attese almeno un milione di persone. Si annuncia una piazza multireligiosa, animata dal laicato cattolico e autofinanziata dai cittadini che si organizzano con auto, treni e bus per raggiungere Roma e dire no al ddl Cirinnà sulle unioni civili. 

"Le adesioni e le partecipazioni sono veramente numerosissime, direi superiori rispetto alle aspettative", spiega Massimo Gandolfini, presidente del Comitato "Difendiamo i Nostri Figli" a Radio Vaticana. "Pensiamo di avere davvero una piazza gremitissima e soprattutto con gente di ogni tipo, di ogni estrazione. Per quanto riguarda l'associazionismo, credo che sarà rappresentato tutto", dice. "Non è una manifestazione contro le persone", rileva Gandolfini, mentre per il Comitato promotore della kermesse il rinvio del voto in Parlamento sul ddl può essere spiegato dal fatto che "gli uomini politici vorranno vedere se davvero questo Family Day è una grande manifestazione del comune sentire della gente o invece è un'adunata di qualche migliaia di persone".

Sulla partecipazione attesa a Roma, Gandolfini riferisce: "Penso, dai dati organizzativi che abbiamo, che, realmente, e quindi non con slogan mediatici, saremo un milione di persone". A parte la massiccia adesione spontanea, la partecipazione al Family Day misurerà i "sì" e i "no" sia nel campo dei movimenti cattolici che nello stesso episcopato, segnando le differenze tra chi approva l'uso della "piazza" per campagne di pressione sulla politica e chi invece ritiene che i tempi e le modalità necessarie anche per opporsi alla legge siano oggi diversi. 

Tra i grandi movimenti, ad esempio, Cl ufficialmente non sostiene la manifestazione, ma non mancheranno molti "ciellini" a titolo personale. Hanno preso le distanze anche i Focolari e le Acli ("Il clima da tifoseria che si è creato in questi giorni a ridosso del Family Day non fa certo bene alle vere priorità della famiglia", "non condividiamo la strumentalizzazione delle piazze", dicono le Acli, sottolineando "l'importanza di riconoscere le unioni civili, anche omosessuali" senza però equipararle al matrimonio), laddove molti altri gruppi e sigle sono attivissimi nella promozione dell'evento. 

Anche tra i vescovi le posizioni sono variegate e spicca, in questo momento, la decisione di comune accordo dei vertici Cei di non tenere la consueta conferenza stampa al termine dei lavori del Consiglio episcopale, chiusosi mercoledì. Si ribadisce, comunque, "compattezza", negando la spaccatura tra le due presunte anime, quella apparentemente più interventista del presidente Angelo Bagnasco (che comunque nella prolusione di lunedì scorso, dopo la mancata udienza del Papa, non ha neanche più nominato il Family Day) e quella più "fredda" del segretario generale Nunzio Galantino, in linea col Bergoglio refrattario ai "vescovi-pilota" che guidano la mano dei laici. 

"Non c'era nulla da ricompattare, sono i giornalisti che si devono ricompattare e non attribuire cose che non esistono", risponde Galantino, interpellato sull'esito del "parlamentino" Cei. Ed è una voce di peso come quella del cardinale di Milano Angelo Scola a dire che "scandalizzarsi perché dei cittadini manifestano è profondamente sbagliato". "Certo - ha aggiunto al portale della Diocesi a margine di un incontro pastorale a Seveso -, occorre poi distinguere qual è la responsabilità dell'episcopato rispetto a quella dei fedeli laici, ma di fronte alla manifestazione in programma sabato ci troviamo davanti a un dato di fatto positivo. Sono certo che dal raduno al Circo Massimo usciranno ragioni adeguate e l'apertura al confronto". 

Scola, come peraltro tutto l'episcopato, mette in guardia contro la stepchild adoption, grimaldello per giungere "massicciamente all'adozione" gay, "attraverso la pratica dell'utero in affitto". Ed è importante anche quanto dice sul "cattolicesimo politico", che "è finito (non è detto che sia un male), ma i cristiani devono giocarsi in questo ambito, portando il senso della comunanza e del bene di tutti, senza spirito di egemonia ma con autentico spirito di servizio".

 

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