La politica

Unioni civili. Domani al Senato il primo esame

01-02-2016

Ormai ci siamo. Domani, il ddl Cirinnà sulle unioni civili e le adozioni per le coppie omosessuali affronterà per la prima volta il voto dell'aula del Senato, e la tenuta della maggioranza sarà subito messa alla prova sulle pregiudiziali di costituzionalità e sulle richieste di rinvio del testo in commissione.

 

ROMA. Ormai ci siamo. Domani, il ddl Cirinnà sulle unioni civili e le adozioni per le coppie omosessuali affronterà per la prima volta il voto dell'aula del Senato, e la tenuta della maggioranza sarà subito messa alla prova sulle pregiudiziali di costituzionalità e sulle richieste di rinvio del testo in commissione. 

Il dibattito politico in queste ultime ore è sempre più animato, anche per l'invito a rivedere integralmente il provvedimento chiesto a gran voce dalla piazza del Family Day al Circo Massimo a Roma. 

La manifestazione di sabato ha riacceso il confronto all'interno della maggioranza. Alleanza Popolare chiede cambiamenti sostanziali, in particolare con lo stralcio dell'articolo 5 che istituisce le adozioni: "Siamo contrari alla equiparazione tra unioni civili e matrimonio perché sappiamo che sarebbe la strada che subito verrebbe seguita per consentire l'adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso. E ciò aprirebbe la strada all'utero in affitto", spiega il ministro dell'Interno Angelino Alfano. 

Ma il Pd, che su questo provvedimento ha dato libertà di coscienza ai propri parlamentari, sembrerebbe pronto a concedere soltanto piccole "modifiche purché - spiega il capogruppo dem al Senato Luigi Zanda - non stravolgano il testo" perché se qualcuno "vuole buttare la legge nel cestino, non è possibile" (e dello stesso avviso è anche Federico Fornaro, senatore della minoranza Pd). 

Su questo sottile terreno di mediazione si giocherà la partita a Palazzo Madama. In campo ci sono anche i verdiniani di Ala e i senatori M5S. 

Il gruppo vicino all'ormai ex consigliere di Silvio Berlusconi potrebbe consentire di arrivare all'approvazione del testo anche senza il voto dei cattolici del Pd purché i cinquestelle sostengano il ddl Cirinnà. Proprio i pentastellati, però, potrebbero riservare una brutta sorpresa al partito di Matteo Renzi. Il M5S non ha voluto commentare la manifestazione del Family Day per non scoprire le proprie carte. 

I parlamentari di Beppe Grillo, con poche eccezioni, sostengono apertamente le unioni civili e l'adozione per le coppie omosessuali, ma pretendono che non vi siano cambiamenti rispetto al testo attuale. Cambiamenti che la maggioranza dem potrebbe apportare nel tentativo di recuperare l'appoggio di Ap e dei 'Cattodem'. 

Il centrodestra, invece, sembra ricompattarsi proprio nella ferma opposizione al ddl Cirinnà. Seppur con qualche eccezione, sia Fi che Lega e Fdi voteranno contro il testo della senatrice Pd. Anzi, i parlamentari dei tre partiti rilanciano ed accusano Ap di non fare abbastanza per bloccare il provvedimento. 

L'eco della piazza di sabato al Circo Massimo è ancora forte. Massimo Gandolfini, organizzatore del Family Day, si rivolge proprio al premier. 

"Faccio appello alla coscienza cattolica di Renzi, che penso sia una persona intelligente, con un grande fiuto politico. Quel ddl va bloccato". 

Una risposta implicita arriva dal capogruppo alla Camera Ettore Rosato: "Grande rispetto per la piazza ma grande consapevolezza del ruolo del Parlamento. Faremo una buona legge, con il rispetto dei diritti di tutti",

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