Dall'Italia

Oggi a Roma il vertice anti Isis

02-02-2016

 

ROMA. Riparte da Roma l'offensiva diplomatica degli Stati Uniti per rafforzare la campagna anti-Isis. Il segretario di Stato americano John Kerry è arrivato nella capitale per incontrare domani alla Farnesina i rappresentanti dei 23 Paesi più impegnati nella lotta al sedicente Stato islamico. Un'occasione per trarre un bilancio delle attività dell'anno passato e per rafforzare e soprattutto accelerare lo sforzo collettivo, nella prospettiva di affrontare le tante sfide ancora aperte e con l'ipotesi, orami sempre più concreta, che si debba aprire un altro fronte in Libia. 

"A Roma e Londra questa settimana per importanti incontri sui progressi contro l'Isis e sulla risposta umanitaria alla crisi in Siria", ha twittato Kerry ieri mattina al suo arrivo a Ciampino. Quello nella capitale è il terzo vertice della coalizione in formato ‘small group' dopo le riunioni di Londra (22 gennaio 2015) e Parigi (2 giugno 2015). Una scelta, riferiscono fonti diplomatiche, che dimostra quanto l'Italia conti all'interno della coalizione internazionale e quanto sia significativo il contributo del nostro Paese in Iraq, con la leadership nell'addestramento delle forze di polizia locali, ma anche nella crisi siriana. 

Sul dossier Siria l'amministrazione Obama ha, in particolare, apprezzato gli sforzi diplomatici italiani nel riunire ad uno stesso tavolo paesi rivali come Arabia Saudita e Iran. L'Italia parla con tutti, spiegano fonti diplomatiche, e questo è un enorme vantaggio rispetto ad altri Paesi della coalizione come, ad esempio, la Francia. 

Sul ruolo di Roma nel contrasto al terrorismo proprio a Parigi ieri il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha mandato un messaggio chiaro. "L'Italia tiene non alta, ma altissima la guardia sul terrorismo. Conosciamo bene i rischi della minaccia dell'Isis e la situazione migratoria. L'Italia è consapevole del suo ruolo. Siamo fieri di ciò che facciamo", ha assicurato Pinotti rispondendo direttamente al ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, che ieri aveva messo in guardia sul "grande rischio" che miliziani dell'Isis si possano nascondere tra i migranti che viaggiano dalla Libia a Lampedusa. 

Anche di Libia si parlerà, naturalmente, al vertice di oggi dove per la Francia sarà presente il ministro degli Esteri Laurent Fabius. Nell'ottica dell'apertura di un nuovo fronte anti-Isis che veda i paesi europei impegnati in prima linea, Washington ha ribadito più volte di contare sull'esperienza e le capacità dell'Italia per gestire la crisi nel Paese nordafricano. 

Il governo italiano, da parte sua, si è sempre detto pronto ad assumere il ruolo di guida in un eventuale intervento militare, a condizione che sia richiesto da un governo riconosciuto. Intanto dalla Libia arriva la notizia che la notte scorsa "aerei militari non identificati" hanno compiuto raid "contro i bastioni dell'Isis" nelle periferie di Sirte, la ‘capitale' dello Stato islamico nel Paese. 

Una circostanza questa che avvalora l'ipotesi che sul territorio libico siano già cominciati raid di paesi occidentali. Come quella dello scorso 10 gennaio, quando "aerei non identificati" avevano colpito postazioni dell'Isis fra Sirte e l'aviazione libica aveva smentito di essere entrata in azione. 

Il vertice di oggi, sottolineano fonti diplomatiche, sarà anche l'occasione per ribadire il pieno sostegno ai negoziati indiretti tra regime e opposizioni che hanno preso il via con fatica a Ginevra, grazie al lavoro dell'inviato speciale dell'Onu Staffan de Mistura. Un'"opportunità reale" di risolvere la crisi, per il segretario di stato americano Kerry, anche se "la strada resta "impegnativa" e "il successo non è assicurato". 

 

 

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