Economia

Draghi grida al complotto

05-02-2016

 

ROMA. Esistono diverse forze nell'economia mondiale che frenano la risalita dell'inflazione ma la Banca Centrale Europea non si arrenderà davanti a questo scenario ed è pronta ad agire. 

Il messaggio netto e chiaro arriva dal numero uno dell'Eurotower, Mario Draghi. "Ci sono forze nell'economia globale di oggi che cospirano per tenere bassa l'inflazione. Queste forze potrebbero far si che l'inflazione ritorni più lentamente verso il nostro obiettivo. Ma non vi è alcuna ragione per cui esse dovrebbero portare ad una inflazione più bassa in modo permanente", afferma il presidente Bce durante un evento nella sede della Bundesbank a Francoforte in cui partecipa anche il falco Jens Weidmann, presidente della Banca Centrale tedesca e da sempre contrario alla politica monetaria accomodante di Draghi. 

Le forze nell'economia globale che potrebbero mantenere bassa l'inflazione non sono permanenti, rassicura Draghi, citando ad esempio i cambiamenti demografici, l'invecchiamento della popolazione, l'andamento delle materie prime a lungo termine e l'evoluzione tecnologica, soprattutto il commercio elettronico che spinge la concorrenza, abbassando i prezzi. 

Infine il terzo elemento è la globalizzazione la quale impedisce ai paesi sviluppati di importare la disinflazione dall'esterno. Ognuno di questi cambiamenti ha un impatto che "non può essere negato" ma "niente suggerisce che i loro effetti siano permanenti", spiega l'ex governatore di Bankitalia. Comunque "i rischi" che potrebbero scaturire "dall'agire troppo tardi superano i rischi" che potrebbero arrivare "dall'agire troppo presto", sottolinea il presidente della Bce, rinforzando quindi l'ipotesi di nuovi interventi straordinari già a marzo, come un aumento degli acquisti di titoli ed un ulteriore taglio del tasso sui depositi bancari, fermo a -0,30%, per spingere al rialzo l'inflazione. Al momento l'inflazione nell'Eurozona è allo 0,4% e dunque ben lontano dall'obiettivo Bce di tenerla sotto ma prossima al 2%. La prospettiva di una revisione della politica monetaria il mese prossimo viene ribadita anche nel bollettino economico della stessa Bce, diffuso mentre Draghi teneva il suo discorso. 

"Con l'inizio del nuovo anno i rischi verso il basso sono di nuovo aumentati in presenza di maggiore incertezza riguardo alle prospettive di crescita delle economie emergenti, volatilità nei mercati finanziari e delle materie prime e rischi geopolitici" e quindi "sarà necessario riesaminare ed eventualmente riconsiderare la politica monetaria nella prossima riunione di marzo", recita il testo in cui si sottolinea come "la crescita globale resti modesta e disomogenea", infatti mentre "l'economia si espande ad un ritmo solido nei Paesi avanzati, negli emergenti resta debole e più diversificata". 

In questo contesto, i tassi d'interesse di riferimento della Bce resteranno "sui livelli attuali o inferiori per un periodo prolungato di tempo", conclude il bollettino.

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