La politica

Mattarella difende le riforme

12-02-2016

Le riforme in corso in Italia aiuteranno la crescita del Paese, l'efficienza delle istituzioni e la velocità delle decisioni del Governo. New York, Columbia University. Nell'ultima giornata nella Grande mela ("Today I'm a newyorker", ha detto dopo aver visitato Ground Zero) Sergio Mattarella parla agli studenti americani di Italia e di leadership politica richiamando a non perdere mai di vista un concetto elementare: la leadership deve "corrispondere alle sfide della realtà", dispiegarsi per il bene, il progresso materiale ed etico dei cittadini.

 

NEW YORK. Le riforme in corso in Italia aiuteranno la crescita del Paese, l'efficienza delle istituzioni e la velocità delle decisioni del Governo. New York, Columbia University. Nell'ultima giornata nella Grande mela ("Today I'm a newyorker", ha detto dopo aver visitato Ground Zero) Sergio Mattarella parla agli studenti americani di Italia e di leadership politica richiamando a non perdere mai di vista un concetto elementare: la leadership deve "corrispondere alle sfide della realtà", dispiegarsi per il bene, il progresso materiale ed etico dei cittadini. 

Ma soprattutto si è trovato a dover difendere il Parlamento italiano che anche oltreoceano non gode di ottima stampa e paga gli scandali del passato. "Cosa pensa di un Parlamento con molti indagati?", gli chiede a sorpresa uno studente con radici italiane in un botta e risposta alla Columbia. Beh, non esageriamo, replica subito il presidente della Repubblica. "Preciso un piccolo particolare: non mi risulta che "molti" parlamentari siano indagati. Ce ne sono solo alcuni, sono delle eccezioni", spiega con calma all'attenta platea che sembra molto interessa a capire se l'Italia sta veramente cambiando. 

E il capo dello Stato fa il suo meglio snocciolando le tante cose fatte negli ultimi mesi cercando di infondere un po' di ottimismo anche se in Italia la borsa di Milano crolla e lo spread sale pericolosamente. 

Per questo il presidente, sempre rispondendo a una domanda sul fatto che l'attuale Parlamento sia stato eletto da una legge elettorale dichiarata poi incostituzionale, rimette le vesti di giudice della Consulta per spiegare anche negli Usa la legittimità delle Camere: "E' vero che il Parlamento è stato eletto attraverso una legge elettorale (Porcellum) poi dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale. Naturalmente abbiamo scritto (all'epoca Mattarella era giudice della Consulta) che la pronuncia non inficiava la legislatura in corso, come si fa sempre, ma valeva per il futuro". 

Ma di una cosa il presidente sembra certo: la modifica del bicameralismo paritario andava fatta. "La riforma del Senato influirà su efficienza e velocità delle decisioni" del Governo e "sulla capacita di governare i problemi quando nascono e non dopo". La velocità del mondo globalizzato non permette più garanzie farraginose ma velocità e leadership ancorata a scelte reali, lontana da promesse e demagogia. 

E proprio su questo concetto Mattarella ha svolto il suo lungo intervento alla Columbia, la tappa forse più complessa di questa sua vista negli Stati Uniti che oggi lo porterà a Houston per una più rilassante visita al centro spaziale della Nasa. Leadership "anche solitaria" e frutto di deleghe sempre più ampie da parte dei cittadini che deve sempre saper guardare all'uomo e ai suoi diritti. Soprattutto in Europa dove, secondo il capo dello Stato, si sta perdendo l'essenza stessa della civiltà europea alzando "muri e fili spinati". 

"Occorrerà - ha detto con chiarezza Mattarella - una dose ancor maggiore di leadership, da parte dei Capi di Stato e di Governo europei, per passare da soluzioni emergenziali a provvedimenti strutturali, di lungo periodo, che riescano a rispondere efficacemente a questa crisi, assorbendo, con lungimiranza, possibili effetti destabilizzanti che il fenomeno migratorio porta inevitabilmente con sé". 

Non serve a nulla quindi "deviare il traffico" dei migranti da un Paese all'altro dell'Europa. Anzi questa soluzione mortifica e compromette il futuro stesso dell'Unione che può davvero "assorbire" i flussi odierni, visto che "Paesi economicamente più deboli, come il Libano, fanno ben di più". 

Ecco, alla "barbarie" dell'Isis che nega "ogni Stato di diritto" va contrapposto l'occidente dei diritti. Un'Europa che sappia superare il primo dei problemi del mondo, il terrorismo fondamentalista, tenendo in piedi "i nostri valori, fine ultimo della nostra azione". Sempre e comunque senza mai cadere nel loro gioco oscurantista. 

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