La politica

Ue. L'Italia resta sotto osservazione

24-02-2016

BRUXELLES. L'Italia resta 'sotto osservazione' a causa dei suoi squilibri macroeconomici 'importanti'. Ma Bruxelles riconosce che sono stati fatti sostanziali progressi in diversi settori e incoraggia le autorità ad andare avanti su questa strada. Anche perchè il costo del debito, come tutti sanno, resta molto elevato e c'è ancora tanto da fare per rilanciare la produttività e combattere evasione e corruzione. 

E' questo, in estrema sintesi, il giudizio che la Commissione europea, a quanto si è appreso, si avvia a dare sulla situazione italiana nel rapporto annuale sugli squilibri macroeconomici di 26 Paesi Ue - tutti tranne Grecia e Cipro, ancora oggetto di programmi di assistenza finanziaria - che oggi sarà sul tavolo dell'esecutivo Ue. 

Una valutazione, quella sull'Italia, che secondo fonti europee è caratterizzata da toni "abbastanza positivi" e che comunque esclude il rischio di una procedura per squilibri eccessivi, cosa che invece al momento sarebbe prevista per un altro membro dell'Unione, cosa mai accaduta prima. Sarà forse per questo o per le 'pagelle' ben peggiori destinate ad altri partner che Bruxelles ha deciso all'ultimo minuto di far slittare l'approvazione del rapporto, prevista per domani, all'8 marzo. 

In un momento così delicato, "il presidente Juncker vuole adottare il documento avendo il sostegno politico di tutti i commissari", hanno sottolineato fonti europee per le quali non è l'Italia il Paese con la situazione più complicata. Di certo, al momento, c'è che insieme all'Italia, nella categoria dei 'sorvegliati per squilibri importanti', ci sono anche la Francia, il Portogallo e la Bulgaria. E che la Germania - e probabilmente anche l'Olanda - sono tra coloro per i quali vengono comunque segnalati squilibri da correggere dovuti alle rispettive eccedenze nei saldi delle partite correnti. Gli europei "devono capire", anche a costo di litigare per i prossimi mesi, "che l'Italia non è il problema dell'Europa ma in questi momenti di difficoltà è l'unica che sta tenendo la barra dritta sull'immigrazione e anche sull'economia, per più crescita e meno discussioni sull'austerity e sui vincoli", ha osservato dal canto suo il premier Matteo Renzi.  Il primo ministro italiano avrà modo di confrontarsi con Juncker venerdì prossimo a Roma, quando ci sarà l'occasione per parlare anche delle proposte avanzate dal governo nel 'position paper' che ieri Bruxelles ha evitato di commentare ritenendolo un esercizio "molto prematuro", visto che le carte "sono state ricevute solo lunedì pomeriggio". 

Secondo le indiscrezioni raccolte, il rapporto sull'Italia mette comunque in evidenza i progressi fatti grazie anche alle riforme nel mercato del lavoro, nel settore della Pa, nell'istruzione e, da ultimo, in quello bancario. Ma anche i soliti punti deboli, primo tra tutti il livello del debito pubblico e il costo molto alto degli interessi che bisogna pagare per questo. 

Ricordando poi la necessità di intervenire per rilanciare produttività e competitività nonchè combattere l'evasione fiscale e la corruzione. Tutti elementi, secondo l'anticipazione della bozza del rapporto pubblicata ieri su 'La Stampa', che continuano a essere "fonte di vulnerabilità" per l'economia italiana e non solo.

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