Dall'Italia

Omicidio Rosboch, spunta una donna

26-02-2016

 

 

TORINO. Spunta un nuovo indagato nell' inchiesta per la truffa da 187mila euro ai danni di Gloria Rosboch, l'insegnante di Castellamonte (Torino) uccisa lo scorso 13 gennaio e poi gettata nella vasca di una ex discarica, dove è stata ritrovata venerdì scorso. 

Si tratterebbe della donna, un' italiana di 30 anni residente nel Canavese, che, fingendosi impiegata di banca, telefonò alla donna per convincerla della validità dell'investimento che le aveva proposto Gabriele Defilippi, l'ex allievo in carcere per il suo omicidio. 

La nuova indagata, assistita dall'avvocato Ferdinando Ferrero, è stata interrogata due volte in due giorni: ieri dai carabinieri, oggi in procura a Ivrea. È indagata a piede libero nel procedimento penale per la maxi truffa, mentre non è coinvolta nell'inchiesta per l'omicidio. 

L'esistenza della presunta complice smaschera l'ennesima bugia di Defilippi, che al suo legale, l'avvocato Pierfranco Bertolino, ha riferito - ma senza essere stati trovati riscontri - di avere tentato il suicidio nel carcere di Torino, dove è rinchiuso nel repartino psichiatrico guardato a vista dalla polizia penitenziaria. 

Il giovane, numerosi profili su Facebook e la passione per i travestimenti, davanti al gip Marianna Tiseo aveva negato l'esistenza della telefonista. "Quella chiamata - sostenne - l'ho fatta io falsando la voce. È stato Roberto Obert (il suo complice-amante arrestato anche lui per l'omicidio con la madre del ragazzo, Caterina Abbattista - ndr) a dirmi che bisognava rendere credibile la questione...". 

Si cercano ancora, intanto, i soldi della truffa. Accertato che non si trovano nella cassetta di sicurezza di Obert come aveva raccontato Defilippi, tra le ipotesi investigative che si stanno facendo largo c'è quella che il giovane li abbia spesi tutti al casinò. Per questa ragione i carabinieri stanno effettuando accertamenti nelle sale da gioco del nord Italia e della Costa Azzurra. Alcuni testimoni hanno infatti riferito di avere visto Defilippi giocare anche mille euro a puntata. 

Ed è mistero anche per una pistola e alcune banconote con la scritta fac-simile. L'arma sarebbe stata consegnata da Defilippi a Obert, che nel corso degli interrogatori ha sostenuto di averla sotterrata in un bosco a Rocca Canavese. 

"Era una semiautomatica, i proiettili erano simili a quelli in uso alle forze di polizia. Gabriele me l'aveva fatta vedere per vantarsi, poi me la consegnò il 14 gennaio", ovvero il giorno dopo l'omicidio dell'insegnante di Castellamonte. 

In quell'incontro, oltre alla pistola, Defilippi consegnò a Obert anche "una busta - ha sostenuto - piena di banconote false. Le ho bruciate". Pistola e soldi finti rimandano ad un altro omicidio avvenuto nel Canavese, quello di Pierpaolo Pomatto, pregiudicato di 66 anni giustiziato lo scorso 19 gennaio con un colpo di pistola - arma mai ritrovata - e abbandonato in mezzo a banconote fac-simile. Per questo delitto lo scorso 15 febbraio è stato arrestato un pregiudicato di 55 anni. Al momento l'ipotesi di un collegamento tra l'omicidio e il caso Rosboch non trova però alcun riscontro investigativo.

 

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