Dal Mondo

Siria. Assad promette l'amnistia

02-03-2016

 

BEIRUT.  La tregua in Siria sembra reggere nelle aree interessate, tanto che il presidente Bashar al Assad, sostenuto da Russia e Iran, apre agli insorti che intendono arrendersi, affermando di essere pronto a concedere loro un'amnistia. Da Israele però il ministro della difesa Moshe Yaalon accusa Damasco di aver fatto uso di armi chimiche contro aree fuori dal controllo del governo anche nei giorni successivi all'entrata in vigore della sospensione delle ostilità. 

E dalle zone controllate dall'Isis giunge la notizia di una nuova esecuzione, quella di otto cittadini olandesi arruolatisi nelle file dello Stato Islamico e puniti per aver cercato di disertare. "I siriani - ha detto Yaalon - hanno adoperato armi chimiche militari e di recente materiali come la clorina, contro i civili. Anche in questi giorni, dopo il supposto cessate il fuoco". 

L'affermazione del ministro israeliano non ha per ora trovato conferme da altre fonti. Medici Senza Frontiere (Msf), presente in Siria e che in passato, e anche di recente, aveva denunciato bombardamenti aerei russi o governativi siriani su ospedali, afferma di aver rilevato una "significativa diminuzione" dei raid aerei in Siria dall'inizio del cessate il fuoco, lo scorso 27 febbraio. Msf si dice pronta a fornire più aiuti nelle zone più colpite, ma prima vuole verificare se la tregua resisterà, ha detto la presidente Joanne Liu, aggiungendo di non aver notato movimenti di civili negli ultimi giorni, rispetto alle migliaia di persone fuggite nell'ultimo mese. 

Sul fronte diplomatico, l'ufficio dell'inviato speciale Onu per la Siria Staffan De Mistura ha informato che il 9 marzo governo e opposizioni siriane saranno convocate a Ginevra per un nuovo tentativo di avviare colloqui indiretti. Assad ha ribadito che intende rispettare la tregua in corso per altri dieci giorni. "Faremo la nostra parte perché il tutto funzioni", ha detto ai media. E agli insorti ha offerto un'amnistia "senza limiti". "Depongano semplicemente le armi e potranno tornare a una vita normale", ha detto usando la stessa espressione contenuta nei volantini che vengono sganciati dagli aerei militari sulle località controllate dagli insorti. Qui si distingue tra "terroristi che saranno annientati" e "chi intende tornare tra le braccia della Patria", ovvero arrendersi. 

Sul terreno le violenze non si sono fermate, ma il numero di morti, secondo l'Osservatorio per i diritti umani in Siria, è diminuito di più di due terzi rispetto al periodo precedente all'inizio della tregua. Violazioni minori si sono registrate in tutti gli scenari di guerra tra governo e opposizioni armate, mentre le battaglie sono proseguite intense nelle aree fuori dalla tregua, quelle controllate in parte dall'Isis e dall'ala siriana di al Qaida, la Jabhat an Nusra. 

La notizia dell'esecuzione degli otto jihadisti olandesi, avvenuta il 26 febbraio a Madan, è giunta dal gruppo di attivisti 'Raqqa is being slaughtered silently'. Gli otto facevano parte di un gruppo di 75 olandesi, molti di origine marocchina, reclutati dall'Isis. Da segnalare anche il ferimento lieve di alcuni di 33 giornalisti stranieri - russi, cinesi, bulgari, francesi e canadesi - che accompagnati da militari russi nel nord-ovest del Paese sono stati coinvolti nel lancio di colpi di mortaio. Mosca ha accusato miliziani della regione siriana di Idlib, mentre Damasco ha puntato il dito contro l'artiglieria di Ankara. 

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