La politica

Renzi: "L'Italia si sta sbloccando"

03-03-2016

 

POMEZIA (Roma). Dopo 18 anni di lavoro la "Nuvola" di Massimiliano Fuksas, a Roma, sarà inaugurata quest'anno. Matteo Renzi, in visita al cantiere dell'Eur insieme all'archistar, annuncia la fine dell'opera e vede la prova, insieme ai dati economici, che "l'Italia si sta sbloccando". 

Se a dare una mano per concludere le "incompiute" il premier annuncia per oggi in cdm il codice degli appalti, su un altro fronte, quello della ricerca scientifica, arriverà presto un piano da 2,5 miliardi che darà una mano a centri di eccellenza, come il "science park" Irbm visitato a Pomezia. Giornata romana per il presidente del Consiglio, impegnato in queste settimane in un tour delle aziende-modello italiane che dimostrano come "l'Italia, quando si rimette in moto, è tra i grandi leader mondiali". La Nuvola di Fuksas è per il premier, chiusa la conflittuale stagione Marino, "il segnale della ripartenza di Roma e non solo" perchè "dopo gli annunci del passato diventerà operativa e sarà una straordinaria attrazione". 

Ma è soprattutto in visita a due aziende a Pomezia che il presidente del consiglio trova la conferma della bontà delle politiche del governo. All'Ads, impresa di sistemi Itc, 500 persone sono state assunte nel 2015 con il jobs act. E per Renzi un'impresa, passata negli anni da 30 persone a 1700, prova che "l'innovazione può prendere residenza in Italia". 

Certo per farcela "bisogna avere il coltello tra i denti", è l'espressione che il premier prende in prestito dal presidente di Irbm Pietro Di Lorenzo per confermare anche la sua fame di farcela. 

Nei laboratori dell'azienda farmaceutica è stato isolato il virus dell'Ebola e ora viene prodotto il vaccino. Di Lorenzo racconta che ora, quando va a Bruxelles, "abbiamo recuperato l'orgoglio di essere italiani". E Renzi non può che annuire vista la sua battaglia contro quello che considera un complesso psicologico dell'Italia di sentirsi l'ultima della classe. E per aiutare la ricerca il presidente del Consiglio annuncia "nelle prossime settimane" un piano di 2,5 miliardi. 

Il premier si mostra concentrato sugli obiettivi più che sulle polemiche politiche sia dentro il Pd sia con gli avversari. 

"Provate a chiedergli quante volte il sindaco di Pomezia è venuto in visita?", lo stuzzica Chicco Testa, nel cda di Ads, alludendo al primo cittadino grillino di Pomezia. 

"Ma no, lasciamo stare la polemica", taglia corto il premier. "Il mio non è un contro-racconto, una contro-narrazione per non parlare di quello che non va - assicura - vorrei si parlasse dell'Italia che riesce a tirare fuori cose straordinarie, di un paese che è laboratorio e non solo museo". Certo, ammette, "c'è ancora molto da fare, serve una sfida gigantesca alla burocrazia, alla legalità, alla trasparenza, all'onestà ma il paese ha le caratteristiche per immaginare futuro".

 

 

Tasse. Padoan promette tagli ma "sostenibili"

 

ROMA. Il taglio delle tasse ci sarà nel 2017 e dovrà essere "credibile e sostenibile". Riparte il dibattito sulla sforbiciata al fisco alimentato anche dall'andamento migliore delle aspettative dei dati sulla crescita (+0,8% nel 2015) che fanno ben sperare per l'anno in corso. Al momento però, nonostante le voci di un anticipo, il timing resterebbe immutato: quest'anno, con la Legge di Stabilità si procederebbe al taglio per le aziende, l'Ires, e ad ulteriori alleggerimenti sul costo del lavoro (decontribuzione) ma probabilmente senza interventi sul cuneo fiscale. 

Poi nel 2017 si inizierebbe ad ‘intaccare' l'Irpef. Ma come è ancora tutto da decidere anche perchè qualunque intervento del genere andrebbe ben calibrato sulla platea per evitare che l'alleggerimento raggiunga tutti indistintamente. 

"Il taglio delle tasse - spiega il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ospite a Radio Anch'io - è uno dei segni distintivi della strategia economica del governo che continuerà, ma come ho sempre detto dall'inizio, devono essere credibili e sostenibili, altrimenti non danno il segnale che si abbattono definitivamente''. Ci sono ‘'già tagli per il 2017. Aggiungo che nel taglio di tasse va ricompresa l'eliminazione delle clausole di salvaguardia''. 

Cioè il ‘peso' dell'intervento va calcolato al ‘netto' dell'eliminazione delle clausole (circa 15 miliardi su Iva e accise) e non potrà quindi certo essere di dimensioni notevolissime. Resta però pur sempre da sondare la Commissione Ue sui margini di flessibilità sui quali l'Italia potrà contare ora che anche con il presidente della commissione Ue, Jean Claude Juncker, l'atmosfera sembra meno ‘tesa'. 

Questo anche se il Belpaese ha a che fare ancora con la palla al piede di un debito pubblico ‘monstre' (nel 2015 al 132,6% del Pil, il massimo dal 1995 ma sotto le stime del Def) e, come nel resto di Eurolandia, con il riaffacciarsi della deflazione. Una situazione ancora sotto controllo tanto che il membro del comitato esecutivo della Bce, Benoit Coeuré avverte: "in molti Paesi dell'Eurozona gli alti livelli di debito non lasciano spazio a margini di manovra di bilancio". Sul fronte del costo del lavoro interviene il ministro Giuliano Poletti per spiegare intanto che "stabilizzeremo la situazione di fatto, per cui i contratti a tempo indeterminato continueranno a costare meno". 

Continuerà quindi ad essere più conveniente assumere a tempo indeterminato ma ancora non si vede un intervento sul cuneo fiscale che potrebbe anche lasciare più soldi nelle buste paga dei lavoratori: "non è detto, noi dobbiamo guardare ad una batteria di situazioni, che fanno riferimento al tema fiscale, a quello previdenziale". Adesso, aggiunge, "non siamo nelle condizioni di fare una proposta". Quindi, la questione di come rendere permanente la riduzione del costo del lavoro stabile "si innescherà" dopo il 2017, ovvero a termine della misura oggi prevista sugli sgravi. E mentre i sindacati fanno pressing e l'opposizione protesta dal Regno Unito arriva una buona notizia:  il taglio alle fascio di reddito più alte nel Regno Unito ha portato 8 miliardi di sterline (10 miliardi di euro) nelle casse dello Stato.

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