Il fatto

Festa della Donna. Mattarella: " bisogna combattere l'indifferenza"

09-03-2016

 

ROMA. Arriva l'8 marzo e come ogni anno si discute se sia una festa o la celebrazione di un fallimento. Guardandola dal punto di vista economico, non c'è da stare allegri: stando ai calcoli dell'Ocse la disparità di genere costa ogni anno 12 mila miliardi di dollari. Sul versante drammatico della violenza di genere, non siamo a buon punto né a livello mondiale (proprio ieri la notizia dell'ennesimo stupro con omicidio di una ragazzina in India) né in Italia, come ha ricordato ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "La violenza sulle donne è ancora una piaga della nostra società, che si ritiene moderna, e va contrastata con tutte le energie di cui disponiamo e con la severità di cui siamo capaci, senza mai cedere all'egoismo dell'indifferenza". 

Anche la terza carica dello Stato, la presidente della Camera Laura Boldrini, ha puntato ieri i riflettori su questo aspetto e ha posto a mezz'asta la bandiera italiana e quella europea su palazzo Montecitorio, "in segno di lutto per tutte le donne uccise dagli uomini che avrebbero dovuto amarle" ha spiegato. Per fortuna, ha ricordato il ministro dell'Interno Angelino Alfano, i reati con vittime di sesso femminile sono in diminuzione, anche se "non bisogna abbassare la guardia". 

Ma qualcosa da festeggiare c'è davvero quest'anno, ed è il settantesimo anniversario del voto alle donne, diritto che in Italia è stato esercitato per la prima volta nel marzo 1946. A ricordarlo ieri è stato il presidente del Senato, Pietro Grasso, che dal suo account Twitter ha inviato un messaggio alle italiane: "70 anni dopo la #festadelladonna ci ricorda la strada percorsa e quella ancora da fare". Come ha sottolineato il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, nel corso della cerimonia al Quirinale, a 70 anni dalla conquista del voto per le donne "la parità tra uomini e donne non può più essere una conquista, ma nelle nostre coscienze deve essere una nuova responsabilità individuale e collettiva". Proprio ieri l'aula della Camera ha approvato alcune mozioni che impegnano il Governo a promuovere nel 2016 iniziative per ricordare le figure delle 21 donne costituenti. Le cifre in questa ricorrenza si sprecano. Oltre al dato Ocse - che indica in circa 12 mila miliardi di dollari, il 16% de Pil mondiale, l'impatto "sostanziale" sull'economia globale della disparità di genere - è interessante quello sulle donne che occupano posizioni manageriali, che nelle aziende italiane sono il 29% e risultano in lieve (+3%) aumento rispetto all'anno precedente. Un dato che colloca il nostro Paese in buona posizione (decimo posto) nella classifica mondiale, bilanciato però da quello negativo sulle donne amministratore delegato, che se nel 2015 erano il 14% e ora sono scese all'11%. 

Buone notizie anche dal fronte della giustizia, dove a quanto pare le quote "rosa" sono in aumento: come ha reso noto il ministro della giustizia Andrea Orlando, il 51% dei magistrati ordinari è costituito da donne. Le donne magistrato ordinario sono 4.728, a queste si aggiungono 4.445 magistrate onorarie, pari al 60% delle toghe onorarie, e 22.107 dipendenti donne nell'organizzazione giudiziaria (63%). 

Infine, un'altra buona nuova l'ha data ieri il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: dal 12 marzo entra in vigore la nuova normativa contro le cosiddette dimissioni in bianco, quelle che venivano fatte firmare alle lavoratrici al momento dell'assunzione e che il datore di lavoro tirava fuori dal cassetto quando la donna comunicava di aspettare un bimbo.

 

 

Orrore in India

Stuprata e poi bruciata viva

 

Di Maria Grazia Coggiola

 

NEW DELHI. La violenza sulle donne in India non si ferma nemmeno nella giornata dell'8 marzo e neppure di fronte alla condanna delle più alte cariche dello Stato. Una ragazza di 15 anni sta lottando tra la vita e la morte in un ospedale di New Delhi dopo essere stata stuprata e bruciata viva da un innamorato respinto. Il caso riapre una piaga che non si è mai rimarginata dopo la morte di Jyoti Singh, la studentessa nota come "Nirbhaya", orrendamente stuprata da un "branco" su un autobus della capitale nel dicembre 2012. Da allora sono state inasprite le pene per gli stupratori killer, ci sono più misure di sicurezza nelle città per le "single" e molte più vittime hanno il coraggio di denunciare i loro aguzzini. 

Ma la catena degli orrori contro donne e bambine invece di spezzarsi, si allunga sempre di più ogni giorno. Secondo le statistiche, nel gigante asiatico popolato da 1,2 miliardi di persone, si registra uno stupro ogni mezzora. A New Delhi, che ha il triste primato nazionale degli abusi sessuali, ogni giorno sei donne sono violentate e 15 subiscono molestie, secondo dati del 2015. 

La ragazza è stata trovata dai genitori in fin di vita nella notte tra domenica e lunedì sul tetto della loro abitazione nel villaggio di Tigri, a Noida, uno dei poli informatici di New Delhi. Ha riportato ustioni su oltre 90% del corpo, eccetto che sul viso e collo. I medici non sono per ora in grado di confermare se è avvenuta una violenza sessuale, a causa delle sue condizioni critiche. Secondo la denuncia della famiglia, l'assalitore sarebbe un vicino di casa che la corteggiava da tempo e che si era intrufolato nell'abitazione mentre i genitori e la vittima dormivano, in camere separate. Avrebbe quindi convinto l'amica a salire sulla terrazza, dove l'ha violentata. Poi le ha cosparso i vestiti di benzina e le ha dato fuoco. Il giovane è fuggito subito, ma è stato arrestato poche ore dopo dalla polizia, in seguito alla denuncia e ad alcune prove, tra cui anche alcune ferite sulle sue mani, delle ustioni. I genitori della vittima hanno anche detto che il ragazzo l'ha colpita alla testa prima di scappare. 

Quando il padre e la madre sono saliti sulla terrazza, attirati dalle urla, la poveretta era già in condizioni critiche. La polizia ha registrato una denuncia per stupro, tentato omicidio, assalto e violazione proprietà privata. 

Parlando con il Times of India, la madre del giovane arrestato ha detto che suo figlio "è minorenne in quanto nato ad agosto 2001" e "che aveva una relazione con la ragazza da un anno". Ma la polizia, in attesa di accertamenti, lo ha per ora considerato come adulto. 

Sul tema delle violenze è intervenuto ieri a New Dehi il presidente della Repubblica Pranab Mukherjee. "E' intollerabile - ha detto - che ancora al giorno d'oggi e nella nostra epoca donne siano esposte a violenze brutali e selvagge per il solo fatto di essere donne". Il capo dello Stato ha consegnato a New Delhi i premi "Nari Shakti Puruskar" per il 2015 in occasione della Giornata internazionale delle Donne. 

Alludendo ai molteplici casi di stupro che regolarmente avvengono in India, Mukherjee ha aggiunto che "la violenza, o la paura della violenza, riduce la libertà e lo sviluppo di tutti, particolarmente delle donne e dei bambini. Ma soprattutto, sminuisce la nostra società quando permette simili trattamenti inumani nei confronti delle sue donne, piuttosto che garantirne la sicurezza e l'eguaglianza dei diritti".

 

 

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