Analisi e commenti

Spunta il dubbio: il Donald "talpa' dei democratici?

Di Dom Serafini

22-03-2016

 

Visto che non si sa più cosa pensare del fenomeno (Donald) Trump, le teorie sulla sua imprevedibile ed inaspettata ascesa sono innumerevoli. Una teoria piuttosto interessante è quella che vede Trump, candidato repubblicano alle presidenziali americane, convinto a lanciarsi nell'arena politica per sgretolare il Partito Repubblicano. 

A lanciare la sfida è stata la rete Tv inglese Bbc lo scorso dicembre (poi ripresa dal quotidiano "Miami Herald"), che si è chiesta: "Could Donald Trump be a secret double-agent, sent by Democrats to destroy their party from within?" (Donald Trump potrebbe essere un agente doppiogiochista inviato dai democratici per distruggere il Partito Repubblicano dall'interno?). Poi un critico con il senso dell'umorismo lo ha definito "Agente arancione" per via della sua tintarella ottenuta con creme abbronzanti.

A pensarci bene, nell'ultimo decennio i politici repubblicani ne hanno combinate di tutti i colori, tanto da aizzarsi addosso le ire degli stessi elettori repubblicani.

Le critiche partono dalla guerra irachena di Cheney-Bush (costata agli Usa 1.700 miliardi di dollari), la perdita degli elettori latini, neri ed asiatici per colpa di un'ideologia non inclusiva; la perdita degli elettori anziani a cui i repubblicani vorrebbero tagliare la pensione; l'immagine di un Congresso controllato dai repubblicani incapaci di farlo funzionare; il giogo che l'ultra-conservatore Tea Party ha sul Partito Repubblicano e l'inabilità di comunicare con la maggioranza dei cittadini. 

Per questi motivi, oggi gli elettori repubblicani preferiscono un "outsider" (60%) come candidato alle presidenziali, piuttosto che un "insider" (30%) e Trump sfrutta questo desiderio. 

Fino al 2011 Trump ha donato più soldi ai democratici (581.000 dollari) che ai repubblicani (497.000 dollari), oltre a 200.000 dollari dati alla fondazione di Hillary Clinton. 

Il programma elettorale di Trump (fuori dalle iperboli) si avvicina molto a quello del candidato presidenziale socialista, Bernie Sanders che, come Trump, è sempre stato contro la Guerra in Iraq, propone investimenti per le infrastrutture, vuole imporre regole per Wall Street e limitare gli accordi con altri Paesi che vanno a sfavore dei lavoratori americani. 

Inoltre, Trump non rappresenta l'ideologia repubblicana, non essendo religioso, è stato sposato per tre volte e si è vantato delle sue scappatelle extra-matrimoniali. A livello politico, Trump è stato prima un simpatizzante repubblicano, poi è passato ai democratici (addirittura appoggiando l'aborto: un sacrilegio per i repubblicani conservatori) per quindi diventare un repubblicano populista. 

É però possibile che l'etichetta di democratico nascosto sia stata creata dai repubblicani per screditarlo, visto che non sanno più che pesci pigliare, L'etichetta ha avuto l'effetto di spingere Trump ad affermazioni filo-fasciste che lo hanno rafforzato sia presso gli elettori repubblicani che addirittura presso quelli democratici. Infatti, un sondaggio del  quotidiano inglese "The Guardian" ha rivelato che gli elettori di Sanders finirebbero per votare piú per Trump che per Hillary.  

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