Dall'Italia

Bus Catalogna. Genova dà l'addio a Francesca

24-03-2016

 

TORTOSA. Anche per i genitori di Elena, Elisa, Lucrezia e Valentina si conclude l'incubo di Tortosa: tre giornate orribili in terra straniera lontano dal calore di parenti e amici, solo accanto al piccolo obitorio dove si trovavano i corpi senza vita delle loro ragazze. 

L'aereo dell'Aeronautica militare che martedì notte ha riportato in Italia le salme di Elena Saracino, Francesca Bonello ed Elisa Scarascia Mugnozza, con i loro genitori, oggi torna in Catalogna per portare a casa anche Elena Maestrini, Elisa Valent, Lucrezia Borghi e Valentina Gallo, le altre quattro studentesse italiane morte domenica nel bus maledetto degli Erasmus. Per loro, le complesse formalità di riconoscimento non erano ultimate. 

Oggi, con la conferma definitiva dei test Dna, potranno partire, con il via libera del magistrato che indaga sull'incidente. Nell'aereo inviato dal governo italiano viaggeranno anche i loro familiari e due dei tre giovani italiani feriti nell'incidente ancora ricoverati in Catalogna. Per la modenese Laura Ferrari, 23 anni, ricoverata a Barcellona, però i tempi saranno più lunghi. E' la ferita italiana più grave. E' stata operata alla testa ed è in coma farmacologico. Non può essere trasportata. "E' ancora grave" ha confermato il padre. Dopo le terribili giornate quasi in isolamento trascorse nel castello di Tortosa, per le famiglie delle sette ragazze inizia con i funerali il lungo percorso del lutto. 

La prima cerimonia funebre si è svolta già ieri, in un'atmosfera di grande emozione, nella Chiesa del Gesù di Genova per Francesca Bonello. Oggi si terranno i funerali di Serena Sarracino e di Elisa Scarascia Mugnozza. Venerdì quelli delle tre ragazze toscane, compagne di studi all'Università di Firenze, Elena Maestrini, Lucrezia Borghi e Valentina Gallo. Sabato la cerimonia funebre per la friulana Elisa Valent. Rimane intanto ricoverato a Tortosa in condizioni definite critiche l'autista del bus della strage. La sua deposizione sarebbe cruciale per capire che cosa sia successo sull' autostrada Valencia-Barcellona all'alba di domenica. L'uomo è indagato per omicidio colposo plurimo. Ma non può essere interrogato. E', grave, nell'unità cure intensive dell'ospedale di Tortosa. Le sue condizioni si sono aggravate ieri, dopo uno 'shock settico'. E' ora l'unico dei 21 feriti dell'incidente ancora ricoverati in condizioni "critiche". 

La polizia ha confermato ieri che la tragedia potrebbe essere stata provocata da un suo colpo di sonno al volante. O che potrebbe essersi distratto con un cellulare. Ma lui per ora non parla, non può parlare. 

Il capo della polizia catalana Miquel Esquius ha anche confermato che molto probabilmente le 13 ragazze morte nell' incidente non avevano la cintura di sicurezza. Tutti nel bus dormivano, dopo essere partiti da Valencia alle 3 del mattino. Secondo la direttrice generale del traffico in Spagna Maria Segui l'uso della cintura nei bus riduce del 80% il rischio di morire in un incidente. Una fonte dei servizi di emergenza intervenuti subito dopo l'incidente, citata da El Mundo, ha detto che le ragazze morte "sono state trovate sotto la struttura del bus rovesciato, meno una che era sulla strada". Se avessero avuto le cinture allacciate, sostiene la fonte, "nessuna sarebbe stata proiettata attraverso i finestrini".

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