Dal Mondo

Karadzic colpevole di genocidio

25-03-2016

 

SARAJEVO. Vent'anni dopo il primo atto d'accusa, il 25 luglio 1995, il Tribunale internazionale dell'Aja (Tpi) ha condannato ieri in primo grado a 40 anni di carcere Radovan Karadzic, che con Ratko Mladic è il personaggio chiave dei crimini e delle atrocità commesse dai serbi nella guerra di Bosnia, che tra il 1992 e il 1995 provocò 100 mila morti e due milioni di profughi. 

Karadzic non ha battuto ciglio mentre il presidente del collegio dei giudici O-Gon Kwon leggeva la motivazione della sentenza, tenendo gli occhi chiusi per la maggior parte del tempo. Uno dei suoi consiglieri legali, Goran Petronijevic, ha definito il verdetto "scandaloso" ed ha annunciato il ricorso alla corte d'appello. Un diritto che ha a disposizione anche la procura e sulla quale, per il ricorso, certamente faranno pressioni le vittime insoddisfatte che si aspettavano l'ergastolo. 

Dopo una latitanza di 12 anni grazie a colpevoli connivenze non solo serbe, Karadzic è stato arrestato a Belgrado nel 2008 per essere ora riconosciuto responsabile, dopo un processo durato sei anni, colpevole del genocidio di Srebrenica del luglio 1995: 4 mesi prima, hanno accertato i giudici, Karadzic aveva dato l'ordine, in quanto capo supremo delle forze armate, di conquistare Srebrenica. 

E quando i suoi ufficiali, con i quali era in contatto durante le operazioni di conquista della cittadina 'protetta dall'Onu', portarono nella vicina Bratunac i primi duemila prigionieri musulmani, parlando in codice ordinò all'ufficiale Miroslav Deronjic, secondo quanto hanno accertato i giudici, di uccidere tutti i prigionieri: "Duemila? Tutta la merce deve essere messa in magazzino entro il mezzogiorno di domani". 

Il collegio dei giudici, però, non si è convinto che per le persecuzioni, per stermini, deportazioni, uccisioni, trasferimenti forzati, attacchi contro civili in altre località della Bosnia, a Bratunac, Prijedor, Foca, Kljuc, Sanski Most, Vlasenica, Zvornik, ci fosse l'intenzione di sterminare parzialmente o del tutto le comunità non serbe, e quindi di commettere genocidio. Per questi crimini, come per il sanguinoso assedio di Sarajevo durato 43 mesi, e per la presa dei caschi blu dell'Onu come ostaggi, il Tribunale lo ha riconosciuto colpevole di crimini contro l'umanità. 

All'inizio del processo, avviato nell'ottobre 2009, Karadzic aveva cercato di minare il procedimento non presentandosi in aula, ma poi, dopo la nomina di un difensore di ufficio, ha ceduto e si è difeso da solo, assistito da 5 consiglieri legali e una trentina di consulenti. 

La procura ha chiamato a deporre 337 testimoni, l'imputato 250. Il Tpi, fondato come istituzione temporanea nel 1993, si prepara a chiudere i battenti, ma deve giudicare ancora tre imputati eccellenti: Ratko Mladic, Vojislav Seselj e Goran Hadzic.

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