Cultura

Le artiste dimenticate. Il lavoro di Bella Messe a Firenze

Di Carole Chazin

27-03-2016

 

 

 

 

NEW YORK. Grazie al richiamo della cultura e della terra dei bisnonni, emigrati negli Usa un secolo prima, una neo-laureata in storia dell'arte l'anno scorso decise di effettuare la sua di emigrazione, sebbene in direzione opposta, e giunse a Firenze da Berkley per compiere una straordinaria esperienza, rafforzare la sua passione e l'interesse per l'arte del restauro studiata al Mount Holyoke College di South Hadley, in Massachusetts. 

Il corso degli eventi ebbe inizio in modo singolare. Un'estate, mentre lavorava nel negozio di famiglia, questa neo-laureata californiana conobbe infatti un archivista fiorentino, Lorenzo Fabbri. La conversazione che ne scaturì ebbe come risultato quello di farla aggregare ad un gruppo di esperti alla ricerca di opere create da artiste fiorentine passate nel dimenticatoio, o che giacevano in magazzino, coperte di polvere, forse dimenticate negli archivi di catacombe. Divenne un sogno che si realizzava per l'italoamericana Poiret Isabella Masse, detta Bella. "Ho scelto l'Italia - dice oggi da Firenze - per via delle mie origini familiari, della cultura e della lingua. Voglio approfondire ogni aspetto della vita quotidiana, ma anche l'arte e la ristorazione, e Firenze rappresenta una sorta di alta scuola, sento di avere molto da imparare".

Bella aveva visitato l'Europa e l'Italia da piccola, con i genitori, mentre aiutava al bancone nella pasticceria di famiglia. 

Lo scorso febbraio, mentre ero in vacanza a Barkeley, incontrai il padre e la madre di Bella, Paul e Marcia Masse. Paul stava lavorando ad una torta nuziale e ne stava decorando una seconda con sottili figlie di cioccolata cosparse di fogliette dorate. Marcia disse: "I disegni più semplici sono i più belli".

La stessa Marcia ha studiato storia dell'arte all'università e mentre lavorava come rappresentante di vini incontrò il futuro marito, al tempo pasticciere del Ritz-Carlton Hotel di Chicago. Una volta sposati, Paul e Marcia si trasferirono in California dove nacque il primo figlio, oggi impiegato del settore ospedaliero. Infine venne al mondo Bella, nata a San Francisco nel 1990, la cui storia italiana per la madre "è colma di eventi magici". Marcia scelse il suo nome dopo aver studiato Paul Poiret (1879-1944), il suo favorito stilista francese, e quando Bella andava alle elemntari per il pranzo scolastico il padre le metteva nel "lunchbox" quasi quotidianamente i carciofi alla romana.

Anche durante gli anni di college (Bella amava indossare una maglietta su cui era scritto "I am a student at Bologna, the oldest university in Italy") fu chiara la sua simbiosi con l'Italia, e non a caso Bella desiderava vivere a Bologna.               

In pasticceria, Paul si occupa della preparazione dei dolci mentre la moglie serve i clienti e sistema le vetrine. Una coppia interessante, formata da uno chef che ha vinto concorsi e premi culinari ed una moglie dai variegati interessi culturali, che includono storia dell'arte, moda e design, ambedue cresciuti tra gli Anni Sessanta e Settanta. Un team che si complementa. 

La tradizione familiare di Paul attinge ai pranzi tenuti a tarda ora dal padre Fioravanti e della madre Assunta, che trasferirono nel figlio l'amore per la cucina, poi tramandata anche a Bella. E nel corso dei viaggi in Italia, Bella iniziò a sentirsi sempre più legata alla tradizione culinaria di famiglia. Oggi, è di quarta generazione italoamericana, ma con un ottimo controllo della lingua. La stessa nonna, Assunta Baldisarri, aiutò la nipote a rintracciare la documentazione perché potesse, con successo, richiedere la cittadinanza italiana. 

A cento anni dal giorno in cui il bisnonno, Erminio Baldissari, giunse in America da Benevento, Bella è quindi un felice caso di pellegrinaggio immigratorio opposto, mentre tanti giovani italiani lasciano casa in cerca di opportunità professionali.

Il racconto di quanto Bella Masse è andata a fare a Firenze necessita un prologo. La sua storia si intreccia infatti con quella di un'altra donna americana, partita per l'Italia decenni prima, Jane Fortune, nata ad Indianapolis nel 1942 che arrivò a Firenze per gli studi universitari. L'amore per la città la indusse a scrivere una guida culturale, "To Florence, Con Amore: 77 ways to Love the City" (The Florentine Press, 2010) che sarebbe diventata tra le più diffusa tra i turisti. Ancora oggi, Jane non si considera una studiosa della storia dell'arte, piuttosto una filantropa, un'autrice e un'ammiratrice di Firenze. Ad un'esposizione di libri a Palazzo Corsini, Jane scovò un libro su suor Plautilla Nelli, un'artista del Sedicesimo secolo (Firenze, 1524-1588) riconoscuta quale prima donna pittrice fiorentina (è suo il "Compianto con Santi", esposto nel museo di San Marco). Ciò la indusse a credere che vi fossero altre donne pittrici e la sua missione divenne quella di effettuare ricerche sull'argomento, la cui acme fu il restauro del dipinto di Suor Nelli e soprattutto quello del "David e Betsabea" di Artemisia Gentileschi (Roma, 1593-1652).   

I restauri furono possibili grazie alla fondazione creata da Jane Fortune, "Advancing Women Artists", che continuò ad esplorare gli archivi di musei, chiese, palazzi signorili, castelli e abitazioni private fiorentini, dai quali è emersa una serie di opere prima semplicemente chiuse in casseforte, del tutto intoccate per secoli, e non catalogate in modo coerente. Le scoperte di Jane Fortune hanno prodotto un documentario in cinque puntate di PBS sulle artiste fiorentine dimenticate che nel 2013 si è aggiudicato un 2013 Regional Emmy Award come miglior documentario nella categoria di programmi storico-culturali.

Quando Lorenzo Fabbri, archivista del museo del Duomo di Firenze, incontrò Bella al bancone della pasticceria di Barkeley, per la ragazza fu un colpo di fortuna. Fabbri comprese che lea sua interlocutrice aveva studiato storia dell'arte e l'aiutò a diventare una intern nel programma estivo di Jane Fortune, "Research Program" al Medici Archive Project di Firenze. Bella ha sostenuto il colloquio direttamente con Jane Fortune, che le ha offererto un ruolo nell'organizzazione nel settore della ricerca delle pittrici: "Dal febbraio 2015 lavoro fianco a fianco con la signora Fortune che è qui solo nelle sessioni autunnale ed estiva - spiega Bella - Sono a contatto con esperti e collaboratori alla ricerca di materiale d'archivio mai preso in visione. Di grande supporto è stata anche la direttrice della fondazione, Linda Falcone". Uno dei suoi primari compiti è la ricostruzione delle opere di Violante Beatrice Siries Cerroti (Firenze, 1709-1783), sparpagliati in ogni dove: "Sono stata a Vienna, Pistoia, Careggi, Campesteri, Bologna e Vecchio Mugello, un'avventura straordinaria".

A Firenze volarono sia Bella che Marcia. La madre l'aiutò a trovare casa vicino al posto di lavoro, la sollevò dalle tante incombenze quotidiane, come ogni madre premurosa possa fare, sebbene avesse la motivazione suppletiva della sua di passione per l'arte. Bella si è ritrovata i compiti di visitare (in bici) siti con opere d'arte (catacombe incluse), valutarle, scrivere rapporti, ma anche di effettuare lavori di restauro. Bella è a Firenze da un anno e vi resterà per altri due al fine di completare l'internship non pagato, ma integrale al master in storia dell'arte che conseguirà al Mount Holyoke College. Bella finanziariamente è quindi costretta ad esere a carico dei genitori, i quali sanno che la figlia ha come obiettivo di restare in Italia per il resto dei suoi giorni.

 

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