Analisi e commenti

Gli ispanici potrebbero bloccare la presidenza di Trump

Di Domenico Maceri*

27-03-2016

 

Non appena Barack Obama sconfisse Mitt Romney nelle elezioni presidenziali del 2012, l'establishment repubblicano si rese conto che per vincere le elezioni future sarebbe stato necessario ottenere un maggior supporto dai gruppi minoritari e particolarmente del voto dei latinos.

Le primarie del Gop finora sembrano aver dimenticato questo piano come ci dimostra l'aspra retorica anti-immigrati esibita dai candidati repubblicani. Se Mitt Romney aveva suggerito che gli immigrati non autorizzati dovessero auto-deportarsi, Donald Trump ha alzato la posta, insistendo sull'espulsione degli 11 milioni di immigrati senza documenti legali e la costruzione di un muro per chiudere il confine meridionale. 

Il piano non è solo gravemente carente dal punto di vista umanitario; è anche suicidio politico considerando il crescente potere del voto latino. Il Pew Research Center ci dice chenel 2012 gli elettori latinos erano 23 milioni. Questa cifra aumenterà a 27 milioni nel 2016. È previsto che 13 milioni di ispanici andranno alle urne nel 2016, un aumento del 17 per cento dal 2012. 

La cifra potrebbe essere ancora più alta considerando la spinta per favorire la naturalizzazione dei residenti latinos legali sconvolti dalla retorica offensiva di Trump verso gli ispanici.

Nell'anno fiscale 2015 le domande di naturalizzazione sono aumentate dell'undici per cento e negli ultimi sei mesi del quattordici per cento. L'incremento è dovuto anche alla campagna nazionale del presidente Obama per favorire la naturalizzazione. 

Fernando Valenzuela, un famoso giocatore di baseball negli anni 80' e '90 che vive negli Stati Uniti da trentacinque anni, è diventato cittadino americano l'anno scorso. Ha fatto una serie di annunci per incoraggiare i residenti legali a seguire il suo esempio.

Degli 8,8 milioni di residenti legali con diritto a diventare cittadini naturalizzati, 2,7 sono messicani. I dati del Pew Research Center ci dicono che i messicani sono stati meno propensi alla cittadinanza, scoraggiati in parte dalla burocrazia ma anche dal versamento di 680 dollari da allegare alla domanda. La retorica di Trump, però, serve da stimolo a farlo.

Una cattiva notizia per il Gop e per il suo candidato alla Casa Bianca, che attualmente sembra essere Trump. 

Anche se i messicani tendono ad essere socialmente conservatori, l'immigrazione è una questione molto importante per loro. Molti ricordano le loro sfide con l'immigrazione, possono avere parenti o amici che lottano per la residenza legale, o fanno parte di una famiglia in cui alcuni sono cittadini mentre altri sono in pericolo di essere deportati.

I latinos tendono a registrarsi nel Partito Democratico. Il 60 per cento infatti sono registrati democratici, il 20 per cento repubblicani, e il resto indipendenti. La loro ideologia è divisa anche in tre parti quasi uguali tra conservatori, liberal e moderati. 

Per quanto riguarda la partecipazione alle elezioni, i latinos tendono a votare a un tasso inferiore rispetto alla media complessiva (48 per cento latinos nel 2012 vs 62 per cento complessivo). Tuttavia, il voto latino è in aumento a livello nazionale e la sua influenza può essere cruciale in un certo numero di Stati in bilico come il Nevada, Colorado, New Mexico, e Florida. La campagna di naturalizzazione si è concentrata in particolare su questi Stati e ovviamente aiuterà i candidati democratici.

Ironicamente Trump è stato un fattore a motivare non pochi individui a diventare cittadini. Il magnate di New York, però, è convinto che farà molto bene con gli ispanici. L'exit poll nel caucus del Nevada tenderebbe a confermare il suo punto di vista dato che ha ricevuto il 46 per cento del voto latino. Ciononostante il campione utilizzato comprendeva solo il piccolo numero di repubblicani latinos che hanno partecipato al caucus attribuendogli dunque poca credibilità. Inoltre, più del 70 percento dei latinos lo vede in termini negativi, secondo un sondaggio del Washington Post e Univision.

In un'elezione generale, che comprende tutti gli elettori latinos, Trump non è in grado di ottenere molti voti ispanici e potrebbe perdere la presidenza. In un match ipotetico con Hillary Clinton perderebbe il voto latino (16 per cento Trump, il 73 per cento Clinton), secondo un sondaggio. Queste cifre sono coerenti con i risultati storici dato che i latinos tendono a votare per i candidati democratici.

Trump però insiste che nonostante i suoi brutti commenti sui messicani farà molto bene con gli ispanici. Tutto dipenderà dall'affluenza alle urne. Finora, il sostegno di Trump è venuto soprattutto da elettori bianchi arrabbiati e delusi dal Partito Repubblicano. Gli elettori latinos sono anche loro arrabbiati e possono presentarsi in massa non a causa di entusiasmo per Hillary Clinton, il probabile candidato democratico, ma piuttosto per votare contro Trump.

*Docente di lingue all'Allan Hancock College, Santa Maria, California 

(dmaceri@gmail.com) 

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