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Nazionale. Prova del nove con la Germania

29-03-2016

 

 

ROMA. Un'altra Italia-Germania, e ancora una volta "senza alcuna paura". 

La sfida infinita si rinnova domani all'Allianz Arena di Monaco. L'epica di Messico '70 rende impossibile chiamarla amichevole, e se la Germania è d'accordissimo visto la voglia di sfatare il tabù azzurro, Antonio Conte gradisce ancor di più: contro i campioni del mondo per la sua Italia è l'ultimo test prima del raduno per Euro 2016. 

Per il quale Antonio Conte chiama a raccolta tutto il movimento: "In Francia vinceremo o perderemo tutti insieme". 

Intanto oggi "giochiamo contro i migliori, dunque con grande rispetto ma senza alcun timore. Io - dice dall'Allianz Arena il ct confermando di fatto l'impiego di Bernardeschi e Insigne - chiederò ai giovani, a quelli che hanno poco spessore internazionale e poca esperienza a questi livelli, di darmi delle conferme: tra un mese e mezzo devo stilare la lista per gli Europei". 

La "Nationalmanschafft'" ora allenata da Loew quando vede azzurro sembra sgonfiarsi: difficilmente vince, molto spesso fa brutte figure. Dal 4-3 dell'Atzeca, il più famoso degli Italia-Germania, al 3-1 del Bernabeu nell'82, la sequenza è fatta di grandi tappe e piccoli numeri: la Germania non batte l'Italia da 20 anni. Anche con gli attuali rapporti di forza - tedeschi campioni, italiani in crisi - rischiano di pesare sulla mente tradizione e stato di forma. 

La Germania viene dal ko a Berlino con l'Inghilterra, l'Italia dalla buona prestazione con la Spagna. Conte si aspetta "rabbia agonistica e determinazione a rialzarsi" da parte degli avversari e questo lo rende felice: sarà test vero. Dunque confermato il nuovo 3-4-3, con volti nuovi e non solo Zaza per Pellè. 

La sfrontatezza di Bernardeschi e Insigne può forse essere l'antidoto al timore che lo stadio del Bayern incute ai giocatori italiani ("ci torno 15 giorni dopo, è stato uno schiaffo ma salutare", confessa Bonucci), anche se quanto a personalità la nazionale vista giovedì scorso contro la Spagna è specchio fedele del suo ct. 

"Ripensare al mio addio azzurro sulla base del risultato? No, è un'ipotesi che non esiste", dice ai media tedeschi, aggiungendo in risposta alla domanda di un grande italiano di Baviera, Trapattoni, che "sì, è vero, purtroppo noi allenatori siamo giudicati sui risultati, e non sul lavoro e sul contesto; ma è il calcio". La punta di amaro è autobiografica solo in parte. "Prandelli ha portato l'Italia a essere vicecampione d'Europa e poi c'è stato il Mondiale, ma il fallimento non è stato solo colpa sua - sottolinea, anche pro domo sua - Si vince e si perde tutti insieme, così è stato nei quattro anni che mi hanno preceduto e così sarà in Francia". 

"Non credo - ha aggiunto poi - sia giusto cambiare idea sulla nazionale dopo la partita contro la Spagna: vorrebbe dire che chi dava certi giudizi prima non capisce nulla di calcio... io firmerei per tirare nove volte in porta come contro gli spagnoli, o anche per avere tante occasioni come contro il Belgio", l'aggiunta in risposta a chi storse il naso per il ko di Bruxelles, il 13 novembre. 

In ogni caso, con l'annuncio del divorzio post Europei, Conte sembra essersi tolto un peso mentale e più che mai è concentrato sulla preparazione di Euro 2016: "Ho voluto vedere Thiago Motta di persona per capire se può giocare con noi diversamente da come fa col Psg, e così anche Jorginho - spiega - Peccato non aver avuto tre giorni di lavoro per vederli prima. Quanto ai giovani, dico loro che domani è l'occasione per fornirmi delle conferme: tra un mese e mezzo faccio le mie scelte, ho idee molto chiare in testa ma tra domani e l'ultima parte di campionato aspetto di capir meglio". 

Vallo però a spiegare, alla Germania, che domani il risultato è l'ultima cosa che conta per il ct dell'Italia. 

BONUCCI ESALTA IL CT

"Da Conte ho ricevuto infinite conoscenze tattiche: se sono uno dei migliori difensori al mondo e in Europa, è grazie a lui": lo ha detto Leonardo Bonucci, parlando alla vigilia di Germania-Italia. 

"Se mi chiedesse di seguirlo dopo l'azzurro? Gli direi di andare a prendere un caffè - ha aggiunto il difensore Juve - Ho un contratto in bianconero fino al 2020". Bonucci ha parlato anche delle difficoltà iniziali nel rapporto con l'attuale ct. "Quando arrivai in ritiro - ha detto - venivo dal matrimonio e dalla luna di miele, ero appesantito, giocavo poco e ci furono degli screzi. Poi tutto andò a posto".

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