La politica

Renzi a Chicago: "Italia stabile con le riforme"

30-03-2016

 

CHICAGO. Matteo Renzi, nel suo viaggio in Usa, passa da uno Stato all'altro, toccando alcune delle eccellenze italiane nel Paese a stelle a strisce - martedì l'Enel in Nevada, ieri il FermiLab a Chicago - per lanciare il suo messaggio: l'Italia è tornata a essere un Paese stabile, su cui investire e con cui investire, grazie alle "riforme del governo", dice rivendicando il suo lavoro. Per convincere gli americani, che cercano un 'business climate' di certezze, a stringere sempre più i cordoni della collaborazione e dell'interscambio. "Siamo tornati nel gruppo dei Paesi con il segno più, siamo tornati a crescere". 

Oggi "siamo attraenti", ripete passando da una città all'altra in una sorta di road show del sistema Paese. Dall'altra parte dell'Oceano punta al mercato americano e parla di "margini di crescita fantastici". Nei settori tradizionali, come l'agroalimentare ed il vino, ma anche nell'alta tecnologia, spiega, ricordando che il percorso è in atto, come dimostrano i dati sull'export Italia-Usa, cresciuto l'anno scorso da 29 a 36 miliardi di euro. "Negli ultimi anni ho fatto quello che andava fatto 20 anni fa, nei prossimi disegneremo l'Italia dei prossimi 20 anni", scandisce con un occhio anche a casa. Per ribadire a "quelli che fanno polemiche e si lamentano" che "se la smettono e provano a fare la loro parte, il paese può crescere, creare valore, occupazione e cultura". 

L'Italia "non è il luogo dei problemi, li affronta, li supera, è una grande potenza mondiale", ripete nelle tappe della sua giornata a Chicago, prima alla scuola italiana, poi al FermiLab, laboratorio d'eccellenza della fisica che vede la presenza di molti ricercatori italiani. Di cui si dice "orgoglioso", invitandoli a scrivergli e a rimanere "in contatto". Perché - spiega - devono sapere che lui non li considera 'cervelli in fuga' ma persone che operano in un settore che è globale come la ricerca. 

Non chiede loro di "tornare", ma promette che se vogliono farlo in Italia troveranno un nuovo clima, grazie a 2,5 miliardi di investimenti e la voglia di rimettere il settore al centro. E annuncia per oggi un accordo importante con l'Ibm al Centro Watson per le tecnologie mediche di Boston per il progetto della nuova tecnopoli nell'area che è stata di Expo. 

Questa sera volerà a Washington per il Nuclear Security Summit voluto da Obama, che ha chiesto anche una sessione ad hoc sulla lotta all'Isis. Con il presidente americano Renzi non ha in programma nessun bilaterale ma è molto probabile che ci possa essere, tra i corridoi, uno scambio di opinioni anche sul futuro della Libia, per la quale gli Usa attribuiscono all'Italia un "ruolo guida". 

Che potrebbe concretizzarsi presto se il governo di unità avesse successo e si passasse alla fase due, quella della richiesta di un sostegno all'Onu. Renzi, protagonista anche dell'apertura a Chicago dell'incontro Italia-Usa sul sistema manifatturiero del 21esimo secolo - cui partecipano molti imprenditori tra cui l'ad Fca Sergio Marchionne -, aveva iniziato la giornata facendo jogging con il sindaco Rahm Emanuel. 

"Lui è più atletico di me", ha scherzato davanti ai bambini della prima scuola italiana dell'Illinois (la terza negli Usa), concedendosi, nella loro palestra, anche un tiro al canestro.

 

Le imprese promuovono il Made in Ityaly

 

Di Ugo Caltagirone

 

CHICAGO. Le imprese italiane in missione a Chicago, la culla del sistema manifatturiero più avanzato in America. E con loro in prima linea, per promuovere il 'made in Italy' più innovativo, c'è il premier Matteo Renzi, che alle aziende Usa presenti lancia un messaggio chiaro e forte: quello delle eccellenze del nostro Paese nei settori più hi-tech, i settori che guardano al futuro: dalla robotica all'industria aerospaziale. 

E c'è anche il numero uno di Fiat Chrysler Sergio Marchionne, la cui presenza per il primo ministro è un segnale importantissimo. Il palcoscenico è quello della prestigiosa Booth of Business della University of Chicago, fucina di manager aziendali, dove si svolge il forum 'I3, Impact, Innovate, Integrate', organizzato dall'Ice in collaborazione con il ministero delo sviluppo economico, la Confindustria, l'Ucimu e il Consolato generale di Chicago. "Questa è un'opportunità unica per le imprese italiane e statunitensi, per scambiarsi esperienze fondamentali. Esperienze per affrontare le sfide e le tendenze dei mercati", afferma Riccardo Monti, presidente dell'agenzia Ice. E quale posto migliore della città dell'Illinois, che già da tanto tempo - sottolinea Monti - "è terreno proficuo di collaborazione tra imprese italiane e americane". Una collaborazione che può diventare ancor più proficua in un momento in cui il Pil americano viaggia su livelli decisamente superiori all'Italia e all'Europa. 

Per questo stringere i rapporti con un'economia che sta di fatto trascinando la crescita globale è più che mai fondamentale. Un'occasione da non perderei."Quello che stiamo vedendo - afferma Renzi - è che in Usa ci sono margini di crescita fantastici con l'Italia". E per quel che riguarda gli investimenti americani in Italia - sottolinea ancora una volta - " è importante il 'business climate: gli americani vogliono stabilità e noi stiamo tornati a essere un paese stabile". 

Al fianco del premier Renzi il sindaco di Chicago Rahm Emanuel, ex braccio destro di Barack Obama alla Casa Bianca. "E' un'onore per noi ospitare il premier italiano e celebrare la duratura partnership tra noi e l'Italia". 

Un'alleanza, quella con l'intero sistema imprenditoriale americano destinata a creare ancor di più posti di lavoro e innovazione: dal settore dell'aerospazio a quello dell'industria automobilistica, dalla robotica al comparto dell'energia. 

Del resto il legame tra Italia e Stati Uniti, come hanno sottolineato tutti i partecipanti al forum, è già molto forte: basti pensare - ricorda l'Ice - che gli Usa sono il primo mercato di sbocco per i prodotti italiani al di fuori della Unione europea, ed il terzo mercato in assoluto dopo Germania e Francia. 

In particolare il settore della meccanica costituisce un quinto in valore delle esportazioni italiane negli Stati Uniti, davanti alla moda e all'agroalimentare. Anche gli ultimi dai di dicembre mostrano come l'interscambio Italia-Usa abbia raggiunto i 4,8 miliardi di euro. 

Il palinsesto di oggi