La politica

Inchiesta petrolio. Guidi per 3 ore dai pm: "Sono io la parte lesa"

07-04-2016

 

 

POTENZA. "Dal punto di vista giuridico ho appreso definitivamente di essere persona offesa". L'ex ministra dello Sviluppo economico, Federica Guidi, dice poche parole al termine del colloquio con i pm di Potenza, che l'hanno sentita per circa tre ore al quarto piano del Palazzo di Giustizia del capoluogo lucano. E dopo aver risposto a tutte le domande dei magistrati, li ha ringraziati, quasi sollevata, per averle dato "la possibilità, in tempi così brevi, di chiarire questa vicenda così spiacevole per me". 

"Il ministro Guidi ha fatto un errore. Non c'è niente di illecito ma ha fatto un errore e ne va preso atto. In Italia adesso chi sbaglia va a casa", ha ribadito Matteo Renzi, mentre il ministro Delrio, tirato in ballo dalla 'cricca' del compagno dell'ex ministra, taglia corto: "Mai ricevuto pressioni o ricatti". Ma vuole sapere, e per questo presenterà un esposto alla procura. Quella in cui è stata coinvolta, è una vicenda "spiacevole" per Federica Guidi, che utilizza un solo aggettivo per riassumere una storia che l'ha travolta. Che l'ha spinta alle dimissioni dalla guida del dicastero. Ma che soprattutto le ha fatto scoprire tutto quello che le è girato intorno - e che ha come fulcro l'ormai ex compagno Gianluca Gemelli - dalle intercettazioni degli investigatori. "Cricche", "combriccole" "furbetti", "quartierini romani" e intrecci politico-economici che hanno colpito non solo il suo ruolo di ministro, ma anche la sua sfera privata. 

Guidi è arrivata poco prima di mezzogiorno a Potenza accompagnata dal suo staff composto da quattro persone, su una monovolume "Mercedes" con i vetri oscurati che si è infilata in un ingresso secondario del Tribunale per evitare l'assalto di giornalisti e di telecamere. E, cercando di rimanere il più lontana possibile da occhi indiscreti e da curiosi, è salita al quarto piano, dove ha sede la Procura. Vi è rimasta quasi tre ore, al netto di qualche brevissima pausa. Uscendo poi poco dopo le ore 15 dallo stesso cancello laterale del Palazzo di Giustizia. Sono giorni che hanno provato l'ex ministra, che ha avuto conferma di essere stata usata dal suo compagno: un grimaldello per le mire di grandezza di quest'ultimo e come "passepartout" per aprire porte e porticine nelle stanze "che contano". Gemelli spesso cita "Federica", che ha visto i suoi sfoghi buttati nel tritacarne mediatico. 

Ma, ovviamente, non è stato solo il legame tra i due il tema della conversazione con i pm. Tanti sono gli argomenti in ballo. Dall'ormai noto emendamento, al "viaggio fatto a Torino per cercare di risolvere un problema lavorativo del compagno", ai rapporti di Gemelli con i lobbisti, con la "cricca" del petrolio e con i nuovi "furbetti". E che hanno riempito le pagine di un verbale secretato nelle mani dei pm. 

La vicenda del petrolio in Basilicata continua comunque ad accendere il dibattito politico, anche per le ultime indiscrezioni apparse sui quotidiani. E così in serata il Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha detto di essere "interessato a sapere se esiste o è esistita un'attività di dossieraggio nei miei confronti, volta a screditarmi, basata su presupposti totalmente infondati. Attività che considererei molto grave non solo nei miei riguardi, ma anche verso ogni cittadino italiano che possa esser oggetto di tali attenzioni. Per questo motivo presenterò un esposto alla Procura. Ho letto oggi da articoli di stampa che - ha aggiunto Delrio - sono al centro degli interessi di un comitato d'affari che non conosco, da cui non ho mai ricevuto pressioni o condizionamenti e tantomeno ricatti ai quali evidentemente non mi sarei mai sottoposto". La senatrice del Pd, Anna Finocchiaro, ha invece detto di "non aver mai avuto rapporti con Gemelli e non ho nulla a che vedere con Tempa Rossa, di cui non mi sono mai occupata, né con altre vicende interessate da questa indagine".

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