Dall'Italia

Papa: "liberare le persone rapite in zone di guerra"

11-04-2016

"Nella speranza donataci da Cristo risorto, rinnovo il mio appello per la liberazione di tutte le persone sequestrate in zone di conflitto armato". Papa Francesco, al termine del Regina Coeli in Piazza San Pietro davanti a oltre 50 mila persone, ha fatto sentire oggi la sua voce perché siano rilasciati quanti sono stati tratti sotto sequestro nelle aree di guerra.

"In particolare - ha aggiunto - desidero ricordare il sacerdote salesiano Tom Uzhunnalil, rapito ad Aden nello Yemen il 4 marzo scorso". Del prete di origine indiana, 57 anni, sequestrato durante l'assalto terroristico alla casa per anziani in cui furono massacrate quattro suore di Madre Teresa e altre 12 persone, non si hanno notizie certe da allora. Nei giorni successivi alla Pasqua, media di lingua tedesca, in particolare austriaci, avevano diffuso la notizia che il sacerdote fosse stato crocifisso dai rapitori il giorno del Venerdì Santo. Di tale notizia, però, non c'è mai stata alcuna conferma.

Anzi, il vicario apostolico dell'Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen), mons. Paul Hinder, l'ha drasticamente smentita, parlando di segnali "forti" in base ai quali padre Tom sarebbe "ancora vivo" e "nelle mani dei suoi rapitori", forse legati all'Isis. Anche la Congregazione Salesiana segue attentamente la situazione, in attesa di notizie concrete. Di padre Tom Uzhunnalil, "ho ammirato fin dall'inizio il suo coraggio e la sua accortezza in tutte le situazioni", dice ad Asianews mons. Thomas Menamparampil, arcivescovo salesiano, attuale amministratore apostolico di Jowai ed emerito di Guwahati, in India. Ben consapevole dei rischi che correva nello Yemen della guerra civile (era l'ultimo sacerdote cattolico rimasto nel Paese), era però "pronto a subire questo destino". Tuttavia, "speriamo con tutto il cuore che possa essere strappato alle mani dei suoi rapitori". Di recente, mons. Menamparampil ha visitato i familiari di padre Tom a Ramapuram, nel Kerala, e ha pregato insieme a loro. "Abbiamo fiducia nel Signore e sappiamo che c'è un tempo e una stagione per tutto". L'appello di oggi del Papa per il rilascio segue di pochissimi giorni la liberazione nelle Filippine dell'ex missionario del Pime Rolando Del Torchio, rapito a Dipolog City lo scorso ottobre: un sequestro durato sei mesi dietro il quale ci sarebbe il gruppo islamista Abu Sayyaf, collegato alla rete di al Qaida. Intanto, sono oltre due anni e mezzo che non si hanno notizie del gesuita romano Paolo Dall'Oglio, vero apostolo del dialogo tra religioni e culture diverse, rapito il 29 luglio del 2013 a Raqqah, in Siria, dagli estremisti islamici.

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