La politica

Renzi giovedì a New York

18-04-2016

 

ROMA. Prima tappa a Città del Messico, per rafforzare i rapporti con un mercato dove l'Italia ha grandi possibilità di espansione. Poi due giorni a New York, al Palazzo di Vetro dell'Onu, per discutere di sviluppo sostenibile, firmare l'accordo sul clima di Parigi e soprattutto proseguire la campagna per ottenere un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in vista della votazione che si terrà il 28 giugno. 

E' questo il programma della tre giorni americana che da domani, all'indomani del voto di sfiducia al Senato delle opposizioni contro il governo per l'inchiesta di Potenza, attende il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il viaggio partirà dal Messico, da un incontro istituzionale con il presidente Enrique Peña Nieto. 

"Il Messico è uno dei Paesi con cui lavoreremo di più nei prossimi anni", assicurava Renzi a giugno dell'anno scorso, incontrando Peña Nieto a Palazzo Chigi. E domani atterrerà a Città del Messico, accompagnato dai vertici di alcune importanti aziende, con l'obiettivo di rafforzare non solo "l'amicizia culturale" tra i due Paesi ma anche la "partnership economico-commerciale", in settori come agroalimentare, infrastrutture ed energia. 

L'energia e il clima saranno uno dei temi cardine della missione americana, all'indomani della bocciatura del referendum sulle trivelle. Sulle rinnovabili, non si stanca di ripetere il premier, il nostro Paese è "leader". E lo ribadirà probabilmente dal Messico alla luce della gara da oltre un miliardo vinta da Enel Green Power per tre progetti solari fotovoltaici. 

Quanto al futuro, venerdì a New York Renzi firmerà con gli altri leader mondiali l'accordo sul clima Cop21 di Parigi: un accordo "impegnativo", ha spiegato domenica sera, ma importante perché "l'Italia diventi il Paese più verde d'Europa". All'Onu il presidente del Consiglio sarà anche giovedì, per intervenire a un Dibattito ad alto livello sugli obiettivi per lo sviluppo sostenibile, che prosegue il dibattito della conferenza sullo sviluppo di Addis Abeba alla quale Renzi aveva partecipato in prima persona. 

Ma la presenza al Palazzo di Vetro sarà l'occasione anche per portare alla stretta finale la campagna italiana per ottenere un seggio non permanente nel Consiglio di sicurezza dell'Onu per il biennio 2017-2019. "Una battaglia non facile ma ci credo", aveva detto il premier, che terrà colloqui bilaterali con i leader di diversi Paesi per guadagnare all'Italia abbastanza voti da battere, quando a giugno si voterà, le sfidanti Svezia e Paesi Bassi. 

A Manhattan Renzi respirerà un clima di fermento politico, perché proprio domani, nello stato di New York si votano le primarie per la candidatura alla presidenza degli Stati Uniti. Il leader del Pd ha più volte detto di fare il "tifo" per Hillary Clinton, che incontrò con il marito Bill nel corso di una visita in città nel settembre 2014. E chissà che la due giorni newyorkese non diventi occasione di un nuovo contatto, anche se al momento non risultano incontri in programma e lo spazio sembra ridotto, anche perché il 26 aprile la Clinton è impegnata nelle primarie in altri cinque stati. 

 

 

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