Cultura

Tribeca. Riflettori puntati su Genovese

19-04-2016

 

NEW YORK. Paolo Genovese ha catturato l'attenzione del pubblico del Tribeca Film festival con l'anteprima (sold-out) del suo ultimo film, Perfetti Sconosciuti con quale lunedì ha vinto il premio David di Donatello. "Il tema del film - ha affermato Genovese all'Ansa - è così banale eppure nessuno ci aveva pensato. I segreti contenuti nei nostri cellulari sono in fondo un argomento che toccano tutti noi e in ogni parte del mondo". 

A sua detta cercare di scoprire quei segreti vuol dire essere autolesionisti perché si rischia di far diventare patologici i rapporti con le altre persone. "Già il fatto di attivarsi per andare alla scoperta di un segreto - dice - compromette i rapporti. Anche io mi pongo dei dubbi quando si tratta delle persone che mi circondano, ma preferisco fermarmi alla reale percezione di ciò che mi circonda, andare oltre può far male". 

Genovese ha anche spiegato di essere arrivato a New York con l'aspettativa di vedere fino a che punto il suo film potesse essere internazionale, in grado di catturare una platea diversa da quella italiana. "Sono contento - ha detto - dell'ottima accoglienza avuta. Trattandosi di una commedia il pubblico ha riso tanto ma si sono anche stati momenti di silenzio in cui rifletteva su ciò che stava avvenendo. Il finale, invece, ha lasciato tutti nello stupore". 

Genovese, il cui film è l'unico italiano al festival di De Niro per la sezione "International Narrative", ha confessato che se ne andrà da New York con la voglia di ritornare per girare un film. "New York mi stimola - ha spiegato - giro il mondo per festival ma nessun posto mi lascia con le stesse sensazioni di New York. Ho come l'impressione che questo sia il posto dove tutto comincia, mentre altrove è dove tutto arriva e se mai avrò l'opportunità di lavorare qui vorrei raccontare una storia totalmente svincolata dall'Italia".       

La trama di Perfetti Sconosciuti, parte dal gioco di un gruppo di amici a cena. Ciascuno accetta di rendere pubblici messaggi ed email sui rispettivi cellulari, nel tentativo di asserire di non aver segreti da nascondere. La situazione degenererà in termini di tensione, e alla fine sarà lecito porsi il quesito di quanto, in realtà, si conoscano le persone a noi vicine.  Tra i protagonisti, Alba Rohrwacher e Marco Gailiini.

Il Tribeca Film Festival continua sino al 24 aprile, forte delle sue 77 pellicole, i 42 debutti di regia, ed un roster di undici film premiati con l'Oscar che animeranno la giornata finale. Tra gli appuntamenti collaterali, il più interessante appare forse quello del Beacon Theater (Broadway e 74th street) di giovedì 21 aprile (7:30 PM), quando alla proiezione di Taxi Driver seguirà una conversazione con Robert De Niro, Sybil Shepard, Martin Scorsese. 

Quello che è divenuto uno degli appuntamenti cardine della cinematografia statunitense, è iniziato quindici anni fa grazie a Robert De Niro, Jane Rosenthal e Craig Hatkoff, che desideravano rivitalizzare una delle zone più colpite dall'11 settembre. E ci sono riusciti. 

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