Dall'Italia

Il Papa ai pellegrini teenager: "La felicità non è un'app"

24-04-2016

 

CITTA' DEL VATICANO. La mattina l'abbraccio in Piazza San Pietro dei centomila del Giubileo dei ragazzi e delle ragazze. Poi, nel pomeriggio, l'uscita a sorpresa dal Vaticano per andare in visita al "Villaggio per la Terra" al Galoppatoio di Villa Borghese, a Roma, evento ecologista per la Giornata della Terra promosso in primo luogo dal Movimento dei Focolari. Domenica particolarmente intensa per papa Francesco, che si è mosso su più fronti, ovunque con calorosissimi bagni di folla, ma sempre nel segno dell'impegno 'giubilare' di vicinanza agli altri e amore per chi è più in difficoltà e per il Creato. 

"L'amore è la carta d'identità del cristiano, è l'unico 'documento valido per essere riconosciuti discepoli di Gesù", ha detto ai pellegrini-teenager del Giubileo dei ragazzi, che sabato ha voluto anche confessare in piazza e a cui ha rivolto sabato sera il videomessaggio per il concerto all'Olimpico. "L'amore è sempre concreto, non è 'nelle nuvole'. Chi non è concreto e parla dell'amore fa una telenovela, un teleromanzo", ha affermato durate la messa in un'omelia piena di coloriti esempi, nel suo linguaggio diretto e facilmente comprensibile. Ha parlato in modo efficace anche della "libertà" nell'amore. 

"Alla vostra età emerge in voi in modo nuovo anche il desiderio di affezionarvi e di ricevere affetto - ha sottolineato -. Il Signore, se andate alla sua scuola, vi insegnerà a rendere pi belli anche l'affetto e la tenerezza. Vi metterà nel cuore un'intenzione buona, quella di voler bene senza possedere, di amare le persone senza volerle come proprie, ma lasciandole libere. Perché l'amore è libero! Non c'è vero amore che non sia libero!". Mentre è la "cultura consumistica" che rafforza "l'egoismo". 

E anche il "desiderio di libertà", l'"essere liberi", non significa "fare quello che si vuole". Qui, per il Papa, "bisogna saper dire dei no: se tu non sai dire di no, non sei libero". Principalmente, libertà "è il dono di poter scegliere il bene". "Non accontentatevi della mediocrità, di 'vivacchiare' stando comodi e seduti", ha raccomandato Francesco. "Diffidate di chi vuol farvi credere che valete quando vi mascherate da forti, come gli eroi dei film, o quando portate abiti all'ultima moda". In altre parole, "la felicità non ha prezzo, e non si commercia; non è una 'app' che si scarica sul telefonino: nemmeno la versione pi aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell'amore". Al Regina Caeli, Bergoglio ha lanciato quindi un appello per la liberazione dei "fratelli vescovi, sacerdoti e religiosi, cattolici e ortodossi, sequestrati da molto tempo in Siria". 

La vera sorpresa è stato poi, verso le cinque di pomeriggio, il suo arrivo al "Villaggio per la Terra" a Villa Borghese, dove è stato invitato in ragione del suo impegno per la difesa dell'ambiente, esplicitato in particolare con la sua enciclica Laudato si'. Intervenendo per oltre un'ora sul palco a un focus su "La nostra città, la nostra Terra", Francesco, che era accompagnato dal sostituto della Segreteria di Stato mons. Angelo Becciu e dal 'regista' vaticano del Giubileo, mons. Rino Fisichella, ha dapprima ascoltato varie testimonianze di impegno sociale e civile. Ed è in risposta a queste che ha accantonato il testo scritto e ha parlato esclusivamente 'a braccio'. "Queste persone - ha detto - prendono il deserto per trasformarlo in foresta. Vanno dove c'è deserto e non c'è speranza, e fanno cose che fanno diventare foresta questo deserto. Lì c'è vita, dall'altra parte no, nel deserto c'è morte". 

E i "deserti" sono anche "nelle città, nella vita delle persone che non hanno futuro", nelle "periferie" ma anche nei "quartieri protetti". E c'è chi fa il "miracolo" di cambiare tutto questo in "foreste", portando così "alla vita, al sorriso". Il Papa ha invitato a non girare mai la testa di fronte ai "conflitti", che sono anche "opportunità". Piuttosto "avvicinarsi, prenderli in mano e risolverli". 

Come parole-chiave ha indicato quindi "l'amicizia sociale", senza la quale "c'è sempre l'odio, la guerra", come nella "terza guerra mondiale a pezzi che stiamo vivendo". E anche la "gratuità", in un mondo che ha al cento "il Dio denaro", che divide "quelli che possono adorarlo e avvicinarsi" e quelli che invece finiscono "nella fame, nella malattia, nello sfruttamento".

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