La politica

Renzi. I politici "non tutti ladri"

25-04-2016

 

ROMA. La politica oggi è "forte" e non più "subalterna" alla magistratura: "Rispetta il magistrato e aspetta la sentenza". E intanto lavora per "velocizzare i tempi" dei processi. Ma respinge con forza al mittente l'idea che i politici sono tutti uguali, tutti ladri, tutti "colpevoli". Tiene la linea della fermezza, Matteo Renzi. Non vuole andare allo scontro, assicura in un'intervista a la Repubblica, con il presidente dell'Anm Piercamillo Davigo. Ma respinge il ritratto a tinte fosche dei politici. E alla politica - non ai magistrati - rivendica il compito di fare le leggi. Ma Pier Luigi Bersani incalza: bisogna "abbassare il tono delle parole e alzare quello dei fatti". 

E Pietro Grasso definisce "utile" il dibattito aperto da Davigo per accendere i riflettori sulle leggi ferme. Mentre il ministro della Giustizia Orlando, nei panni della colomba, assicura: "Dobbiamo evitare il conflitto con la magistratura e noi faremo di tutto per evitarlo". In settimana, forse già oggi, sarà presentato in commissione al Senato il testo base di riforma del processo penale (incluse le intercettazioni), del sistema penitenziario e della prescrizione, che riunifica testi approvati alla Camera e fermi da mesi a Palazzo Madama. L'obiettivo del Pd è votare la legge entro l'estate (perché no, sottolinea qualcuno, entro le amministrative). Ma la strada è tutta in salita. 

Perché da un lato Ncd annuncia barricate se non verrà ammorbidito il testo, che aumenta la prescrizione in particolare per i reati contro la P.a., corruzione inclusa. Dall'altro i senatori della minoranza Pd - ma anche più di un deputato della maggioranza Dem - fanno sapere che si metteranno di traverso se ci saranno cedimenti. "Va bene allargare la prescrizione, ma dando tempi certi tra una fase processuale e l'altra", è la linea del presidente del Consiglio. L'altro tema caldo, le intercettazioni, non sono al centro dei lavori parlamentari, assicura Renzi: "Riguarda soprattutto deontologia del giornalista e autoregolamentazione del magistrato". Il primo obiettivo, afferma, è "velocizzare i tempi della giustizia". Dentro questa cornice, spiegano dalla maggioranza Pd, si aprirà il dibattito al Senato. Il testo base dei relatori Felice Casson e Giuseppe Cucca dovrebbe ricalcare i testi usciti dalla Camera, riunificandoli tutti (la prescrizione era diventata testo a sé) in un unico ddl. 

Fonti di Montecitorio assicurano che l'impianto potrà essere rivisto ma non stravolto. Ma al Senato, dove i voti di Ncd pesano di più, non si escludono modifiche, a partire dalla prescrizione: riduzione o cancellazione dell'aumento "extra" per la corruzione e aumento per tutti i reati della prescrizione di un anno per la sentenza d'appello e due anni in Cassazione (la Camera chiede l'inverso). "Sollecito ad andare avanti sui disegni di legge sulla giustizia fermi in Parlamento", afferma il presidente del Senato Pietro Grasso, che già dieci giorni fa - prima delle parole di Davigo - aveva invitato ad andare avanti sull'allungamento dei tempi di prescrizione dei processi. "La politica - sottolinea Pierluigi Bersani - deve avere un suo codice ed essere capace di tenere le funzioni pubbliche al riparo dal disonore, con buone pratiche e buone leggi", se vuole "sradicare la richiesta di supplenza che una parte dell'opinione pubblica rivolge alla magistratura. Una richiesta a cui qualche magistrato (non la magistratura!) non sa resistere". 

Bersani ripartisce equamente "i torti" tra politica e magistratura ma alla politica chiede di dimostrare con i fatti che non tutti sono corrotti. E mentre Maurizio Gasparri accusa Davigo di avere aspirazioni politiche ("E' un Casaleggio con la toga"), Lucio Malan da Forza Italia sibila il "sospetto" che il governo Renzi affermi una posizione non subalterna alla magistratura perché teme "nuovi problemi con la giustizia". Ma il Pd respinge al mittente ogni insinuazione. E Renzi ribadisce: "I politici che rubano fanno schifo. E vanno trovati, giudicati e condannati". Ma dire "che tutti sono colpevoli significa dire che nessuno è colpevole. Voglio nomi e cognomi dei colpevoli".

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