Analisi e commenti

Le riforme di Renzi un "perfect storm"

Di Dom Serafini

25-04-2016

 

In Italia nessuno vuole fare le vere riforme politiche e vedremo poi il perché. Le riforme fatte o presentate dal governo di Matteo Renzi (come del resto le altre realizzate o presentate dai precedenti governi) servono solamente come "smoke screen" (cortina fumogena) per evitare di fare quelle veramente necessarie per l'Italia. 

Analizzando poi le ultime riforme presentate dal primo ministro Renzi, emerge che queste addirittura peggiorano il quadro politico per i cittadini (e l'opposizione di 50 illustri giuristi italiani lo dimostra). 

Guardando alla Camera, i rappresentanti al Parlamento, come sappiamo, non vengono scelti dagli elettori, bensí dai partiti.

Passando poi al nuovo Senato (come lo vorrebbe Renzi), i rappresentanti vengono scelti tra gli amministratori regionali (consiglieri e sindaci), e quindi anche in questo caso l'elettore non ha voce in capitolo. Sommando questi due fattori ad altri tre: uno fornito dalla Commissione Europea, un altro da Reporter Senza Frontiere ed il terzo dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati (Anm) Piercamillo Davigo, ci troviamo davanti al "perfect storm" (la tempesta perfetta). 

Secondo un sondaggio ufficiale "Eurobarometer" condotto nel 2015 dalla Commissione Europea, il 98% delle aziende italiane interpellate ritiene che in Italia le pratiche corruttive siano "widespread" (molto diffuse). 

Poi l'organizzazione con sede a Parigi, Reporter Senza Frontiere, ha annunciato che nel 2015 la libertà di stampa in Italia è peggiorata. L'Italia è ora al 77esimo posto (è scivolata di 4 posizioni), fanalino di coda dell'Ue, seguita da Cipro, Grecia e Bulgaria. I giornalisti in maggiore difficoltà in Italia sono quelli che realizzano inchieste su corruzione e crimine organizzato. Infine, Davigo della Anm ha affermato che "I politici [italiani] non hanno smesso di rubare; hanno smesso di vergognarsi". 

Ed eccoci quindi con il "perfect storm": i cittadini non hanno voce negli affari politici, la corruzione è ovunque, i politici continuano a rubare e la stampa è imbavagliata. 

Come si fa ad uscirne? Ci sarebbe solo un modo: per l'Ue di imporre le riforme vere, allo stesso modo con cui impone la disciplina finanziaria ai Paesi membri. 

Per prima cosa l'Ue dovrebbe esigere di far ridimensionare il diritto alla privacy per politici, personaggi pubblici e dirigenti statali, regionali o comunali (un'azione simile a quella imposta ai belgi per sdradicare il terrorismo, che era aiutato dalle leggi belghe fuori dal buon senso). 

Come secondo requisito l'Ue dovrebbe richiedere di rafforzare la libertá di stampa, contenendo le querele per diffamazione da parte di politici, amministratori/personalità pubbliche. 

Terzo, imporre l'abolizione delle attuali norme sulla prescrizione. Quarto, far interdire dagli uffici pubblici tutti i condannati. 

Quinto, eliminare il segreto bancario e, sesto, limitare il mercato oligopolistico dei media fissando un tetto pubblicitario. 

Senza queste imposizioni da parte del'Ue, l'Italia non attuerà mai riforme vere, in quanto l'attuale sistema è stato creato apposta per istituzionalizzare la corruzione e, con le riforme di Renzi, la situazione peggiorerà. 

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